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26 agosto 2009

FARSOPOLI

Molti tifosi ricordano che Giraudo era in scadenza di contratto, mentre Moggi poteva semplicemente essere licenziato. «Giraudo e Moggi, un “pericolo” per John» è il XXX capitolo del libro mai pubblicato di Gigi Moncalvo, un capitolo che aiuta a comprendere i motivi per cui quei due non potevano essere mandati via in maniera così semplice. Il perché ci fosse il bisogno di colpire Giraudo anche mediaticamente.
I.S.

Per dodici anni la struttura Girando-Moggi-Bettega è rimasta immutata e ha rappresentato il team di dirigenti più preparati del calcio moderno. Umberto aveva voluto e fatto in modo che la Juventus fosse così forte e ben organizzata non solo perché gli era molto cara ma anche perché immaginava che una simile solidità e strutturazione, nel momento in cui suo figlio ne avesse assunto la guida, avrebbe consentito ad Andrea di poterla gestire con tranquillità.

Dopo la morte di Umberto, in ossequio alla fedeltà e riconoscenza verso di lui, Giraudo comincia a preparare il terreno per l’ingresso di Andrea. La Juventus è anche una passione del giovane figlio del Dottore e della vedova, Allegra Caracciolo. Avere un Agnelli di nuovo al vertice della società è importante: Andrea porta il cognome della casa, è figlio di Umberto, è tifoso della Juve, è giovane e intelligente, ha fatto ottimi studi, gode di stima e considerazione, è la persona giusta per dare continuità alla dinastia che ha sempre legato il proprio nome a quello della Juve.

La scelta è ineccepibile, ma le prime mosse di Giraudo sono molto prudenti. Conosce bene i delicati equilibri su cui si reggono i vari rami della famiglia e prevede i contraccolpi e le invidie che potrebbe suscitare un’ascesa troppo repentina di Andrea. Il progetto, su cui Moggi è d’accordo, prevede che il giovane venga inserito nella società gradualmente fin dal 2005 e che poi, a partire dal 2006, assuma ruoli sempre più marcati. Giraudo è consapevole che non c’è niente di meglio dello sport cime trampolino di lancio e cassa di risonanza per un giovane manager da mandare in orbita. Luca di Montezemolo e il suo modo di utilizzare la Ferrari come vetrina è la prova che lo sport, specie attraverso “marchi” famosi, può apre prospettive amplissime in ogni campo.

L’immagine di Andrea può “crescere” moltissimo grazie alla Juventus anche perché Giraudo e Moggi sapranno portare la squadra a grandi successi senza chiedere agli azionisti Fiat o alla famiglia di aprire il portafoglio per finanziare la squadra. Soprattutto, garantiranno ad Andrea la possibilità di prendersi tutti i meriti mentre loro saranno pronti a fare da parafulmine in caso di imprevisti. Una Juve da prima pagina consentirà al giovane Agnelli di essere considerato l’artefice di vittorie e buona amministrazione, di successi e di fortuna, e farlo diventare l’idolo dei quattordici milioni di tifosi che in ogni parte del mondo seguono la Juventus. L’idea è perfetta, ma c’è qualcuno che, dietro le quinte, la intuisce, ne vede le prospettive, non la condivide e quindi comincia a muoversi per ostacolarla e impedirla.

Moggi ricorda che, appena saputa la notizia della morte di Umberto, ebbe questa sensazione: “D’improvviso mi sono sentito più solo. Senza ombrello, senza una luce. Prima l’Avvocato, poi il Dottore: la Juve non sarebbe stata mai più la stessa. Ma anche noi”. La morte di Umberto non lascia “orfani” solo Giraudo, Moggi e la Juventus ma crea all’interno di tutto il Gruppo un immenso vuoto di potere che va colmato al più presto. La scomparsa di Umberto rappresenta la fine della generazione dei fratelli Agnelli. E se non c’erano dubbi, dopo la morte di Gianni, che Umberto sarebbe stato il suo successore alla guida del gruppo, ora ci sono molte caselle da riempire. Non ci sono più a disposizione nomi della generazione di Gianni e Umberto, essendo le sorelle fuori gioco. La decisione di puntare su John, come abbiamo visto, era già stata presa. Qualcuno ha accelerato i tempi e lavorato in questo senso forse anche forzando la situazione senza rispettare le necessarie “procedure” famigliari. E quindi colui che si trova in rampa pronto per essere lanciato in orbita è solo John. Nulla deve ostacolare questo disegno. Qualunque intralcio, grande o piccolo, diretto o indiretto, si presenti sulla strada della leadership di John deve essere abbattuto con la massima decisione.

E’ chiaro che un eventuale entrata in scena di Andrea, per di più col vantaggio indiscutibile di chiamarsi Agnelli contrariamente al cugino, crea notevoli disturbi a tutta l’operazione, anche se si tratta “solo” della Juventus. Bisogna impedire che la popolarità che in un paio d’anni Andrea sicuramente avrebbe raggiunto grazie al calcio lo proietti anche verso altri incarichi all’interno del Gruppo. Non ci sono dubbi che Andrea, sulla scia della Juve, avrebbe potuto diventare un potenziale “concorrente” di John, un ostacolo sul cammino della sua ascesa al potere, creando un pericoloso dualismo in cui due giovani della quarta generazione avrebbero dovuto fare i conti l’uno con l’altro. Tra l’altro uno, Andrea, avrebbe avuto l’indiscutibile vantaggio di poter contare su due atout di rilevante importanza: la popolarità e il sostegno di milioni di persone, e un’immagine legata a una attività come la Juventus e il calcio certo molto più popolari, “simpatiche” e immediate di quanto non siano l’IFIL, l’IFI, la Fiat.

I registi dell’operazione-John non possono assolutamente consentire che colui sul quale hanno deciso di puntare trovi un simile ostacolo sulla sua strada. Ecco quindi che, per bloccare l’ascesa di Andrea, o anche solo la sua discesa in campo, occorre azzoppare ed eliminare i due uomini che hanno pensato a lui e che vorrebbero lanciarlo in orbita: Giraudo e Moggi. Occorre trovare il modo per farli fuori. Questo modo esiste ed è frutto del combinato disposto di alcune circostanze che si realizzano grazie al contributo diretto o indiretto, voluto o involontario di una serie di personaggi che a vario titolo compaiono nella vicenda o ne restano dietro le quinte, molti dei quali diventano inconsapevolmente e senza nemmeno immaginarlo elementi di questa operazione. Il PM Giuseppe Guariniello di Torino. Il presidente della Federcalcio, Franco Carraro. Il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani. Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti. Il direttore generale nerazzurro, Giacinto Facchetti. Marco Tronchetti Provera e il “Tiger team” di spionaggio telefonico di Telecom (Tavaroli, Cipriani, Ghioni). Il professor Guido Rossi. L’ex Procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Saverio Borrelli nelle sue nuove vesti di Capo dell’Ufficio Indagini della Federcalcio. Luca di Montezemolo. Franzo Grande Stevens. L’avvocato Cesare Zaccone di Torino. I direttori di un almeno quattro grandi giornali. E molte altre persone ancora.

Non c’è nessuna “accusa”, ovviamente, nei confronti di queste persone. Se il dottor Guariniello ha condotto inchieste giudiziarie sulla Juventus ha disposto per motivi d’ufficio intercettazioni telefoniche sugli apparecchi di Giraudo e Moggi, questo non significa che egli lo abbia fatto per facilitare l’ascesa di John ai vertici del gruppo Fiat o per “togliere di scena” Andrea Agnelli. Lo stesso vale per alcuni altri di coloro che abbiamo indicato e che si prefiggevano scopi ben diversi. Alla fine però il lavoro, l’attività, le informazioni, le decisioni degli uni e dagli altri o il loro comportamento adottato in un passato vicino o lontano, sono stati utilizzati dalla “regis acentrale” per mettere a punto l’operazione e portarla a compimento.
Per impedire ad Andrea Agnelli di salire ai vertici della Juve, per “fare fuori” Giraudo e Moggi, occorre inevitabilmente fare del male, per qualche tempo, alla stessa Juventus. E’ un “danno collaterale” inevitabile, un effetto del “fuoco amico”, un male necessario e calcolato del quale non si può fare a meno.

L’origine della storia di “Calciopoli”, da questo punto di vista, assume una nuova luce. E molti fatti che potrebbero apparire inspiegabili, diventano meno misteriosi se si pensa qual era il risultato finale che si prefiggeva Torino. Il dottor Guariniello, come sempre, ha fatto il suo dovere e non ha abusato del suo ruolo né dei suoi poteri nel momento in cui ha deciso di continuare a tenere sotto controllo i telefoni di Moggi e Giraudo al termine dell’inchiesta sul presunto uso di sostanze vietate da parte di alcuni calciatori juventini. Il processo si è concluso positivamente per la Juventus, ma il dottor Guariniello aveva tenuto aperta un’altra branca di quella inchiesta e disposto nuovi controlli e attività investigative. Da quelle nuove intercettazioni non emergeva nulla di penalmente rilevante ma il PM aveva deciso di trasmettere quelle intercettazioni alla Federazione Gioco Calcio affinché verificasse se da quelle carte emergevano per caso violazioni ai regolamenti sportivi.

Franco Carraio, presidente della FIGC, tiene chiuse a lungo nel suo cassetto quella grande quantità di intercettazioni arrivate da Torino. Poi all’improvviso decide di tirarle fuori. Perché e su sollecitazione di chi? Da quel momento si forma la palla di neve che in breve diventerà una valanga. Accade di tutto. La regia giornalistica e il distillato quotidiano delle notizie. I processi sportivi. L’incredibile richiesta del legale della Juventus di condannare la squadra alla serie B. La rinuncia della stessa società a fare ricorso al TAR senza “contrattare” migliori condizioni (come l’annullamento della retrocessione, accettando una forte penalizzazione, come Milan e Fiorentina).
La vendita di alcuni pezzi pregiati (come Ibrahimovic o Vieira) a una diretta concorrente come l’Inter a un prezzo irrisorio, accompagnato dai ringraziamenti dei dirigenti juventini. Gli scudetti tolti a tavolino e assegnati all’Inter (che li ha presi e festeggiati) proprio da un suo ex consigliere di amministrazione (Guido Rossi). L’assunzione dello stesso Rossi nel gruppo Fiat con una consulenza di molti milioni di euro. Il mancato coinvolgimento legale nella vicenda di Franzo Grande Stevens, che era il presidente di quella Juventus “chiacchierata”. Il salvataggio del Milan e della Fiorentina dalla serie B (segno evidente che si voleva colpire solo la Juve). La scoperta di molte manipolazioni nelle intercettazioni. La “fama” di chi le aveva eseguite e messe a disposizione che figura indagato in importanti inchieste penali. L’operazione-spionaggio condotta da una società che faceva capo a un altro dirigente proprio dell’Inter. Il “patteggiamento” della Juventus anche se la giustizia sportiva non ha scoperto alcun “reato”. Un processo, a Napoli, che non approda a nulla. La magistratura campana che, anziché occuparsi di munnezza e camorra, impiega uomini e mezzi investigativi per “Calciopoli”. E tante altre cose ancora. Con un punto fermo: la Juventus è la maggior danneggiata, Moggi e Giraudo vengono fatti fuori.

Insomma quello che Giraudo aveva intuito al termine della stagione 2004-2005 (“Luciano, questo è l’inizio della fine”), si verifica puntualmente. Moggi ricorda di aver risposto che non capiva, la Juve stava vincendo tutto, le cose andavano bene. Ma Giraudo era scuro in volto e pessimista per il futuro. Che cosa stava succedendo, che cosa stava per succedere? Moggi non aveva lo stesso tipo di antenne di Giraudo all’interno della galassia Fiat per raccogliere voci e segnali o per fiutare l’atmosfera. Ma, anche nel suo “piccolo”, Moggi si accorge che qualcosa non va, che c’è una certa freddezza, che nessuno collabora più come dovrebbe.

Nel suo libro l’ex direttore generale della Juventus racconta il contenuto di una telefonata con Lapo Elkann, facendo questa premessa: “Vi sembrerà banale, ma più di ogni altro discorso può valere questo colloquio”. E’ il 4 febbraio 2005, Moggi chiama Lapo e chi chiede di poterlo incontrare al più presto “per farci due chiacchiere”. Lapo cerca di guadagnare tempo e alla fine, messo alle strette, “si ricorda” che qualche giorno dopo sarà a Palermo proprio in concomitanza con la partita di campionato della Juventus, per consegnare una Y di colore rosa al centravanti Luca Toni. I due decidono di vedersi nell’albergo che ospita la squadra, a Villa Igiea, Moggi anticipa il problema che si è venuto a creare per le auto di rappresentanza. “All’improvviso ci venivano create difficoltà crescenti anche sulle piccole cose.

Le auto di rappresentanza per i giocatori o i dipendenti della società, ma anche per fare dei piccoli favori a persone funzionali al nostro lavoro, dovevano essere cose automatiche in una grande azienda. In quel periodo, invece, faticavamo a far tutto. Ad avere qualsiasi cosa. Non parliamo poi dei soldi per il mercato dei giocatori: rubinetti chiusi. Fortunatamente siamo riusciti a gestire la Juve senza bisogno di interventi esterni degli azionisti di riferimento, altrimenti sarebbero stati problemi. Gli attacchi interni ed esterni c’erano eccome.

La nostra solitudine era palpabile”.
Il primo a parlare (o a essere mandato avanti), come sempre, è Lapo: “Fece pesanti ironie su di noi in diverse interviste. Disse che “alla Juve si dovrebbe sorridere di più”, non nascose mai la sua antipatia per la Triade. Non ci saremmo mai aspettati un colpo così basso, per di più in pubblico”. Ma i problemi veri non erano né le vetture né le uscite di Lapo. “Sono successe cose anche più grosse – ricorda Moggi -. Gli eredi dell’Avvocato e quelli del Dottor Umberto non erano chiaramente in sintonia sulle scelte future e sugli assetti del gruppo.

Forse io sono rimasto schiacciato da questa lotta. E’ stranissimo, infatti, l’atteggiamento tenuto dalla Juventus società, ma anche dalla proprietà, prima, durante e dopo lo scoppio di questo scandalo, vero o presunto che sia. In società (il cui presidente, non dimentichiamolo, era Franzo Grande Stevens sicuramente molto addentro alle cose del palazzo di Giustizia di Torino, NdA) erano al corrente dell’inchiesta a nostro carico aperta dai giudici torinesi e delle intercettazioni telefoniche alle quali eravamo stati sottoposti sia io che Giraudo.

Il tutto era stato archiviato in sede penale ma il dossier con le intercettazioni era stato inviato per conoscenza alla giustizia sportiva della Federcalcio. Io non sono mai intervenuto su Carraro o sui giudici, Giraudo neppure. Se avessimo avuto tutto il potere che ora vogliono far credere, quelle carte forse sarebbero state distrutte. Invece nessuno si è interessato più di tanto. Tutti abbiamo continuato a telefonare senza misteri. A

llegramente in certi casi. Eravamo assolutamente tranquilli di non aver fatto niente di male o di strano. Abbiamo continuato le nostre conversazioni nell’ambiente del pallone senza chiedere aiuti o sconti a nessuno. Del resto la richiesta di archiviazione del 19 luglio 2005 firmata da Guariniello che ci assolveva in toto parlava anche di troppo chiaro, come si legge nelle conclusioni del giudice: “Di quattro partire di campionato giocate a intercettazioni in corso, su tre non si sono registrati commenti di alcun genere idonei a supportare l’ipotesi di reato, su una invece sono state registrate significative conversazioni tra tutti i protagonisti della ipotizzata possibile frode sportiva, ma da esse non soltanto non si traggono riscontri alla ipotesi investigativa, bensì elementi di prova di segno contrario”. Ecco cosa c’è scritto, tra l’altro, nell’ordinanza. Insomma, non facevamo un bel niente”.

A fronte di questo viene da chiedersi: possibile che il presidente della Juventus, di quella Juventus, e cioè Grande Stevens, non conoscesse questi particolari? Perché non ha fatto nulla per salvare la Juventus? Perché non ha messo in campo tutta la sua conoscenza del diritto e anche il suo prestigio, la sua autorevolezza, il suo peso per salvare la Juve? Possibile che pur di sacrificare Giraudo e Moggi, e la possibilità che Andrea Agnelli salisse al potere nella Juventus, si sia buttata via anche l’onorabilità, la rispettabilità, il prestigio della squadra bianconera e dei suoi milioni di tifosi? “Nessuno - prosegue Moggi – si è preoccupato che quel pacco di carte potesse uscire da qualche parte e portare discredito alla Juventus. Anzi, il giornale che per primo ha pubblicato le intercettazioni integrali e forse più di ogni altro ha dato risalto negativo a questa vicenda, è stato proprio “La Stampa”.

E la campagna contro la Juventus è stata orchestrata dalla “Gazzetta dello Sport”, l’altro giornale partecipato dalla famiglia”. Questo è un altro particolare significativo che depone a favore della tesi secondo cui i vertici del Gruppo, non avendo mosso un dito per arginare l’ondata di fango contro la Juve e non avendo consentito un’adeguata difesa della società, potessero in qualche modo essere al corrente dell’operazione in corso e non ne fossero, sotto certi aspetti – quelli che abbiamo visto – dispiaciuti per i risultati cui avrebbe portato ai danni di Giraudo e Moggi.

E’ pensabile infatti che il Gruppo che controlla “La Stampa” ed è, anzi in quel momento era, l’azionista principale e più “pesante” di RCS Mediagroup, la casa editrice del “Corriere della Sera” e della “Gazzetta dello Sport”, non abbia mosso un dito per “richiamare” i direttori a un maggiore “rispetto” verso la vecchia Signora? Possibile che direttori e giornalisti sempre attentissimi a non mettersi in urto con la proprietà, e gli interessi nei vari settori di attività, in quella occasione siano andati così a lungo a ruota libera senza avere la certezza che a Torino quella linea faceva piacere?

Moggi va al cuore del problema e, ben consapevole che per distruggere lui e Giraudo avrebbero dovuto distruggere anche la Juventus e riprenderne il controllo assoluto, aggiunge, aprendo un nuovo scenario: “Anche se la Triade avesse commesso gravi reati, una società quotata in Borsa doveva comunque sempre difendere i suoi manager. Non foss’altro per non affossare i suoi beni, il capitale, l’immagine. Invece, anche senza prove, anche senza carte, con le sentenze di là da venire, siamo stati scaricati come se avessimo la peste. Ho avuto la sensazione condita da qualche certezza, che il piano fosse proprio questo: far fuori Giraudo, Bettega e Moggi. Costi quel che costi”.

Fino a questo punto l’ex direttore generale della Juve non ha mai parlato di John. Ma non bisogna pregarlo a lungo per rivelare un altro indizio: “Anche John Elkann - dice - ci ha scaricato immediatamente. Domenica 7 maggio 2006 la Juventus ha giocato in casa contro il Palermo. Era la prima partita dopo la pubblicazione delle telefonate, lo scandalo stava divampando, ma senza contorni netti. Eppure il giovane John ha detto deciso che “la proprietà starà vicina alla squadra e all’allenatore”. Già sepolti Giraudo e Moggi che alla Juve hanno dedicato dodici anni di vita”. Moggi rivela un altro particolare significativo che certo non depone a favore di John in quanto ai metodi adottati a Torino per “scaricare” qualcuno: “In quei giorni nessuno mi ha chiamato e non soltanto per starmi vicino, ma neppure per chiedermi spiegazioni. Per avere la mia versione dei fatti. Credo che sarebbe stato naturale. Anche a un bambino che sbaglia, prima della punizione si chiede una giustificazione. A Moggi no. Punito. Condannato. Ripudiato. Cancellato”.

John disse in quella occasione, spiega: “Ci siamo resi conto dei problemi quando i giornali hanno pubblicato le intercettazioni; erano proble¬mi gravi. Lì abbiamo capito che il manage¬ment Juve non si era comportato in manie¬ra scorretta. Quindi, abbiamo reagito con decisione per uscire dalla crisi. Non è stato difficile. Anzi, è stato semplice prendere la decisione, difficile metterla in pratica. Una reazione radicale, perché grande era la re¬sponsabilità.

Sono così arrivate penalizza¬zioni pesanti, ma c’era differenza tra quan¬to ottenuto dai ragazzi sul campo e quanto fatto dal management. Ora c’è un rinnovo totale ai vertici. Noi come proprietà conti¬nuiamo a seguire la questione, le nuove in-dagini, ma vi posso garantire che non tro¬veranno nulla che non va bene nell’attuale management. La Juve resta la Juve con la sua splendida storia”.

Allora è proprio vera la nostra ipotesi di partenza? Se John era il primo e principale beneficiario dell’“azzoppamento” di suo cugino Andrea, e se questo obiettivo si poteva raggiungere bloccando i due dirigenti della Juve che avrebbero potuto mettere Andrea sull’altare, perché mai John avrebbe dovuto avere riguardo per Giraudo e Moggi, perché mai avrebbe dovuto “proteggere” la Juve e quindi anche quei due, perché mai avrebbe dovuto fare un autogol buttando all’aria le proprie ambizioni e le proprie prospettive mettendosi in gara col temibile e temuto cugino?
Moggi senza rendersene conto facilita le cose e dimostra di non conoscere questo “piano”. O forse prende atto di non avere le forze sufficienti e necessarie per contrastarlo. Subito dopo l’ultima partita di campionato, subito dopo l’ennesimo scudetto, il 14 maggio 2006 a Bari, si dimette da tutte le cariche nella Juventus, compresa la poltrona del consiglio di amministrazione. Lo fa “per evitare ulteriori imbarazzi, per lasciare libera la proprietà, per rispetto nei confronti della Juventus e dei suoi tifosi”.

Ora che ha capito come sono andate davvero le cose dice che non lo rifarebbe. Pensava che quel suo gesto avrebbe consentito agli avvocati di difendere meglio la società e di ottenere pene sportive meno severe. Ma, dopo aver visto quel che è successo, come la Juve è stata difesa, o meglio come la Juve ha dato indicazioni al proprio avvocato, Moggi è convinto che il suo sacrificio non sia servito a nulla: “L’atteggiamento dell’avvocato Zaccone lascia perplessi. Ma quando mai un difensore accetta e ammette tutte le colpe del suo assistito? Anche davanti a un cadavere ancora caldo, con l’arma del delitto in mano, c’è chi cerca di negare qualsiasi colpa. La proprietà della Juve no, ha ammesso tutto quello che veniva contestato dalla frettolosa giustizia sportiva senza sapere neppure cosa ammetteva. Ancora prima dei processi. Evidentemente la decisione di ammettere tutto era una linea condivisa. Forse qualcuno all’interno della famiglia temeva che ci potessimo impadronire della società? Forse temevano l’abilità finanziaria di Giraudo e il nostro ascendente verso milioni di tifosi?”.

“A volte ho l’impressione – dice Moggi - che una strana convergenza di interessi abbia favorito quello che è accaduto a me e alla Juventus. C’era qualcuno che vedeva di cattivo occhio i nostri successi, altri che temevano lo strapotere economico bianconero. Ma forse c’è anche qualcosa di più grosso e di importante. Io di finanza mi intendo poco, di Borsa ancora meno.

Fatico a capire certi meccanismi finanziari, ma una cosa è certa: dopo la morte del Dottor Umberto le cose e gli equilibri all’interno della famiglia Agnelli sono profondamente cambiati. Ho tanti difetti – prosegue Moggi – ma credo di avere il pregio dell’intuizione. Avevo intuito che non eravamo più graditi come prima, che i nostri successi venivano accolti con sorrisi a denti stretti. La Triade scelta dal Dottor Umberto per rifondare la Juve nel 1994 senza di lui, senza la sua protezione, è finita in un vortice. Giraudo, poi, aveva già gestito il Sestriere per conto del Dottore. Non era un manager qualsiasi, ma lo stratega finanziario della vedova donna Allegra Caracciolo e del figlio Andrea, eredi di Umberto Agnelli. Insomma una situazione complicata tra eredità, patrimoni finanziari, lotte di successione e di potere fra i due rami della Famiglia nelle quali non sono mai entrato, ma dalle quali ho sentito arrivare un forte vento contrario”.


Come sempre in questi frangenti, c’è anche chi unisce l’utile al dilettevole e approfitta della situazione. Luciano Moggi nel suo libro va al cuore del problema e parla di azioni, di soldi, di plusvalenze: “Secondo uno studio del “Sole-24Ore”, pubblicato anche nel libro “Inchiesta su Calciopoli” di Mario Pasta e Mario Sironi, due studiosi di economia e diritto, nei mesi immediatamente prima dello scandalo c’è stato un massiccio rastrellamento in Borsa delle azioni della Juventus con volumi di scambio dieci volte superiori rispetto alla media dei quattordici mesi precedenti. Mi hanno fatto notare – aggiunge Moggi – che a gennaio del 2006 le azioni bianconere erano quotate circa 1,30 euro, mentre proprio in quel periodo tra marzo, aprile e maggio, il valore è salito a 2,46: quasi raddoppiato.
Solo un caso? Una coincidenza? Il giallo qui diventa prettamente economico: le sto pensando veramente tutte”, osserva Moggi. E lancia un altro segnale riguardante l’Inter e Moratti, Telecom e Tronchetti Provera: “Se andiamo a mettere tutto sotto la lente d’ingrandimento, dietro i fascicoli, i pedinamenti e le intercettazioni illegali dell’affare Telecom ci sono anche persone dei servizi segreti finite in carcere.

Qui c’era in ballo un potere sportivo che si intersecava con il potere economico. C’erano personaggi da tenere sott’occhio. Attività da monitorare. Anche le cessioni di Vieira e Ibrahimovic all’Inter mi sono sembrate strane,. Affrettate. Quasi pilotate. Un giorno di luglio del 21006, non ricordo la data, ero sotto l’ombrellone sulla spiaggia di Follonica quando mi telefona il procuratore di Ibrahimovic per dirmi che aveva chiuso con il Milan. La Juve, però, voleva vendere il giocatore all’Inter a tutti i costi. Non sentiva ragioni. Forse per semplici motivi e strategie di mercato. Forse. Ma intanto io sono ancora qui a chiedermi: perché?”.

Col passare del tempo, di tanto in tanto emergono altri indizi significativi. Ad esempio c’è il presidente dell’Inter che rivela su Ibrahimovic e Vieira: “Non solo ci fecero un ottimo prezzo, ma ci ringraziarono di cuore…”. Forse era un gesto di riconoscenza per aver dato un “contributo” in dossier e intercettazioni utili a far fuori Giraudo e Moggi? E accade anche, all’improvviso, che nel dicembre 2007, il Presidente della FIFA (Fédération Internationale de Football Association), Joseph Blatter da Zurigo in un’intervista all’Agenzia Ansa rivela un particolare inedito su Calciopoli: “Credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare. Quando scoppiò lo scandalo, nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo”. Ma che c’entra Montezemolo? In una intervista a “Panorama”, l’ex capo della security Telecom, Giuliano Tavaroli, racconta che “durante la “campagna elettorale” per la presidenza di Confindustria, si preoccupò di proteggere il candidato favorito, Luca Cordero di Montezemolo, da eventuali attacchi di un gruppo di industriali contrari alla sua elezione”. Ecco quali erano quali e quanto ”affettuosi” erano i rapporti tra Montezemolo e Tronchetti Provera e quanto probabilmente si sono riflessi anche nel mondo del calcio. Tutte coincidenze?”.

Il golpe dell’estate 2006 ha prodotto questi risultati:John Elkann ha calpestato calpestato il gentlemen agreement tra Gianni ed Umberto, ha allontanato la dirigenza della Juventus prima di ogni processo e sentenza, ha praticamente sottratto a suo cugino Andrea la possibilità di guidare la Juventus, ha messo sotto controllo il club affidandolo a un presidente, Giovanni Cobolli Gigli, definito dai tifosi “la più grande sciagura juventina dai tempi di Luca Cordero di Montezemolo”.
Lo stato d’animo di molti milioni di tifosi juventini è illustrato alla perfezione da Christian Rocca, appassionato juventino e giornalista de “Il Foglio”, che ha messo sotto tiro l’uomo scelto da John, Gabetti e Grande Stevens (oggi presidente onorario della Juventus): “C’è un presidente di una squadra di calcio italiana che non sa quanti scudetti abbiano vinto i suoi ragazzi e che non riesce a rispondere a una domanda semplice semplice. Questa: quanti campionati ha vinto la Juventus? Ventisette, ventotto o ventinove? (For the record: sono 27 per i frequentatori delle curve sud, 28 per l’Italia di mezzo, 29 per chiunque capisca di calcio).

Il presidente della Juventus invece non sa rispondere. Meglio, non vuole rispondere. Probabilmente, non può rispondere. Sui documenti ufficiali, compreso il sito della Juventus, ha fatto scrivere 27. Davanti alla sede ha fatto togliere la fioriera rossa che mostrava il numero “28”. Sul pullman di servizio, le stelline dei trofei sono due di meno. Nelle interviste, a volte dice 27, a volte spiega che sono 28. In altre occasioni si lamenta che nessuno gli restituirà mai quei due titoli scippati, una cosa ovvia non avendoli mai chiesti indietro. Stando al giornale di famiglia, “La Stampa”, Cobolli Gigli ha addirittura applaudito con convinzione quando gli è stato comunicato che la coppa dello scudetto che la Lega aveva consegnato alla Juventus nel 2006 era un falso, ché quella vera stavano per consegnarla a tavolino a Moratti. Era, insomma, dai tempi di Luca Cordero di Montezemolo che alla Juventus non capitava una sciagura come l’avvento di Giovanni Cobolli Gigli.

Christian Rocca prosegue: “Il presidente è un uomo elegante, certamente piacevole, gentile come pochi, quindi l’esatto contrario di quanto servirebbe a una squadra di calcio che al momento del suo arrivo aveva a disposizione la formazione più forte degli ultimi quindici anni, compresi nove tra campioni e vicecampioni del mondo più, a fare undici, il pallone d’oro Nedved e il migliore calciatore in circolazione, quell’Ibrahimovic che da solo ha vinto un paio di campionati cui dà importanza soltanto un giornale rosa che si trova sui banconi dei bar dello sport.

Quella squadra formidabile non c’è più. Cobolli l’ha smantellata. Da manager proveniente dalla grande distribuzione, ha distribuito due campioni al Real, due al Barcellona, due alla Fiorentina e due agli indossatori-di-scudetti-altrui, rafforzando tutti e indebolendo solo la società che rappresenta. Per un soffio, al simpaticissimo Cobolli, non è riuscito di vendere anche Buffon, Camoranesi e Trezeguet, ma per loro c’è ancora tempo.

Certo la Juve stava per essere retrocessa, ma il dramma di Cobolli è che la Juventus non è andata in B per le colpe della vecchia gestione Giraudo-Moggi, cioè di Umberto Agnelli, visto che le accuse da bar dello sport sono state rigettate sia nei processi sportivi sia in quelli penali (non c’è stata alcuna partita truccata, nessun sorteggio taroccato, nessuna ammonizione mirata e gli arbitri sono stati assolti). La Juventus è in B perché la sua proprietà, ramo Gianni Agnelli, ha deciso per motivi oscuri di non difendersi e di sbarazzarsi degli ingombranti uomini del ramo Umberto. Nessuno sarebbe riuscito meglio di Cobolli a farsi travolgere come ha saputo fare lui. La Juventus cobolliana ha chiesto di essere retrocessa, purché con forte penalizzazione e malgrado non ci fosse “uno straccio” di prova come aveva scritto la procura di Torino chiedendo l’archiviazione dell’indagine. Poi ha rinunciato al Tar e anche al Tas, infine a qualsiasi altro strumento anche simbolico per ribadire che la Juventus quei titoli li aveva vinti meritatamente sul campo. Cobolli quasi non c’entra, fa anche tenerezza, forse meriterebbe un premio, il suo problema è che vanta una credibilità pari al numero di scudetti vinti da Moratti”, conclude Christian Rocca.

I tifosi rimproverano a John molte cose: “Ha preso, o non ostacolato, decisioni e comportamenti a dir poco discutibili nella forma e nella sostanza. Oltre all’allontanamento preventivo della Triade, si è distinto per dichiarazioni altamente lesive della dignità e della passione dei tifosi, infangando, di fatto, il lavoro compiuto dalla dirigenza scelta personalmente da suo zio Umberto. Ha chinato il capo durante tutta la vicenda “Calciopoli”, evitando colpevolmente di spendere anche una sola frase di conforto per i tifosi affranti. Ha subito le pressioni di mezza Italia per rinunciare al ricorso al TAR, lasciandosi convincere da Montezemolo, che fu poi ringraziato pubblicamente dal presidente della FIFA, Blatter. Ha insediato ai posti di comando della società persone che sembrano inadeguate, dal punto di vista professionale e comportamentale, a reggere il blasone della Juventus, rallentando, di fatto, il ritorno all’eccellenza”.

I tifosi sono tutti per Andrea: “Il ragazzo, subito dopo “Calciopoli”, ha preferito accettare con stile le decisioni prese ai piani alti della IFIL. Una scelta dura per chi come lui – e come suo padre e sua madre, tifosissima - viveva e vive per quella maglia bianconera. Una scelta dettata dal ricordo dei toni moderati e dalla assoluta abnegazione che aveva appreso dal padre. Una scelta che però ha causato in lui e in sua madre, Donna Allegra Caracciolo, un profondo rincrescimento che tuttora li tiene lontani dallo stadio.

Donna Allegra nutre una passione sconfinata per i colori bianconeri, ha sofferto e sta soffrendo per la sorte della squadra e per le offese che hanno dovuto subire tutti i tifosi. Con Andrea fino a due anni fa frequentava assiduamente la squadra e i dirigenti, sia durante gli allenamenti sia allo stadio, dove non mancava praticamente mai. Chi è attento ai fatti juventini non può non aver notato che la figura carismatica ed elegante di Donna Allegra e quella sorridente e affabile di Andrea sono da troppo tempo assenti dal palcoscenico delle vicende bianconere.

Lo stile Agnelli impone che qualunque tipo di scelta o discussione, anche la più complicata, venga fatta lontano dai riflettori e salvaguardando prima di ogni altra cosa l’immagine della Famiglia. Non deve essere stato facile quindi per Andrea digerire l’allontanamento della Triade, al quale era legato non solo dal punto di vista umano, ma anche perché quei manager rappresentavano ancora una scelta di suo padre Umberto. Molti, specie tra i tifosi, si chiedono quali saranno le sue prossime mosse. Se rinuncerà definitivamente a salire sul ponte di comando per cui era stato già designato. Se un giorno parlerà raccontando ciò che è accaduto.

Ma anche la scelta del silenzio in questi anni ha fatto crescere nell’immaginario collettivo un caleidoscopio di ipotesi, congetture, scenari. Come quello che lo descrive pronto a diventare il Presidente di una Juventus al di fuori dall’orbita FIAT e IFIL”. I tifosi gli hanno scritto recentemente: “Noi che amiamo la Juventus in modo travolgente, come lei, siamo certi che si stia preparando per la Juventus un futuro emozionante. Ci piace quindi sperare che un giorno non lontano lei possa tornare a passeggiare sull’erba di un nuovo stadio, tenendo al suo fianco gli amici di suo padre, Giraudo e Moggi prima di tutti. E possa ammirare quelle maglie che hanno fatto la storia del calcio vibrare nella corsa dei campioni che le indossano. Ed esultare per quella terza stella che finalmente i nostri ragazzi ci avranno regalato

07 luglio 2009

JU29RO _ Blog

ju29ro - Fonte di informazione vera
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Dimensioni parallele
Nel marasma della disinformazione sembra utile tirare le somme su alcuni fatti.Esiste, evidentemente, in una dimensione parallela di qualche genere, un Luciano Moggi che chiuse a chiave un arbitro nel suo spogliatoio.

Che esista lo sappiamo sulla parola di tanti stimati giornalisti, che si trovi in un'altra dimensione lo sappiamo perché è stato appurato che il Luciano Moggi che noi conosciamo, quello che vive nel mondo reale, non ha commesso nulla di tutto ciò.

Esiste in una dimensione parallela un Luciano Moggi che pilotava i sorteggi arbitrali; non nella realtà perché questa tesi è stata smentita ad ogni livello, da quello logico, a quello statistico, a quello giuridico, compresa la giustizia sportiva.

Esiste in una dimensione parallela un Luciano Moggi che diffama altre persone attribuendo loro atteggiamenti disonesti; non è quello che conosciamo, il quale pur querelato è stato assolto perché il fatto non sussiste.

Esiste un Luciano Moggi che esercitava il suo potere corrompendo la classe arbitrale per ottenere arbitraggi di favore ed ammonizioni mirate, ed al processo di Napoli i testimoni lo stanno portando alla luce; tutto ciò accade in una dimensione parallela, non nella realtà, e le registrazioni del processo sono a disposizione se volete verificare.

Esiste in una qualche dimensione parallela un campionato perfettamente regolare, non inficiato da errori arbitrali, in cui tutte le società possono competere alla pari, in cui per tutti valgono le stesse regole; non è certamente quello che abbiamo visto ogni domenica nella realtà, in cui (tralasciando la questione arbitraggi) il semplice uso di cosmesi finanziarie consente alle società più disinibite di mettere in campo risorse dieci volte superiori a quelle delle concorrenti.

Esiste in una dimensione parallela una giustizia sportiva affidabile, che applica serenamente i propri regolamenti per giudicare i tesserati: di certo non nel mondo reale, in cui Luciano Moggi è stato processato pur non essendo più tesserato, ed in cui lui e la Juventus sono stati condannati in base a regole scritte durante e dopo il processo stesso.

Ora, quando compreremo un giornale, sarà sempre bene chiedersi se le notizie che ci racconterà riguardino il mondo reale, o piuttosto qualche fantasiosa dimensione parallela.

28 ottobre 2008

ASSEMBLEA JUVENTUS IN DIRETTA



Dal blog del trillo

OGGI ( 28/10/2008 ) alle 10.30, presso il Centro Storico Fiat di via Chiabrera n. 20, si terrà l'assemblea ordinaria degli azionisti della Juventus S.p.A.Ju29ro.com sarà presente con una delegazione di loschi figuri i quali, avvalendosi della probabile presenza di qualche tifoso/azionista vip d'eccezione, oltre che della scrupolosa lettura del progetto di bilancio al 30 giugno (la cui approvazione sarà appunto oggetto dell'assemblea), cercheranno di capire se 'sta solfa debba durare ancora tanto o, al contrario, le espiazioni di massa in essere dal 2006 possano finire in tempi brevi. Perché se un bel gioco dura poco, figuriamoci uno che fa cagare.

Il sito Ju29ro.com, unica voce di informazione libera e seria su calciopoli e dintorni nel panorama disinformativo nazionale, a partire dalle 10.30 darà vita alla diretta dei lavori assembleari, con aggiornamenti in tempo reale sugli interventi dei partecipanti e sulle auspicabili risposte dei cirigenti ai tanti quesiti scomodi idealmente posti da qualche milione di tifosi basiti.Tutto ciò sarà possibile grazie ad un sofisticato gioco di specchi, in abbinamento ad un sistema integrato di segnali di fumo, fenomeni paranormali, alfabeto dei sordomuti, linguaggio del corpo, comunicazione satellitare e interscambio di staffette motorizzate, il tutto collegato tramite wifi con i supereroi del sorriso seduti al tavolo del consiglio di amministrazione.

Sì, proprio loro: quei supereroi che sono stati capaci di vendere, tanto per fare un esempio fra altri mille, Adrian Mutu per 7 milioni e mezzo di euro alla Fiorentina e spendere per Amauri più di quanto avessero incassato dall'Inter per Zlatan Ibrahimovic.Mamma, mettimi anche i panini. Non so se torno.

26 febbraio 2008

Intercettazioni ( articolo cancellato )

A questo link http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2006/09_Settembre/25/24.shtml
c'è l'articolo che riporto:

ROMA, 25 settembre 2006 - "Ipotesi di violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva": con questa intestazione questa mattina un fascicolo sarà aperto dall’Ufficio indagini della Federcalcio sulla vicenda Inter-De Santis-Vieri. In attesa di conoscere le decisioni di Francesco Saverio Borrelli, il suo ufficio continua a lavorare. Toccherà a Carlo Loli Piccolomini o a Marco Squicquero richiedere alla Procura di Milano gli atti relativi alla parte del filone Telecom che riguarda il mondo sportivo.

I FATTI.
Nel 2002 l’arbitro Danilo Nucini ha un colloquio con Giacinto Facchetti e gli racconta di alcuni strani rapporti tra Luciano Moggi, l’arbitro Massimo De Santis e i dirigenti sportivi Mariano Fabiani e Luigi Pavarese. Facchetti chiede a Nucini di riferire i fatti alla Procura di Milano (visto che lo stesso aveva perplessità a rivolgersi alla giustizia sportiva), ma non fu fatto nulla. Allora l’Inter, a quanto poi è emerso dalle indagini della magistratura, si rivolse alla Polis d’Istinto, l’agenzia investigativa di Emanuele Cipriani (legato al responsabile del Cnag della Telecom, Giuliano Tavaroli) per far pedinare De Santis. Da quel momento fu aperto un dossier dal significativo nome in codice: operazione ladroni.

I CONTROLLI.
Sarebbero, però, anche stati intercettati i telefoni di De Santis e della moglie. Gli stessi furono anche seguìti, fotografati, furono fatte indagini patrimoniali e sui conti correnti. Alla fine il dossier si chiude dicendo che "non furono trovate anomalie nel tenore di vita del soggetto". Contemporaneamente furono intercettate le telefonate di Bobo Vieri e l’attaccante fu anche pedinato, ma soltanto nell’ambito di un "controllo" della società sul calciatore. Del mondo sportivo erano intercettati anche Franco Carraro e il presidente di Capitalia Cesare Geronzi.

INTERCETTAZIONI ILLEGALI.
A seguito del decreto legge del Governo sulle intercettazioni illegali, è tornata d’attualità la vicenda. Perché fu commissionata una inchiesta da parte di un’agenzia investigativa e non fu fatto né un esposto alla magistratura, né una denuncia all’Ufficio indagini? Il voluminoso materiale raccolto sull’arbitro, oltre che valutare il suo tenore di vita, a cosa mirava? E le foto? Le stesse domande potrebbero valere anche per Vieri. Inoltre se i contatti denunciati erano con Moggi, Fabiani e Pavarese, ci sono state intercettazioni anche nei loro confronti? Sono queste le domande che gli 007 federali porranno ai dirigenti interisti. LE PROCURE. L’argomento interessa, intanto, anche la Procura di Napoli che nel 2004 proprio a Tavaroli si rivolse per comunicare le intercettazioni delle utenze di Moggi, Bergamo, Pairetto. Sì, proprio a Tavaroli che era a capo del Cnag, il centro nazionale autorizzazioni giudiziarie della Telecom, che quindi venne a conoscenza dell’indagine che i magistrati Beatrice e Narducci stavano conducendo proprio sulle stesse persone. Una coincidenza, chiaramente, ma che alla luce degli ultimi sviluppi diventa inquietante: Tavaroli ha detto ai pm che lui riferiva tutto a Carlo Buora, amministratore delegato Telecom e vice presidente dell’Inter.
Maurizio Galdi

.

Ma ci sarebbe anche un seguito pubblicato sulla versione online ,
il 26 febbraio 2008 ,
di un famoso quotidiano nazionale, e tagliato dopo poche ore. Un mistero che neppure i redattori sanno motivare. Fortunatamente è stato salvato da un paio di lettori più veloci e più svegli della censura.
E' opportuno che abbia diffusione.
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LA GIOSTRA GIRA ANCORA

E’ fin troppo facile chiudere il cerchio. L’Inter è nei guai. Guai seri. Tutti hanno capito che le intercettazioni sono state filtrate e fornite al bacio alla Procura di Napoli dalla lobby Telecom di Tronchetti & C. attraverso Tavaroli.

Eccoci allo scoop dell’ultima ora:

inizialmente, tutti avevano ravvisato, senza dar troppo peso alla cosa in quel momento, che le intercettazioni erano state manipolate e interpretate prima di giungere nelle mani dei magistrati partenopei. Ufficialmente si pensava che fossero stati i Carabinieri di Roma ad aver interpolato con spiegazioni non dovute le sbobinature (azione che peraltro non è loro consentita). In realtà il lavoro di indirizzo era avvenuto ben prima e più in alto. Si parla proprio in quest’ottica del coinvolgimento diretto di Moratti e Trochetti Provera.

A questo riguardo Tavaroli adesso sta tentando di fare da parafulmine per salvare le posizioni dei due e soprattutto per tutelare il proprio tesoretto nascosto e, probabilmente, da loro garantito.


Alla Procura di Milano, però, hanno già capito dove e cosa cercare e non è esclusa in futuro una collaborazione di Tavaroli per alleggerire la propria difficilissima posizione giudiziaria. Insomma tutte le intercettazioni al centro di Calciopoli sono state confezionate su misura per abbattere dei bersagli precisi: persone e società considerate nemiche.

La giostra gira ancora…

02 gennaio 2008

L'uomo nero

In prossimità del mercato di gennaio, l’Uomo nero ha deciso di non arrestare la propria lunga corsa. Desideroso di accrescere dubbi e svelare verità altrimenti nascoste, questa volta l’Uomo nero non ha lesinato rivelazioni in merito all’intricata questione che vedrebbe protagonista la Juventus in ben tre trattative diverse, riguardanti Van Der Vaart, Amauri e Banega.

Sottolineando l’importanza, per certi aspetti fondamentale, nel tracciare una strategia precisa già a partire dalla metà di ogni anno in merito al rafforzamento di una formazione, quella bianconera, bisognosa di un innesto per reparto. E su calciopoli, dopo le interessanti congetture espresse nell’ultima chiacchierata…

Registrazione avvenuta il 28 Dicembre 2007
fonte : Carlo nesti

Domanda
Gentile Uomo nero, lo sa che questa è stata una settimana movimentata? Anche se non soprattutto a causa delle rivelazione su Tronchetti Provera e sulla sua gestione della “Telecom”?

Risposta
Ride – A me, non sono giunte pressioni, nello specifico intendo. Spiace se giungano a lei. Ma non mi vorrà accusare anche di questo, spero. Per il resto, il Natale è trascorso come doveva trascorrere, e lei non mi ha neanche fatto gli auguri.

Domanda – Forse perché il telefono era staccato?
Risposta – E’ vero, ha ragione. Ma era staccato, diciamo per motivi di sicurezza. Penso possa capire, insomma. Non si può mai stare in pace.

Domanda – Andiamo al sodo, Uomo nero. Tanto, dopo ciò che ha affermato la scorsa settimana, non credo si possano correre ulteriori rischi. Cosa c’è di vero dietro le voci di mercato riguardanti l’olandese Van der Vaart, Amauri, Fabio Simplicio, Huntelaar e Banega?
Risposta – Per prima cosa, se ci saranno ulteriori misure restrittive, chiamiamole in questo modo, posso assicurarle che non sarà cambiato niente rispetto a prima. In passato, queste cose non le avrei mai rivelate, adesso sto cercando di farlo. Perché mi sono scocciato, perché sono stufo delle bugie e perché mi sto pian piano liberando di certe angosce. Per quanto riguarda il mercato della Juventus, le dico senza problemi che c’è molta confusione. Per prima cosa, Banega non è un obiettivo vero della Juventus. Mi sorprenderebbe il contrario. Possibile che con Marchisio e Nocerino, si cerchi un altro giovane straniero nel medesimo ruolo?

Domanda – Non si faccia domande da solo, la prego. Sembriamo Totò e Peppino, altrimenti.
Risposta – Non si deve prendere la vita troppo sul serio. Non faccia il puntiglioso. Tornando alla mia domanda, è tutta una farsa, mi creda. Presto usciranno notizie a dir poco costruite su una trattativa che non andrà mai in porto. In caso contrario, che escludo a priori, la dirigenza continuerebbe a mostrare una superficialità imbarazzante nella scelta dei giocatori, commettendo gli stessi errori dell’ultima campagna acquisti. Non perché Banega non abbia le qualità, ci mancherebbe. Ma solo perché ho il sentore che certi affari si vogliano concludere solo per vincere stupide battaglie di cortile con altre formazioni.

Domanda – Si spieghi meglio.
Risposta – Se non sta attento, è normale che non si capisca il mio messaggio. In pratica, sia Almiron che Tiago sono arrivati alla Juventus perché corteggiati da qualcuno, stesso discorso per Nocerino. Non ci fosse stata la telefonata di Luciano Moggi ad un dirigente bianconero, che io ho anticipato e che solo ora tramite le intercettazioni è emersa alla luce del sole, anche questo affare non si sarebbe mai concretizzato. Alla Juventus, se c’è un grande interesse di altre formazioni, un calciatore viene notato. Stesso discorso per Palladino. Lo avrebbero voluto cedere all’Udinese, due estati fa. Poi, la richiesta dell’Arsenal e del Manchester United ha fatto riflettere la Juventus. Ma non è in questo modo che si costruisce una squadra vincente. Penso sia chiaro. Quindi, per tornare a Banega, ci saranno presto delle voci su un suo possibile trasferimento in bianconero, soltanto in relazione alla volontà di dare fastidio all’Inter, che cerca Menez e Maduro molto più dell’argentino che andrà in Spagna.

Domanda – Per quanto riguarda Amauri, Huntelaar, Fabio Simplicio e Van der Vaart?
Risposta – Allora, per Van der Vaart la trattativa entrerà presto nel vivo. Il giocatore, a me piace molto ed ha qualità. Per Huntelaar, invece, avendo perso l’opzione siglata l’anno scorso, penso si possa parlare di futuro trasferimento all’Inter, alla Roma o alla Fiorentina, che segue Gilardino. Mentre le segnalo la possibilità molto concreta che Ujfalusi venga acquistato a parametro zero dalla Juventus, perchè Nedved sta spingendo in tal senso. In caso di acquisto, verrebbe usato come centrale, e non come terzino destro. Per Amauri e Fabio Simplicio, vale lo stesso discorso fatto per Banega. I due giocatori sono già in parola con il Milan. Anzi, le dico di più. Il procuratore di Amauri ha già incontrato due volte Galliani, tramite un emissario di fiducia, ed è stata fissata la durata del contratto e la serie di prestazioni economiche a crescere, nel corso della durata pluriennale. Le ricordo che il positivo esito dell’operazione, come le dissi in tempi non sospetti, è legato alla naturalizzazione del giocatore, che presto verrà convocato per un’amichevole da Donadoni, guarda caso giovane allenatore cresciuto nel Milan ed entrato prepotentemente in lizza per il dopo Ancelotti.

Domanda - Non sconfini in discorsi scomodi, Uomo nero.
Risposta - E poi dicono che gli accordi sottobanco era solo Moggi a farli, per vietare la Nazionale a Miccoli o portarci Liverani e altri giocatori gestiti dalla Gea di suo figlio. La Juventus, sta provando ad inserirsi nella trattativa soltanto perché Zamparini è stufo delle manovre squallide che portano la società a cercare prima la disponibilità del giocatore, per poi ricattare la società, costretta a cedere ad un prezzo più basso. Lo faceva Luciano Moggi, ed era sbagliato. Occorreva pulizia per eliminare certi atteggiamenti mafiosi. Oggi lo fa Raiola, come accaduto con Ibrahimovic, che era già del Milan, e Chivu, e diventa il nuovo confidente dell’Inter, con persino più poteri di Branca.

Domanda – Lei lo fa apposta, dicendo queste cose mette in difficoltà anche me. L’anonimato è una grande via di fuga per lei, ma non per gli altri. Sono affermazioni molto pesanti, le sue. Si assume la completa responsabilità di quanto detto, Uomo nero.
Risposta – Ride – Non faccia come Biscardi però, che sottobanco criticava tutti ed alla prima girata di camera aizzava gli ospiti. Per favore, se lo risparmi. Io dico ciò che so, e non voglio limiti. Per la completezza dell’informazione, posso anche aggiungere una precisazione.

Domanda – Oramai comanda lei. Faccia pure, sino a che le verrà concesso.
Risposta – Questa strategia del Milan è la stessa utilizzata da Moggi per Camoranesi. Solo che per il tornante della Juventus, ancora si storce il naso. E pensare che in Germania è stato uno dei protagonisti del successo nel Mondiale. Mentre per Amauri, tutto verrà dimenticato in fretta senza pensarci due volte. E’ una vergogna, me lo consenta. Senza dimenticare del caso Ronaldo. Lo sa perché non sta giocando?

Domanda – Non esageri, Uomo nero. Si contenga, e lo dico per il suo bene.
Risposta – Ride – Solo perché si teme il rischio che il giocatore possa risultare positivo all’antidoping per via dei metodi del professor Runco, non tollerati in Italia, in merito al trattamento dei malanni muscolari con il sistema invasivo dei farmaci. Non si conosce il tempo nel quale quelle sostanze siano riscontrabili negli esami incrociati fra sangue e urine, per questo motivo si sta evitando di farlo scendere in campo o di convocarlo. Quei medicinali usati su di lui, da noi sono vietati. Zeman però non si è fatto sentire in merito, perché? Nel suo libro, quello al quale ho rifiutato di partecipare, ha accusato Del Piero e la Juventus. Perché non ha accusato il Milan per la gestione del caso Ronaldo? Anche questa è una vergogna. Ma nessuno ne parla. Perché?

Domanda – Sarà pur stato sottoposto a qualche controllo antidoping in questo periodo, Ronaldo. Non le sembra, come dire, di cercare un piccolo cavillo per accusare di mala gestione il reparto medico dei rossoneri?
Risposta – Questo lo dice lei. Non ci sono conferme, non si conosce quale referto sia stato presentato o se il giocatore abbia dichiarato in maniera anticipata l’assunzione di sostante giudicate vietate. Le ricordo che Shalimov venne etichettato da tutti come un drogato solo per una pomata contro l’alopecia. Non mi sembra si possa parlare di doping, per Shalimov. Ma per Ronaldo, il discorso sarebbe diverso. Le varie sostanze assunte, legate ad una vera ricostruzione dei tessuti, sono assolutamente vietate. Non si tratta di pomate ad uso esterno, come per Shalimov o per Mozart, che ai tempi della Reggina finì nell'occhio del ciclone. Come Deschamps, che andò via dalla Juventus per concludere la carriera all'estero nel momento in cui comprese di essere stato etichettato come dopato, a seguito delle prime inchieste sull'abuso dei farmaci, che alla Juventus venivano sempre assunti con modalità precise, e mai in sedi inopportune. Agricola sedeva dietro un tavolo dello spogliatoio con due aiutanti al fianco, a volte senza camice, in un contesto di serenità assoluta. Chiacchierava con i giocatori, e ad uno a uno spiegava loro cosa fossero quelle bustine.

Domanda - Quali bustine?
Risposta - Quelle dei medicinali, a volte in pillole, a base di creatina, o di altre sostanze legali, spesso a base di energizzanti, che la Juventus al pari di tutte, e badi bene a questo termine, le altre formazioni somministravano ai propri calciatori. Le versava in un contenitore per caffè in plastica, girava il mestolino, e le faceva bere. Nessuno si lamentava. Il tutto in un contesto di tranquillità assoluta, in presenza di tutti i tesserati, e non di giocatori appartati o nascosti. Ed ai controlli doping, nessuno è mai stato trovato positivo. Questo è quello che conta.

Domanda - Possibile che in condizioni sanitarie precarie venissero somministrati farmaci, senza il supporto di alcun ambulatorio o struttura paramedica, nel chiuso di uno spogliatoio?
Risposta - Non stiamo parlando di siringhe o dosi massicce di cortisone. E non faccia la morale, per favore. Ci sono magistrati nel nostro paese che svolgono il loro lavoro nei garage dei tribunali, per mancanza di strutture, usando i porta bagagli come scrivania, o medici che visitano nei sottopassaggi degli ospedali pieni di immondizia, al fianco di tubi in amianto. O peggio ancora, strutture ospedaliere dove si muore per piccole appendici o tonsilliti. Questi sono i problemi sui quali calamitare l'attenzione, non piccole dosi di correttivi alimentari o integratori che rispecchiano l'abitudine di un'intera categoria. Con lei, sono buono. Le consento di riformularmi la domanda, visto che penso di aver già risposto alla precedente.

Domanda - Possibile che nessun giocatore si sia mai lamentato?
Risposta - Mai, nessuno. C'era chi chiedeva spiegazioni, chi voleva pensarci, chi voleva bere subito per poi iniziare la seduta o chi desiderava un parere da parte di altri giocatori della rosa, già sottoposti al trattamento. Se le offrono un antidolorifico, ed ha paura di una reazione di tale farmaco, perchè non chiedere ad un suo amico che già lo ha provato?

Domanda - Nessuno si è mai rifutato?
Risposta - Che io ricordi nessuno, ma può essere capitato. Il fatto è che, facendolo tutti, non c'era motivo di avere paura o rifiutare. I benefici fisici, poi, erano di normale entità, niente di straordinario. O di potenziante a livelli inconsulti.

Domanda - Neanche i nuovi arrivati avevano qualcosa da dire?
Risposta - Nessuno, come già le ho detto. Molto spesso, i medicinali erano gli stessi già somministrati nelle precedenti esperienze. A conferma che la pratica dei farmaci, moralmente giusta o sbagliata, era seguita da tutti. Anche il fumo fa male, secondo tutto l'universo medico. Ma Vialli, Di Livio e Buffon hanno sempre fumato. Come milioni di persone. E' un errore? Si. Anche il fumo fa molto male. Ma non è cascato il mondo.

Domanda - Lei come giudica quelle pratiche?
Risposta - I giudizi non contano niente, se non si tange una sfera di illegalità. In questo caso, nemmeno presunta. Vede, parlare di queste cose, parlare di etica, è come parlare della guerra. Può essere giudicata a livello morale o politico, non certo a livello giuridico.

Domanda - Reputa differenti questi comportamenti societari da quelli del Milan per il caso Ronaldo?
Risposta - Forse non ci siamo capiti. Qui, si parla di metodi curativi non approvati dal nostro ordinamento. Non legali, come quelli che la Juventus utilizzata. Ma non vedo nessuno protestare, tanto non si tratta della Juventus o di Moggi. Ma perché nessun nuovo dirigente, per tutelare l’immagine della società, non ha mai sottolineato la disparità di trattamento fra il caso Ronaldo e quello riguardante l’assunzione di creatina, principale accusa rivolta nel processo doping alla Juventus? Tra le altre cose, non si tratta di una sostanza geneticamente modificata. La creatina, si trova anche nella carne, o in alcune bevande. Lo ripeto, è una vergogna.

Domanda – Conferma quanto detto su Tronchetti Provera nell’ultima chiacchierata?
Risposta – Assolutamente. E’ tutto vero. E gli rinnovo la mia domanda. Perché utilizzava telefoni anti intercettazione, salvo successivamente giudicarli in maniera negativa in relazione alla vicenda Moggi, assecondando le voglie di Moratti per le intercettazioni su Vieri?

Domanda – Proviamo a cambiare discorso, vuole rivolgere un augurio ad Antonio Conte, tornato in panchina dopo l’esperienza di Siena ed Arezzo?
Risposta – Certamente, ma la invito a riflettere. A Bari c’è Perinetti, fraterno amico di Moggi, che fu accusato ai tempi del Siena di aver costruito una formazione composta da ben sei giocatori provenienti dalla Juventus. E da poco c’è Antonio Conte, nuovo allenatore, che veniva inviato da Luciano Moggi a difendere la Juventus nel noto programma di Biscardi. Presto, dovrebbere arrivare anche Ventrone. Ma a Bari, c’è anche una società in vendita. Penso sia chiaro, il ragionamento. Non crede?

Domanda – Le porgo ulteriori segnalazioni pervenute sul suo conto nelle ultime settimane. Sarebbe stato identificato da un ristoratore lombardo, durante una solita cena luculliana in compagnia di un paio di procuratori. C’è inoltre chi giura che lei sarà presto ospite di un recente appuntamento in Calabria, e chi dice che a breve farà una comparsata televisiva in un noto contenitore domenicale. Cosa ha da dire a sua discolpa?
Risposta – Niente di quanto già detto. Qualsiasi affermazione potrebbe essere usata contro di me. E la mia volontà, è quella di perseverare nelle mie verità attraverso questo ciclo di dialoghi. E non mi spaventano le telefonate anonime che ricevo, considerando che solo io e lei conosciamo un certo numero e un certo sistema. Vuol dire che il mio compito si sta svolgendo in modo perfetto, ho voglia di continuare a rompere il bacino di ipocrisia che ancora oggi tiene in scacco un sistema dove la verità stenta ad uscire fuori.

Domanda – La prossima volta, di cosa vorrà parlare gentile Uomo nero?
Risposta – La prossima volta, parlerò di Lapo Elkann. E della mia teoria in merito a calciopoli, che guarda caso combacia perfettamente con la vicenda del nipote dell’Avvocato. Mai compresa da chi non ha ragionato senza considerare determinati parametri. Le due vicende hanno una stessa matrice. Sono la stessa cosa, sono unite da un unico filo conduttore. Mi creda. Perché la verità, si ricordi, è una sola. Talvolta, la volontà di depistare, di creare più ragionamenti, non serve a nulla. Tutto viene a galla, prima o poi. Tutte le strade periferiche, sono solo un’arteria del cuore di una città. Il tempo degli Agnelli, è terminato con l'Avvocato ed il dottore. La Fiat, l’Ifil, la Ferrari, Lapo Elkann e le vicende

30 settembre 2007

Camillo

Dal blog di Cristian Rocca ( http://www.camilloblog.it/ )

Chissà che gran dibattito sulla Pravda rosa.

La Corte d'Appello del Tribunale di Roma dice a chiare lettere che il sorteggio arbitrale di Pairetto e Bergamo non era truccato e condanna per diffamazione il giornalista che lo aveva scritto, indovinate un po' su quale giornale?

Naturalmente sulla Stampa, quotidiano di famiglia.
Avete per caso letto titoloni, titolini (anche molto ini) sui giornali di questi giorni? No, ovviamente (con l'eccezione della Nazione di Firenze).

Vi do uno scoop: anche la sentenza sportiva che ha condannato la Juve diceva la stessa cosa: i sorteggi arbitrali non erano truccati. A essere truccata è l'informazione.

Ravezzani, che in passato aveva condotto trasmissioni d'accusa (nelle quali venne simulato, in studio, il sorteggio facendo vedere come veniva truccato), ha "rettificato" e nella trasmissione odierna "Qui Studio a Voi Stadio", in onda su Telelombardia e Primocannale, ha esplicitamente ammesso che tutte le insinuazioni sul sorteggio erano infondate e che questa era una delle prove chiave per Farsopoli, in quanto senza il taroccamento delle designazioni tutta la teoria sul "sistema" non resta in piedi.


http://www.camilloblog.it/archivio/2007/09/30/chissa-che-gran-dibattito-sulla-pravda-rosa/

27 settembre 2007

Appunti di POST -

Una bella vittoria (vero che non avete giocato contro il Real reggina ma i 3 punti fanno sempre bene!)
Ho letto che a Zebina non sono state scontate giornate di squalifica; bene anche qui, mai e poi mai la JUVE sia favorita.
Pratica cambio arbitro a Livorno: tutto archiviato in meno di 10 minuti! Chi osa dubitare di Collina! Non c'è stata dispersione di notizie (????) e quindi tutto a posto.

Per il tanto agognato derby (da parte dei bovini) mi auguro una bella vittoria (loro senza rosina per il quale di sospetta un inizio di pubalgia - che cu..o!)

Cosa sarebbe l'intermerda senza lo zingaro? CHIARO che non lo rimpiango, mi è bastato vederlo l'anno scorso in ritiro a Pinzolo per capire il suo attaccamento alla maglia; per quanto ancora sarà un grande tifoso - fin da piccolo - dell'onesta squadra di milano?

Galliani si lamenta per l'arbitraggio: cosa si aspettava da farina? Il tappeto rosso al suo passaggio?

Ora vi posto un articolo trovato in internet:
"
Altra stampa altre campane, Altro che campionato bellissimo!!!

IL MESSAGGERO - ROMA (27 settembre) -
In principio fu Moggi. Il grande manovratore degli arbitri, l’uomo delle palline truccate, il dispensatore di cellulari. Il processo dirà, chissà quando, se davvero la realtà ha superato l’immaginazione. Ma adesso che Moggi non c’è più (l’ultima sua apparizione è a Lourdes) la caccia agli arbitri è comunque aperta. Dopo il turno infrasettimanale, la notte ha portato tempesta in Collina. Furibondo il Milan, che contesta Farina accusandolo di avere favorito il Palermo non vedendo un braccio galeotto di Amauri nell’azione del pareggio siciliano. Irritata la Roma contro Bergonzi che avrebbe perdonato due fallacci fiorentini, soprattutto la gomitata di Mutu a Cicinho. Ciliegina sulla torta la fuga di notizie che ha spinto Collina a sostituire Orsato spedendo a Napoli in fretta e furia Morganti, precettato mentre era in pigiama davanti alla tv.
L’ira di Galliani naturalmente fa notizia non meno dei 6 puntarelli racimolati fin qui da un Milan che fatica a trovare la via del gol. E la caccia agli arbitri produce anche qualche effetto comico come quello della rete Mediaset che trasmette il filmato della partita di Palermo. Per l’inviato Simone Malagutti il pareggio del Palermo è probabilmente regolare. Apriti cielo: lo studio si affanna a correggerlo con l’ex arbitro Cesari nelle vesti di pubblico ministero. E visto che ci siamo, sfogliando con attenzione l’album delle immagini si possono trovare d’incanto due rigori negati al Milan. Affiora così la parola scandalo.
"
Buona serata a tutti e sempre forza Juve!



BY Big Giò' - Trento

09 agosto 2007

L'uomo nero

Lo aveva previsto, l'Uomo nero. Ed impresso sul nastro della bobina di una delle tante interviste concesse con il beneficio dell’anonimato. La soddisfazione per l’ennesima anticipazione, però, si coagula con un vago senso di smarrimento, per lo più generato dalla conferma, spietata, della presenza di una dirigenza poco incline al perseguimento di vittorie che non sposino qualche risultato contabile da sfoggiare nel retro della sala dei trofei:

“Adesso, però, spero che qualcuno capisca chi ha in mano alla Juventus. Ciò che è stato offerto a Del Piero, è vergognoso. La richiamo io fra un attimo, ho un impegno”, dice l’Uomo nero con la fretta di chi chiude il cellulare dai bordi di un tavolo, non più rettangolare ma rotondo, senza angoli a delimitare connotazioni gerarchiche ed a stabilire distanze naturali. E sull’atteggiamento dell’amministratore delegato Blanc…

Domanda –
Gentile Uomo nero, le faccio i miei complimenti. Il suo pronostico, è stato rispettato.
Risposta –
Purtroppo, questi complimenti non mi servono. E non serviranno neanche a Del Piero. Io so bene quanto sia legato alla Juventus. Sentirsi trattare alla stregua di un giovanotto di ritorno dalla provincia, non deve giovare a chi, a Torino, ha vinto tutto. Incredibile, il contratto che gli hanno proposto. Lui era sicuro, a mio avviso, di risolvere la questione contrattuale prima dell’inizio del campionato. Ma non penso andrà in questo modo. Mi auguro che alla fine la società gli corrisponda quanto chiede perché non so se, questa volta, Del Piero ha voglia di chinare il capo.
Domanda –
Andiamo nello specifico, cosa è stato offerto a Del Piero?
Risposta –
Prima mi lasci dire che gli agenti italo giapponesi che curano i suoi interessi, sono adirati. Del Piero si è presentato al colloquio con il fratello, altro curatore dei suoi affari. Gli hanno proposto un rinnovo annuale, con decorrenza immediata, che sposterebbe la scadenza del suo contratto dal 2008 al 2009, senza alcuna opzione sugli anni a seguire. In quanto Del Piero auspicherebbe ad un rinnovo triennale, senza riduzione dell'ingaggio. Mentre altri giocatori, già accontentati, hanno avuto persino un aumento.
Domanda –
Cosa intende per decorrenza immediata?
Risposta –
E’ la stessa strategia impostata con Buffon, solo che per lui si è trattato di un miglioramento economico. Decorrenza immediata, significa che la società offre al giocatore l’immediata corresponsione dell’ingaggio pattuito nel nuovo contratto, facendo cadere i vincoli del precedente. In spiccioli, Del Piero subirebbe un netto ridimensionamento del suo stipendio non allo scadere del precedente contratto, nel 2008, ma dall’inizio della decorrenza del nuovo. E’ una prassi molto utilizzata, ma questa volta è orientata al ribasso e non al rialzo. Sa perché è accaduto tutto questo?
Domanda –
Ci risiamo. Non deve farsi delle domande e darsi delle risposte da solo. Altrimenti ha ragione chi dice che siamo come Totò e Peppino. Continui pure, adesso.
Risposta –
Ride – E’ accaduto perché la Juventus non è riuscita a sistemare Chiellini al Manchester City. A questo si è aggiunto il veto del consiglio di amministrazione, durato più di cinque ore, nel quale si è stabilito il ritiro dal mercato di ogni giovane talento presente in rosa.
Domanda –
Anche di Nocerino?
Risposta –
Si, anche di lui. Per tornare a ciò che stavo dicendo prima, se la Juventus fosse riuscita a sistemare Chiellini in Inghilterra, per un totale di quindici milioni di incasso, tutto si sarebbe risolto prima. Parte di quei fondi economici sarebbero stati destinati al rinnovo di Del Piero. Mentre adesso si cerca di fare economia su tutto, nonostante i bilanci siano floridi. Il passivo registrato non ha rilevanza, per quanto è esiguo. E penso che anche quello del prossimo anno, andando oltre le attese, sarà più che dignitoso. Vuole sapere la verità?
Domanda –
Prosegua pure.
Risposta –
Gli Elkann sono rimasti delusi dall’ultima campagna acquisti della Triade, quella che portò Vieira a Torino. Quello, fu l’anno del primo bilancio negativo dopo anni e anni di risultati più che soddisfacenti. Ha presente la storia della goccia e del vaso?
Domanda –
Quindi, a suo avviso, non è un caso che proprio nell’anno dei problemi di bilancio, gli Elkann abbiano deciso di estromettere la Triade, senza difendere la Juventus nelle sedi opportune per le ormai note vicende, nonostante fosse stato raggiunto un accordo formale per il rinnovo sino al 2010. Anche grazie alla mediazione del presidente Ifil, ovvero di Gabetti.
Risposta –
Lo ha detto lei, ma credo che il fato non c'entri molto. Diciamo che la paura di spese ogni anno più elevate, unita al copioso trasferimento di somme di denaro destinato alle pubbliche relazioni, hanno quantomeno contribuito ad allontanare la Triade. Ripeto, la storiella che gli Agnelli fossero dei tirchi, non sta in piedi. Con Moggi e Giraudo, la Juventus spese di meno, solo sul mercato. Ma ai tempi di Sivori e Charles, le finanze degli Agnelli permisero alla Juventus di aprire un ciclo.
Domanda –
Torniamo a Del Piero, in che modo ha reagito all’offerta?
Risposta –
E’ un tipo riflessivo, Del Piero. A mio avviso la rabbia è scattata nel chiuso delle mura domestiche. Diciamo che, sul momento, non si è lasciato andare. Mai farà una polemica, Del Piero. Deve però stare attento. Il messaggio della Juventus, è chiaro. E tempo fa, se non sbaglio, lei ha espresso una visione molto simile alla realtà, sviluppando un parallelismo fra Del Piero ed il Baggio dell’ultima Juventus, con Palladino o chissà chi altro nel ruolo del giovane “Pinturicchio” che sotituisce il trentenne sulla via del declino. Sono in molti a cercare Del Piero, e sa chi impazzisce per lui?
Domanda –
Il Milan, penso sarebbe felice di portare a termine uno sgarbo simile.
Rispetto –
Esatto, e i rossoneri tentarono anche di inserisi nelle trattative per gli ultimi due rinnovi. Ma all’estero, occorre fare attenzione all’Arsenal. Se quest’anno Wenger riuscirà a ricucire il rapporto con la nuova proprietà dopo l’addio di Henry, sono certo che i londinesi faranno un’offerta a Del Piero. E non importa la regola del non acquistare attaccanti al di sopra dei trenta anni. Perché Del Piero può essere, a Londra, il nuovo Bergkamp per Wenger. E poi, sono sicuro che una breve ed ultima parentesi di carriera, del Piero andrà a giocarla o in Giappone o in America.
Domanda –
Forse esagera, Uomo nero. Guardi che Del Piero è il simbolo della Juventus. Crede davvero che possa divorziare dai bianconeri dopo gli esiti, pur problematici, di un primo incontro non idilliaco?
Risposta –
Intanto, le dico che nella testa di Ranieri, lui non è il titolare. Ma lo è Iaquinta, e non mi faccia commentare questa scelta. Pensi che Iaquinta viene prima persino di Palladino, che come seconda punta, se schierato con continuità, è in grado di segnare dieci o dodici reti a stagione. Penso comunque che la Juventus, qualora Del Piero non dovesse rinnovare, cercherebbe un giocatore con caratteristiche diverse dalle sue. Io, auspico Huntelaar. Nella speranza che Manchester United, Chelsea, Barcellona e Valencia mollino la presa su di lui. Le ricordo che per l’olandese, la Juventus aveva già chiuso la trattativa, stabilendo un’opzione vincolante. Per soli diciotto milioni, i bianconeri avrebbero potuto acquistarlo.
Domanda –
Ma è cosciente di quanta considerazione perderebbe la Juventus, qualora Del Piero andasse via a parametro zero?
Risposta –
Si, ma questa dirigenza guarda solo ai soldi ed al bilancio, non al resto. Si sono accorti di aver esagerato con Trezeguet e Nedved negli aumenti? Bene, ora vogliono ridurre i costi, partendo proprio da Del Piero. A proposito di costi, lo stesso consigliere di amministrazione che ha rilasciato un’intervista per il suo libro, è stato scelto come successore di Tardelli. Guarda caso, chi accenna ad un futuro senza gli Agnelli ora siede al posto di chi chiedeva una Juventus più competitiva. E se unisce la mia ultima intervista a questa, tutto dovrebbe sembrare più chiaro. Spero solo che alla fine qualcuno si decida a prendere una posizione. Se penso che Cobolli Gigli ha incassato tutte le accuse e le stilettate riversate recentemente da Moratti, mi viene da sorridere. Possibile che questa Juventus prende schiaffi da tutti? Anche da chi presiede una società che ha patteggiato una pena per il caso dei passaporti falsi? Moratti, ha inoltre detto che la Juventus non ha pagato molto per quello che ha commesso, anzi sicuramente meno dell’Inter. E adesso mi consenta di esagerare.
Domanda –
Rimetto il casco, un attimo solo.
Risposta -
Vorrei ricordare al presidente Moratti queste parole pronunciate da Sandulli, e riportate sul quotidiano “Il Foglio”, diretto da Giuliano Ferrara, il 28 luglio del 2006: “Non ci sono illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è stato falsato”. Ecco, invece, le dichiarazioni di Serio, altro giudice che si occupò del caso: “Abbiamo cercato di interpretare il sentimento della gente comune e provato a metterci sulla stessa lunghezza d’onda”. Non sono frasi inventate, queste.
Domanda –
Le consiglio di salutare i lettori, questa penso sarà la sua ultima intervista. E’ tempo di primi bilanci, ed anche in questo senso lei ha avuto la capacità di scovare il nuovo leader del centrocampo bianconero. Insomma, su Almiron tutte le sue previsioni si sono realizzate. Risposta –
Dice sempre in questo modo. Mi dovrà sopportare a lungo, però. Per me, è il miglior acquisto della Juventus. E lo dimostrerà anche in campionato, non solo nelle amichevoli. E se penso che Iaquinta è costato quanto Suazo, non dormo più la notte.
Domanda -
Quanto è distante la Juventus, secondo lei, da Inter, Milan e Roma?
Risposta -
Ci aggiungerei la Fiorentina che ha fatto un mercato straordinario, di vera prospettiva. Se devo quantificare, in un'immaginaria via fatta di case, le dico che è almeno quattro isolati dietro le formazioni che ha citato.
Domanda –
La prossima volta, sempre se ci sarà, di cosa parleremo?
Risposta –
Questa volta, ho le idee chiare. Ma la voglio lasciare con il dubbio.


Fonte: di Alvise Cagnazzo per NESTI CHANNEL - carlonesti.it

18 giugno 2007

Appunti di POST - concordo

Il Real Madrid ha vinto il 30^ scudetto, avrebbe eguagliato la Juventus se l'agente 007 Guido Rossi, con la licenza di uccidere, non ci avesse distrutto.Capello ha giustamente ricordato che di scudi ne ha vinti 9, checché ne dica il Gabibbo, sulla prima pagina web di Tuttosport, mi pare, l'uomo di Pieris accusa apertamente Rossi.Emerson e Cannavaro esultano e confermano di aver conquistato il terzo titolo consecutivo, in fondo Zambrotta e Thuram sono arrivati secondi, gli altri due, Ibra e Vieira hanno vinto il terzo con dentemarcio.

La Juventus ha vinto ancora in Italia, in Spagna e nel mondo.La giustizia da repubblica cilena non la pensava così, la Juve rubava, si dopava, era una brutta ragazzaccia, aveva bisogno di una lezione esemplare, quelle che non ti scordi finché starai al mondo.E' stata sfigurata la squadra più blasonata d'Italia, una delle più forti della terra, è stata concentrata l'attenzione planetaria del marcio su un nome (Juventus) che non sarebbe passato inosservato, mentre i soliti uomini, la solita cancrena e i soliti consoli rimanevano e rimangono attaccati al potere con rinnovata e immutata stima.Carraro ne è uscito più candido di un giglio e a breve riuscirà ad abbattere la fastidiosa ed ingiustificata ammenda comminatagli, d'altra parte se è stato assolto per quale motivo deve pagare una multa?Ieri sera, nel solito zapping televisivo, mi sono imbattuta con l'intervista esclusiva di Bergamo e le rivelazioni di Galati.In deroga al boicottaggio (non me ne vogliate, chiedo perdono), ho ascoltato le parole di Bergamo e Galati.Purtroppo ha detto le cose che sapevamo già; gli arbitri erano uguali per le squadre di prima fascia, la melandri ha promesso un processo giusto e veloce (è stata di parola); telefonavano tutti dall'Atalanta alla Zeta. Cinque giorni per preparare una memoria difensiva, cinque giorni per leggere 7500 pagine di accuse, è passato più di un anno e non ce la faccio a rassegnarmi allo schifo. Grazie melandri, al ministro più pallido e dannoso della seconda repubblica.Ravezzani e Bosio hanno cercato di arrampicarsi sui vetri, ma la verità la conosciamo tutti.Galati (su un'altra emittente) invece ha parlato della famosa cena da Carraro con le sette sorelle del calcio, in quella occasione Milan, Inter e Juve avevano scelto Bergamo, mentre Parma, Lazio e Roma avevano scelto Pairetto, Cecchi Gori non ha partecipato anche se faceva parte del gruppo.Galati si è stupito della mancanza di telefonate tra Galliani, Facchetti, Carraro, Pairetto, Bergamo, ecc, e siccome sui giornali hanno pubblicato anche i colloqui insignificanti tra Moggi e compagnia, Galati non capisce perché mancano quelle degli altri, avranno fatto qualche telefonata insulsa anche loro o no? E qui ritorniamo al tabulati svaniti!Scarpini, Bellugi e Bianchi annaspavano nel vuoto in cerca di una puerile giustificazione e il conduttore ha cercato di mantenersi equidistante, Crudeli ha riconosciuto le anomalie di certi atteggiamenti.Cari amici, cose c'è di nuovo in tutto questo? Niente, è solo la conferma della pianificazione criminale organizzata da Telecomintercapitaliamediaset, avallata dal potere politico e subita passivamente dalla proprietà juventina.

Cosa è cambiato da allora?Abete, capo FIGC;Matarrese, capo Lega (eletto anche da Cobollo);Carraro, rappresentante italiano UEFA (si è dimesso?);Gussoni, capo AIA e designatore arbitrale ad interim;Dentemarcio e Galliani, consiglieri di Lega;Classe arbitrale, tranne Paparesta, Bertini, Pieri (sospesi temporaneamente) e De Santis, ci sono tutti;Juventus, distrutta, azzerati i vertici, svenduti i calciatori, via due scudetti, serie B, niente champions per due anni (come minimo).Se non è cambiato niente, se le poltrone non si sono raffreddate (più o meno scaldate dalle stesse chiappe), se la Juventus non è stata l'unica, perché Zaccone (su ordine dei suoi clienti) ha chiesto la serie B? Pensate che meritavamo la serie C2!!!C'è chi sostiene che il sacrificio sia servito per ottenere interessanti contropartite economico-industriale; per eliminare persone scomode; per vendere la squadra e via discorrendo.E i tifosi? Chissenefrega!Cosa c'entra la Juve con i piani industriali della Fiat. La Juve è una cosa e il resto non ci riguarda.Davvero Cobollo, Topo Giglio, Blanc e gli Elkann pensano che la ritrovata serie A abbia fatto metabolizzare il passato? Matarrese pensa che l'invenzione della coppetta sbilenca di serie B, sia equiparabile agli scudetti di dentemarcio?Capello festeggia, Dentemarcio festeggia, Il Nano festeggia, la Roma festeggia, Totti ha vinto la scarpa d'oro, la Juve torna in serie A, evviva, siamo tutti contenti, abbiamo vinto, qual è il problema?

Il tempo lenisce il dolore e rimargina le ferite, questo è il principio su cui si poggia la strategia juventina, si compra qualche nuovo giocatore, si cambia sponsor, si mantengono vivi i ricordi di gloria trattenendo Buffon, il nostro capitano e Pavel sponsorizzano gli antichi i valori da libro cuorei e si va avanti visto che indietro non si può più.I tifosi (soprattutto quelli giovanissimi) si innamoreranno e dimenticheranno quei brutti giorni.Lo ripeto. Quando la giustizia punirà milan e inter per i falsi in bilancio e per la falsa iscrizione al campionato 2004-2005 (dentemarcio); revocherà il nostro scudetto dato all'inter; riabiliterà la Juve restituendole onore e dignità, bene, allora ne riparleremo.Oggi guardo la mia Juve con immutato amore e fiducia per il futuro, ma il passato non si dimentica e la vendetta sarà sempre d'attualità.Aspetto sul greto del fiume insieme a Steve, Cabezon, Keffui, Gio Trento, Gobba e tutti gli altri milioni di appassionati.Scusate il mio tuffo nel passato e la deroga al boicottaggio.

by big Monica

15 giugno 2007

Appunti di POST - curiosità

Lo sapete che lavoro fa la moglie di Pier Paolo Marino, manager del Napoli? Procuratore calcistico! Ha le procure di decine di calaciatori di serie A e pure importanti. Sapete che lavoro fa il figlio di Pantaleo Corvino, manager della Fiorentina? Lo stesso della moglie di Marino. Ma su questo Cannavo' non chiede di essere aiutato a capire...Mai dimentichero', mai perdonero': voglio fuori dalla Juventus tutti gli infami che hanno venduto la nostra storia al nemico. Via Elkann e tutto il codazzo di fantocci. W Moggi W Giraudo W Bettega. Forza Juve sempre e comunque.

by big masticocalcio





I COMPETENTI

13 giugno 2007

appunti di POST - Intercettazioni

...mi sono dimenticato quelle di Abete ora presidente della FIGC.Il nostro carissimo presidente Abete figura anche lui nella tresca,ma tutto questo non conta niente,conta solo Moggi,si Moggi e sempre Moggi. Un caro saluto.

Big Keffuy

11 giugno 2007

Appunti di POST -


Sacchi: La Juve ha ritrovato l'etica!
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L'AGNOSTICO SACCHI
Mi viene in mente la sua vecchia battuta dell'ostico e anche agnostico...scherzi a parte, ci mancava la benedizione del santone di Fusignano.Sacchi, l'uomo che ha leccato i piedi del nano di Arcore, quello che allenava il Milan della nebbia di Belgrado, delle luci con Marsiglia, delle magliette regalate ai rumeni di Bucarest, degli affari con Mendoza in Spagna, Telecinco e tante altre cose simpaticamente etiche.Mi chi ca**o l'ha chiamato!

La Juve è tornata in serie A, mentre l'etico dentemarcio, il fallito Tronchetti, l'innocente Carraro e il ristoratore Meani siedono al loro posto! Per quanto tempo dovremmo sorbirci frasi astratte, retoricamente idiote, da grigi individui che farebbero un bene all'umanità se tacessero, di tanto in tanto.Le lega calcio di Matarrese è etica?Abete è etico?Petrucci è etico?Non è la mancanca di etica che ci ha mandati in serie B, caro pelatone, chiedilo un po' al tuo ex padrone!Sapete cosa penso?

Ma che vadano tutti eticamente a cag**e!!!!
by Big Monica





IN + un pikkolo pensiero x il mister.
Caro schacchi , Non sembri ma i coglioni LI ROMPI.
Mawwaffanculo Wa !
x kaso ti servono i soldi ?

07 giugno 2007

Ma cosa vuoi commentare

05 giugno 2007

Appunti di POST - concordo

Leggo sul forum che si è scatenato un ottimismo incontenibile.Addirittura lotteremo per lo sudetto.

EVVIVA! EVVIVA!

Dimentichiamo i famosi cinque anni!!!!!!!!!!!!!Ci hanno accusato e tolto due scudetti e non ci siamo difesi!Ci accusano diessere dopati e di aver rubato tre scudetti e non facciamo niente !TUTTO DIMENTICATO!Non fà niente ,adesso arriviamo noi,nuovi di zecca e vi facciamo vedere come si fà ad arrivare quarti o quinti!CHE DIFFERENZA C'E'!!!!!

Juventini occhio alle finanze disponibili,rimaniamo con i piedi per terra ,ma sopratutto non scordiamoci le ingiustizie subite e lottiamo per la verità .sempre forza juve,ma non dimentico.



by BIG FRANCHETTO