31 agosto 2007

25 agosto 2007

bellissimo

Adesso si comincia,... finalmente.

Comincia il campionato più bello del mondo all'insegna della trasparenza,correttezza,onestà.
Era ora!! Tutto è compiuto, con il marcio estirpato alla radice non ci saranno più loschi individui,cupole,intrallazzi, poteri forti,arroganti, giustizialisti,partite e arbitri comprati.
Non ci saranno più arbitri che sbagliano in malafede. Con un designatore come coLLina? Idegerrimo paladino di correttezza e onestà?
Non ci saranno più schede telefoniche svizzere, italiane...straniere. ... Non ci saranno più trasmissioni con commentatori faziosi,giornali - giornalai ad infangare la juve e i suoi tifosi _squadristi.
Non ci saranno più gli stadi che ci urleranno contro la parola "ladri"( da parte soprattutto dei PERDENTI ) . Ci accoglieranno a suon di fanfare e petali di rose ..... . .. saremo , d' ora in avanti ,simpatici ed eleganti.
Non ci saranno più passaporti falsi , bilanci truccati rolex agli arbitri,cene tra dirigenti e arbitri,casi di doping ,morti misteriose ( La BUONANIMA DI BOVE )e dossier vari..
Ai ragazzi dico che ora ce la devono mettere tutta ,perchè adesso non si scenderà in campo per giocare con la consapevolezza che la partita è stata comprata, che i 91 punti non erano frutto della forza della squadra ma bensì frutto degli intrallazzi Moggiani etc...
Voglio Ringraziare queste persone che hanno fatto in modo di rendere ora il campionato più pulito del mondo cominciando dai sig: guido rossi,palazzi,borrelli,sandulli,ruperto,moratti galliani,berlusconi,melandri petrucci,matarrese,guariniello,e un ulteriore nota di encomio a quelli che,invece, hanno fatto di tutto per difendere la nostra dignità,con la loro schiettezza la loro coerenza,simpatia ed eleganza. E quindi i sig: Montezemolo ,elkan cobolli gigli ,blanc, secco e il mitico zaKcone.
Grazie .
Non finiro mai di dirvelo Vi AMO tutti quanti.
A quei tifosi che invece stanno ad aspettare sul greto del fiume dico idioti ,ingenui, sognatori che siamo,non ci rendiamo conto che gli unici cadaveri che passeranno avranno i nostri volti, i nostri corpi .
Tutto è sistemato tutto è a posto questa è la verità. Prendiamola in filosofia volemocSSe bene e chissènSTRafrega, la spugna ha pulito tutti e tutto.
In bocca al lupo ai ragazzi per stasera e per sempre. _Khe inizino le danze.

BIG STEVE
P.S
Svegliatemi....

Peccato che Emerson sia andato al Milan

IL FOGLIO, 25 agosto
Lo volevano tanto tanto anche i nerazzurri di Roberto Mancini. Non ci crederete, ma avevano pensato di prendere Emerson. Non contenti di essere diventati una squadra grazie a due campioni come Ibrahimovic e Vieira, gli indossatori di scudetti altrui si erano agitati un bel po’ per arruolare l’altro perno del centrocampo della Juventus capelliana, cioè di quella medesima squadra a cui è stato scippato (non senza complicità della proprietà juventina) lo scudetto di due anni fa.

Per migliorarsi, dunque, gli indossatori milanesi si sarebbero volentieri affidati ai due centrali della squadra che, a detta loro, senza le schede sim di Luciano Moggi le avrebbe senz’altro prese da Farinos ed Emre. Non solo. Il centrocampo, di solito, è composto di quattro giocatori. In quella Juve defraudata, due erano, appunto, Vieira ed Emerson.

Gli altri due, Camoranesi e Nedved, sono stati anche loro obiettivi di mercato dello squadrone morattiano.La Juve rubava, ma per rafforzarsi gli indossatori di scudetti altrui hanno acquistato, pensato di comprare o tentato di tesserare, magari con telefonate spezzacuore del loro allenatore sciarpato, esattamente i quattro facitori di gioco di quella Juventus ladra e assassina. Più l’attaccante migliore, cioè Ibra. E pare che abbiano pensato, almeno così hanno scritto i giornali, anche all’altro attaccante, Trezeguet, per completare l’attacco e poter finalmente risistemare Recoba in giardino e Adriano al Billionaire.

Buffon? Ovvio, hanno fatto la corte anche a Buffon, cioè al miglior portiere del mondo. E anche a Zambrotta.Se solo le circostanze del mercato lo avessero permesso, e la grande distribuzione di Giovanni Cobolli Gigli fosse continuata agli stessi impetuosi ritmi degli inizi, gli indossatori di scudetti altrui e aziendali si sarebbero presentati al via del torneo che comincia oggi con otto undicesimi della squadra che secondo alcuni fini pensatori della Gazzetta dello Sport rubava i campionati via sms e non, come hanno spiegato in latino antico Camoranesi e Ibrahimovic, perché gli avversari, soprattutto se di nerazzurro vestiti, al loro cospetto se la facevano addosso.Senza dimenticare, poi, i contatti (o i contratti) per prendere Luciano Moggi.

La scommessa, ora, è individuare l’oggetto del prossimo desiderio nerazzurro. In cambio di un bel quadriennale a 24 milioni di euro, e di una parcella per i miei servigi di mediatore pari a quella riconosciuta ai manager di Chivu, sono abbastanza certo di riuscire a convincere anche il mio amico Giampiero Mughini a trasferirsi ad Appiano Gentile, se ce ne fosse bisogno.Questo complesso di inferiorità e di invidia dei nerazzurri nei confronti della Juventus non è cosa nuova. Già in uno dei cicli vincenti precedenti (vincenti, naturalmente, per la Juventus), Massimo Moratti aveva scelto a) l’allenatore bianconero Marcello Lippi, b) il portiere Angelo Peruzzi, c e d) i due geni di quel centrocampo, Paulo Sousa e Vladimir Jugovic, per provare a non arrivare come al solito terzo. Andò a finire, come era giusto finisse, credo al quarto posto, visto che a completare la rosa c’erano Colonnese, Dalmat, Coco e una trentina di argentini di cui la metà terzini sinistri.

E’ normale, solo un tantino paradossale, che gli indossatori di scudetti altrui comprino o vogliano comprare soltanto i giocatori di quella Juventus che vinceva rubando. E così anche il Real Madrid e, ora, anche il Milan. Ciò che è più imbarazzante è che non ci sia un opinionista sportivo che lo faccia notare. Certo, dopo la sbornia manettara di calciopoli, ora sono stati parecchio impegnati a stracciarsi le vesti per lo “scandalo” della sentenza della Formula 1. Una vergogna, hanno scritto. Non si possono spiare gli avversari, hanno detto. E’ un comportamento sleale e chi lo fa merita la retrocessione, hanno commentato.

Lo stesso sdegno, chissà perché, non ha trovato sfogo in occasione di altri spionaggi e neanche dei pedinamenti di calciatori, di arbitri, di guardalinee e di dirigenti del campionato di Serie A. Nemmeno una lacrima quando le cronache giudiziarie hanno raccontato di fatture pagate a società di investigazione impelagate in vicende non limpidissime. Non un frigno per gli intrecci societari e personali e professionali con chi oggi è in carcere per le intercettazioni illecite dell’anno scorso. Niente di niente.

Alzano grida di dolore per la sentenza assolutoria della McLaren, ma nessuna curiosità sul perché la giustizia sportiva non si stia occupando della falsificazione dei bilanci calcistici già individuata dai magistrati di Milano.Il silenzio dei giornalisti moralisti-a-metà potrebbe essere addebitato alla fede calcistica, ma forse è un pensiero piccino. Ricordare i ben visibili incroci azionari tra proprietà calcistiche ed editoriali è certamente un pensiero più consistente, ma finalmente oggi si gioca.

Christian Rocca
http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/emersonmilan.html

24 agosto 2007

Finalmente un calcio PULITO

Trova le differenze
di Dr. Zoidberg


Milan:

190 miliardi di fondi neri ai calciatori (1992-97): tutto in prescrizione grazie alla nuova legge sul falso in bilancio ideata, guarda caso, da Berlusconi (3 agosto 2001).
GIUSTIZIA SPORTIVA: non abbiamo fatto in tempo a contare tutti i miliardi…

Milan:
Caso Lentini (1992). 10 miliardi in nero. Per metà stagione 1991/92 Berlusconi è padrone di due squadre (Milan e Torino): tutto in prescrizione (vedi sopra).
GIUSTIZIA SPORTIVA: Chi è Lentini?

Milan: Passaporto falso di Dida. 1 miliardo di multa, squalifica di 4 mesi al giocatore, che viene ceduto in prestito.
GIUSTIZIA SPORTIVA: se non abbiamo punito Recoba, perché dobbiamo punire Dida?

Milan: Gattuso, Seedorf e altri 3 milanisti (5 su 15 rifiuti totali….) si rifiutano di sottoporsi ai controlli incrociati (2005). Le loro giustificazioni vengono completamente sconfessate dai responsabili dei laboratori antidoping. Nessuno indaga.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Zeman non ci ha ancora telefonato.

Milan: Borriello positivo all’antidoping per due corticosteroidi (2006). La giustificazione della pomata vaginale della fidanzata non regge (un così piccolo quantitativo non può causare positività ai controlli). Dove ha assunto quelle sostanze il calciatore? Per lui tre mesi di squalifica.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Zeman aveva il telefono spento.

Milan: 2002/03, viene concesso ai rossoneri di chiudere il (disastrato) bilancio il 31 dicembre in luogo del canonico 30 giugno.
GIUSTIZIA SPORTIVA: i soldi dei diritti tv li dobbiamo pure prendere.

Milan: plusvalenze gonfiate. (1999/2005) scambi di più o meno famosi giovanotti a prezzi gonfiati con Lazio e Inter.
GIUSTIZIA SPORTIVA: questi giovani devono pur lavorare.

Milan: (2006) Calciopoli. Il Milan è l’unica società a parlare e ad intrattenere relazioni con gli arbitri (telefonate di Meani, dossier di Paparesta, Collina) oltre che a fare pressioni ben precise (su/giù con la bandierina, “ così abbiamo potere anche nelle serie inferiori”, Galliani promuove Marano e D’Addato tramite Meani).
GIUSTIZIA SPORTIVA: Il Milan è vittima. Lo ha detto la televisione.

Milan/Inter: caso Brunelli (2006). Plusvalenza selvaggia per uno sconosciuto ragazzino. Firma falsa per siglare il contratto appena in tempo per chiudere il bilancio (il calciatore era in Sardegna).
GIUSTIZIA SPORTIVA: la colpa è di Brunelli. Ma non poteva fare le vacanze a Buccinasco?

E adesso passiamo ai perdenti

Inter: Caso Genoa-Inter 2-3 (1983). Partita biscotto rovinata da un inaspettato gol di Bagni a 3 minuti dalla fine.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Avevamo tanti camion di sabbia da scaricare…

Inter: Passaporto falso di Recoba (1999). Dirigenti patteggiano in sede di giustizia ordinaria. Moratti, prima delle sentenze sportive aveva grottescamente dichiarato: «Se squalificano Recoba e poi la giustizia ordinaria lo assolve, chi ci restituisce squalifiche e penalizzazioni?». 1 miliardo di multa e 4 mesi di squalifica (scontati in estate) al calciatore.
GIUSTIZIA SPORTIVA: avevamo della sabbia avanzata dal 1983…

Inter: Fidejussione onorata in ritardo (2002). La Federcalcio concede all’Inter di “chiuderla” al 31 marzo, anziché al 31 dicembre. In pratica, mentre le altre squadre portano le credenziali per iscriversi al campionato successivo, l’Inter chiude l’iter per iscriversi al precedente.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Moratti è talmente ricco che non ha bisogno di questi trucchetti

Inter: Kallon trovato positivo al nandrolone (2003). Tutti gli altri casi si erano concentrati nel 2001, facendo sospettare di integratori “fallati”. Il caso di Kallon è isolato (due anni dopo), quegli integratori non erano più in commercio.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Zeman sta retrocedendo, meglio non infastidirlo

Inter: Georgatos rivela di essere stato testimone di strane pratiche farmacologiche all’interno dello spogliatoio interista (2006).
GIUSTIZIA SPORTIVA: Zeman è stato appena esonerato, lasciamolo in pace

Inter: Calciopoli (2006). L’Inter intrattiene “rapporti confidenziali” (parole sue) con l’arbitro Nucini. Facchetti è ospite a casa di Bergamo quando l’Inter gioca in Toscana. Facchetti “era quello che chiamava più di tutti e in un paio di occasioni si è andati un po’ oltre” (De Santis dixit). “Puntano tutto sull’Inter”, “Pairetto rende conto a Milan, Inter, Sampdoria, ai grandi magazzini, dove c’è da lavorare”.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Guido Rossi

Inter: Plusvalenze selvagge (2000-2005). Secondo la Procura di Milano non aveva i requisiti per iscriversi al campionato (poi assegnato a tavolino). In ogni caso,
GIUSTIZIA SPORTIVA: Palazzi, Borrelli

Inter: Pedinamenti di De Santis, Vieri, Jugovic. Telefoni della Juventus spiati. Pratica “Como”, Dossier “Ladroni”.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Tavaroli e Cipriani facevano tutto di loro iniziativa, quello che non facevano di loro iniziativa è prescritto

Lazio: passaporto falso di Veron (2000). Multa alla società, 1 anno di squalifica al dirigente Pulici.
GIUSTIZIA SPORTIVA: È l’anno del Giubileo, lo scudetto va a Roma!

Lazio: biancocelesti iscritti al campionato senza averne i requisiti (2003-2004). Cragnotti si firmava da solo le fidejussioni e ha sistemato il tutto con qualche leggerissima plusvalenza.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Carraro, Mcc, Capitalia

Lazio: debiti col fisco spalmati in 23 anni (2005).
GIUSTIZIA SPORTIVA: 23 anni passano in fretta

Roma: Tentata corruzione dell’arbitro Vautrot prima di Roma-Dundee di Coppa dei Campioni (1984). Squalifica di un anno dalle coppe convertita in multa di 168 milioni.
GIUSTIZIA SPORTIVA: la Roma è parte lesa

Roma: Regole cambiate in corsa (2001). A 3 giorni dalla partita decisiva per lo scudetto vengono cambiate le regole sull’utilizzo degli extracomunitari. La Juve dei potentissimi Moggi e Giraudo si oppone, ma non ottiene nulla. La Roma schiera così l’extracomunitario Nakata, che risulta decisivo.
GIUSTIZIA SPORTIVA: È l’anno del giubileo, lo scudetto va a Roma! E poi la Roma è parte lesa

Roma: passaporti falsi di Cafu e Bartelt. Solo qualche mese di squalifica ai calciatori.
GIUSTIZIA SPORTIVA: la Roma è parte lesa

Roma: fidejussione sulla carta del formaggio (2003). Tra l’altro presentata fuori tempo massimo. Il Cosenza, per lo stesso motivo, viene fatto fallire.
GIUSTIZIA SPORTIVA: la Roma è parte lesa

Roma: Plusvalenze selvagge (2000-2004). Al bilancio chiuso il 30 giugno 2002 vengono iscritti 95,3 milioni di plusvalenze, derivate dalla cessione dei seguenti campionissimi: Marco Amelia, Cesare Bovo, Franco Brienza, Simone Casavola, Daniele Cennicola, Daniele De Vezze, Giuseppe Di Masi, Simone Farina, Alberto Fontana, Gianmarco Frezza, Armando Guastella, Daniele Martinetti, Giordano Meloni, Matteo Napoli, Simone Paoletti, Manuel Parla, Marco Quadrini, Cristian Ranalli, Fabio Tinazzi, Alfredo Vitolo.
GIUSTIZIA SPORTIVA: Questi giovani devono pur lavorare, e poi la Roma è parte lesa

Roma: Caso Bergamo-Sensi (2005). Una microspia intercetta una strana conversazione tra i due.
GIUSTIZIA SPORTIVA: ma lo volete capire che la Roma è parte lesa?

Legge Spalmadebiti (2003): non ne usufruisce la Juventus. Le altre squadre (Inter, Milan, Roma, Lazio) possono andare avanti a fare campagne acquisti faraoniche.
GIUSTIZIA SPORTIVA: cos’è la legge spalmadebiti?

Vendita del marchio: annullati gli effetti della legge spalmadebiti, si passa subito ad un nuovo artificio contabile, la vendita del marchio a se stessi (Inter, Milan, Roma, Lazio).
GIUSTIZIA SPORTIVA: cos’è la vendita del marchio? E poi Moratti, Berlusconi e Sensi sono talmente ricchi che non ne avrebbero comunque avuto bisogno.

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Juventus: un mediocre allenatore una mattina si alza e dice che due giocatori della Juve sono troppo grossi. Ne nasce un processo che dura 9 anni. La società bianconera è vivisezionata in tutte le sue parti (intercettazioni, controlli a sorpresa agli allenamenti, perizie ematologiche) e si scopre che il doping NON esiste. Si tenta di far passare l’abuso di farmaci (pratica comunissima in tutte le società sportive) come un reato (ma allora le infiltrazioni antidolorifiche cosa sono? E la carnitina di Bearzot e Vecchiet nel 1982?).
GIUSTIZIA ORDINARIA: il sentimento popolare è che la Juve rubasse e poi non potevamo far passare Guariniello per un visionario

Juventus: Calciopoli. Un anno di intercettazioni dimostra che non esiste una sola telefonata tra la Juventus e gli arbitri, che non esiste una sola conversazione in cui si richiedono favori o trattamenti particolari. La teoria dell’illecito strutturato (reato che, peraltro, non esiste nel codice di giustizia sportiva) si smonta da sé leggendo le informative.
GIUSTIZIA SPORTIVA: il sentimento popolare è che la Juve rubasse (d’altra parte vinceva troppo) e poi Tronchetti, Moratti, Berlusconi, Franzo Grande Stevens, Zaccone, Gabetti, Montezemolo, Guido Rossi, Ruperto, Sandulli, Palazzi, Borrelli, quindi JUVE IN B CON PENALITÀ, DUE SCUDETTI IN MENO, FUORI DALLA CHAMPIONS.

IL CALCIO È FINALMENTE PULITO

da:http://www.ju29ro.com/articoli/Trova_le_differenze.html

23 agosto 2007

RICORDATI. . .

...tutti dobbiamo essere ora piu' che mai ,con i ragazzi a prescindere dalla proprieta' e dirigenza,poiche' non dimenticheremo mai il passato che sara' lo sprone per il presente e il futuro,

essendo creditori di indimenticabili imprese sportive sequestrate da una giustizia talebana per ridare ossigeno a chi ormai navigava nel marasma senza nessuna speranza.

Un cordiale saluto.

By
Big Keffuy

15 agosto 2007

Trofeo TIM ?



MaWWAFFANKULO WA !

09 agosto 2007

RELAX

L'uomo nero

Lo aveva previsto, l'Uomo nero. Ed impresso sul nastro della bobina di una delle tante interviste concesse con il beneficio dell’anonimato. La soddisfazione per l’ennesima anticipazione, però, si coagula con un vago senso di smarrimento, per lo più generato dalla conferma, spietata, della presenza di una dirigenza poco incline al perseguimento di vittorie che non sposino qualche risultato contabile da sfoggiare nel retro della sala dei trofei:

“Adesso, però, spero che qualcuno capisca chi ha in mano alla Juventus. Ciò che è stato offerto a Del Piero, è vergognoso. La richiamo io fra un attimo, ho un impegno”, dice l’Uomo nero con la fretta di chi chiude il cellulare dai bordi di un tavolo, non più rettangolare ma rotondo, senza angoli a delimitare connotazioni gerarchiche ed a stabilire distanze naturali. E sull’atteggiamento dell’amministratore delegato Blanc…

Domanda –
Gentile Uomo nero, le faccio i miei complimenti. Il suo pronostico, è stato rispettato.
Risposta –
Purtroppo, questi complimenti non mi servono. E non serviranno neanche a Del Piero. Io so bene quanto sia legato alla Juventus. Sentirsi trattare alla stregua di un giovanotto di ritorno dalla provincia, non deve giovare a chi, a Torino, ha vinto tutto. Incredibile, il contratto che gli hanno proposto. Lui era sicuro, a mio avviso, di risolvere la questione contrattuale prima dell’inizio del campionato. Ma non penso andrà in questo modo. Mi auguro che alla fine la società gli corrisponda quanto chiede perché non so se, questa volta, Del Piero ha voglia di chinare il capo.
Domanda –
Andiamo nello specifico, cosa è stato offerto a Del Piero?
Risposta –
Prima mi lasci dire che gli agenti italo giapponesi che curano i suoi interessi, sono adirati. Del Piero si è presentato al colloquio con il fratello, altro curatore dei suoi affari. Gli hanno proposto un rinnovo annuale, con decorrenza immediata, che sposterebbe la scadenza del suo contratto dal 2008 al 2009, senza alcuna opzione sugli anni a seguire. In quanto Del Piero auspicherebbe ad un rinnovo triennale, senza riduzione dell'ingaggio. Mentre altri giocatori, già accontentati, hanno avuto persino un aumento.
Domanda –
Cosa intende per decorrenza immediata?
Risposta –
E’ la stessa strategia impostata con Buffon, solo che per lui si è trattato di un miglioramento economico. Decorrenza immediata, significa che la società offre al giocatore l’immediata corresponsione dell’ingaggio pattuito nel nuovo contratto, facendo cadere i vincoli del precedente. In spiccioli, Del Piero subirebbe un netto ridimensionamento del suo stipendio non allo scadere del precedente contratto, nel 2008, ma dall’inizio della decorrenza del nuovo. E’ una prassi molto utilizzata, ma questa volta è orientata al ribasso e non al rialzo. Sa perché è accaduto tutto questo?
Domanda –
Ci risiamo. Non deve farsi delle domande e darsi delle risposte da solo. Altrimenti ha ragione chi dice che siamo come Totò e Peppino. Continui pure, adesso.
Risposta –
Ride – E’ accaduto perché la Juventus non è riuscita a sistemare Chiellini al Manchester City. A questo si è aggiunto il veto del consiglio di amministrazione, durato più di cinque ore, nel quale si è stabilito il ritiro dal mercato di ogni giovane talento presente in rosa.
Domanda –
Anche di Nocerino?
Risposta –
Si, anche di lui. Per tornare a ciò che stavo dicendo prima, se la Juventus fosse riuscita a sistemare Chiellini in Inghilterra, per un totale di quindici milioni di incasso, tutto si sarebbe risolto prima. Parte di quei fondi economici sarebbero stati destinati al rinnovo di Del Piero. Mentre adesso si cerca di fare economia su tutto, nonostante i bilanci siano floridi. Il passivo registrato non ha rilevanza, per quanto è esiguo. E penso che anche quello del prossimo anno, andando oltre le attese, sarà più che dignitoso. Vuole sapere la verità?
Domanda –
Prosegua pure.
Risposta –
Gli Elkann sono rimasti delusi dall’ultima campagna acquisti della Triade, quella che portò Vieira a Torino. Quello, fu l’anno del primo bilancio negativo dopo anni e anni di risultati più che soddisfacenti. Ha presente la storia della goccia e del vaso?
Domanda –
Quindi, a suo avviso, non è un caso che proprio nell’anno dei problemi di bilancio, gli Elkann abbiano deciso di estromettere la Triade, senza difendere la Juventus nelle sedi opportune per le ormai note vicende, nonostante fosse stato raggiunto un accordo formale per il rinnovo sino al 2010. Anche grazie alla mediazione del presidente Ifil, ovvero di Gabetti.
Risposta –
Lo ha detto lei, ma credo che il fato non c'entri molto. Diciamo che la paura di spese ogni anno più elevate, unita al copioso trasferimento di somme di denaro destinato alle pubbliche relazioni, hanno quantomeno contribuito ad allontanare la Triade. Ripeto, la storiella che gli Agnelli fossero dei tirchi, non sta in piedi. Con Moggi e Giraudo, la Juventus spese di meno, solo sul mercato. Ma ai tempi di Sivori e Charles, le finanze degli Agnelli permisero alla Juventus di aprire un ciclo.
Domanda –
Torniamo a Del Piero, in che modo ha reagito all’offerta?
Risposta –
E’ un tipo riflessivo, Del Piero. A mio avviso la rabbia è scattata nel chiuso delle mura domestiche. Diciamo che, sul momento, non si è lasciato andare. Mai farà una polemica, Del Piero. Deve però stare attento. Il messaggio della Juventus, è chiaro. E tempo fa, se non sbaglio, lei ha espresso una visione molto simile alla realtà, sviluppando un parallelismo fra Del Piero ed il Baggio dell’ultima Juventus, con Palladino o chissà chi altro nel ruolo del giovane “Pinturicchio” che sotituisce il trentenne sulla via del declino. Sono in molti a cercare Del Piero, e sa chi impazzisce per lui?
Domanda –
Il Milan, penso sarebbe felice di portare a termine uno sgarbo simile.
Rispetto –
Esatto, e i rossoneri tentarono anche di inserisi nelle trattative per gli ultimi due rinnovi. Ma all’estero, occorre fare attenzione all’Arsenal. Se quest’anno Wenger riuscirà a ricucire il rapporto con la nuova proprietà dopo l’addio di Henry, sono certo che i londinesi faranno un’offerta a Del Piero. E non importa la regola del non acquistare attaccanti al di sopra dei trenta anni. Perché Del Piero può essere, a Londra, il nuovo Bergkamp per Wenger. E poi, sono sicuro che una breve ed ultima parentesi di carriera, del Piero andrà a giocarla o in Giappone o in America.
Domanda –
Forse esagera, Uomo nero. Guardi che Del Piero è il simbolo della Juventus. Crede davvero che possa divorziare dai bianconeri dopo gli esiti, pur problematici, di un primo incontro non idilliaco?
Risposta –
Intanto, le dico che nella testa di Ranieri, lui non è il titolare. Ma lo è Iaquinta, e non mi faccia commentare questa scelta. Pensi che Iaquinta viene prima persino di Palladino, che come seconda punta, se schierato con continuità, è in grado di segnare dieci o dodici reti a stagione. Penso comunque che la Juventus, qualora Del Piero non dovesse rinnovare, cercherebbe un giocatore con caratteristiche diverse dalle sue. Io, auspico Huntelaar. Nella speranza che Manchester United, Chelsea, Barcellona e Valencia mollino la presa su di lui. Le ricordo che per l’olandese, la Juventus aveva già chiuso la trattativa, stabilendo un’opzione vincolante. Per soli diciotto milioni, i bianconeri avrebbero potuto acquistarlo.
Domanda –
Ma è cosciente di quanta considerazione perderebbe la Juventus, qualora Del Piero andasse via a parametro zero?
Risposta –
Si, ma questa dirigenza guarda solo ai soldi ed al bilancio, non al resto. Si sono accorti di aver esagerato con Trezeguet e Nedved negli aumenti? Bene, ora vogliono ridurre i costi, partendo proprio da Del Piero. A proposito di costi, lo stesso consigliere di amministrazione che ha rilasciato un’intervista per il suo libro, è stato scelto come successore di Tardelli. Guarda caso, chi accenna ad un futuro senza gli Agnelli ora siede al posto di chi chiedeva una Juventus più competitiva. E se unisce la mia ultima intervista a questa, tutto dovrebbe sembrare più chiaro. Spero solo che alla fine qualcuno si decida a prendere una posizione. Se penso che Cobolli Gigli ha incassato tutte le accuse e le stilettate riversate recentemente da Moratti, mi viene da sorridere. Possibile che questa Juventus prende schiaffi da tutti? Anche da chi presiede una società che ha patteggiato una pena per il caso dei passaporti falsi? Moratti, ha inoltre detto che la Juventus non ha pagato molto per quello che ha commesso, anzi sicuramente meno dell’Inter. E adesso mi consenta di esagerare.
Domanda –
Rimetto il casco, un attimo solo.
Risposta -
Vorrei ricordare al presidente Moratti queste parole pronunciate da Sandulli, e riportate sul quotidiano “Il Foglio”, diretto da Giuliano Ferrara, il 28 luglio del 2006: “Non ci sono illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è stato falsato”. Ecco, invece, le dichiarazioni di Serio, altro giudice che si occupò del caso: “Abbiamo cercato di interpretare il sentimento della gente comune e provato a metterci sulla stessa lunghezza d’onda”. Non sono frasi inventate, queste.
Domanda –
Le consiglio di salutare i lettori, questa penso sarà la sua ultima intervista. E’ tempo di primi bilanci, ed anche in questo senso lei ha avuto la capacità di scovare il nuovo leader del centrocampo bianconero. Insomma, su Almiron tutte le sue previsioni si sono realizzate. Risposta –
Dice sempre in questo modo. Mi dovrà sopportare a lungo, però. Per me, è il miglior acquisto della Juventus. E lo dimostrerà anche in campionato, non solo nelle amichevoli. E se penso che Iaquinta è costato quanto Suazo, non dormo più la notte.
Domanda -
Quanto è distante la Juventus, secondo lei, da Inter, Milan e Roma?
Risposta -
Ci aggiungerei la Fiorentina che ha fatto un mercato straordinario, di vera prospettiva. Se devo quantificare, in un'immaginaria via fatta di case, le dico che è almeno quattro isolati dietro le formazioni che ha citato.
Domanda –
La prossima volta, sempre se ci sarà, di cosa parleremo?
Risposta –
Questa volta, ho le idee chiare. Ma la voglio lasciare con il dubbio.


Fonte: di Alvise Cagnazzo per NESTI CHANNEL - carlonesti.it

04 agosto 2007

"Calciopoli? E' stato un regolamento di conti"

"Meani e Collina potevanoparlarsi, io e Bergamo no?Mi chiedo perché l'Internon sia mai stata intercettata:Forse Tronchetti Proverachiudeva la cornetta"


MONTEFIORE CONCA (Rimini)Moggiopoli... secondo Luciano Moggi. È accaduto venerdì sera a Montefiore Conca, paese sulle colline di Rimini davanti ad una piazza gremita di turisti. Quasi tutti juventini, molti sono arrivati anche da Milano e da altre città per sentire l’ex dg bianconero.

Ad introdurlo, il sindaco Filippo Berselli, parlamentare di An.
Alla fine, "Lucianone" ne è uscito da vincitore, applauditissimo, reclamato per una foto e un autografo, strattonato da chi lo vuole presidente del consiglio e star assoluta.Interrogato da Italo Cucci, direttore editoriale dell’Agenzia Italpress e opinionista televisivo, Moggi ha raccontato la sua verità, a partire da un fatto a suo parere inspiegabile.

«Solo io ho difeso davvero la Juve. Si sono fatti processare ammettendo in partenza tutte le colpe dell’accusa. Così sono capace anch’io a fare l’avvocato. Mi chiedete se in realtà s’è trattato di un regolamento di conti fra due fazioni degli Agnelli? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, certo che a leggere i giornali stanno venendo a galla fratture che non immaginavo».

Moggi è in gran forma, si presenta in piazza con mezz’ora di ritardo dopo aver abbondantemente onorato la tavola romagnola insieme ad alcuni amici e ad Idris, tifoso dall’incrollabile fede juventina.La guardia bassa dei bianconeri al processo proprio non la condivide.
«Se Montezemolo avesse difeso la Juventus come ha difeso la Ferrari, non ci sarebbe stata la serie B».
Poi torna indietro, fino ai primi giorni dello scandalo:
«I primi venti sono stati terribili e in quel momento ho avuto tutte le idee possibili e immaginabili»,
poi l’ex re del calcio italiano ha ripreso vigore per e adesso le canta a tutti.

«Io sono una persona buona - ha detto - ma se mi pestano i piedi sono dolori».Basta poco e Moggi carica a testa bassa: «Mi hanno dipinto come il colpevole di tutti i mali del calcio. Al Commissario Rossi hanno detto che bastava far fuori la Juve per risolvere tutto. Quando se n’è andato ha detto che invece tutto era come prima. La verità è che la cupola è sempre quella e al vertice c’è Carraro, con subito dietro tutti gli attuali vertici dello sport italiano. Carraro era il capo prima e lo è ancora».
Scrosciano gli applausi, che vincono di gran lunga la partita sui fischi, pochissimi e solo al suo ingresso in piazza.
«Voi mi chiedete conto delle intercettazioni e io vi dico che in quell’enormità di telefonate ascoltate non c’è nulla di così rilevante. Molto peggio quel che si sono detti Meani (addetto agli arbitri del Milan) e Collina, che ora è diventato pure designatore.
Mi chiedo: perchè l’Inter non è stata intercettata? Mi rispondo: perchè Tronchetti Provera chiudeva la cornetta».
«Certo che a pensarci bene - continua Moggi -, quelle intercettazioni così irrilevanti per l’Uefa, hanno stazionato per mesi sui tavoli della Federazione. Carraro e Galliani conoscevano i contenuti prima degli altri e poi, visto che subito dopo le prime voci John Elkann ha detto che si sarebbero presi provvedimenti, immagino le conoscesse anche lui. Io assistevo senza sapere. Per fortuna che ero il capo banda. È vero, chiamavo i designatori, ma se Meani e Collina si potevano parlare tra loro in quanto amici, perchè non potevo farlo con Bergamo che conosco da 30 anni? Le telefonate ai designatori le facevano tutti, solo l’Inter non chiamava mai, si vede che Telecom non le sentiva. Per questo ho preso delle sim in Svizzera. Ero intercettato, ascoltavano le telefonate e leggevano gli sms, è stata una autodifesa».

Quando parla dell’Inter, Moggi lo fa con la massima durezza.
«Il potere ora è a Milano, l’Inter vincerà per quattro anni lo scudetto. Per farlo hanno dovuto prendere Vieira e Ibrahimovic, due juventini che io mai avrei dato ai nerazzurri. Dico di più, pur di darli all’Inter, la Juve ha anche creato delle minusvalenze. In questo modo hanno vinto quel che in 18 anni non erano riusciti a fare. Davvero fatico a capire. Il prossimo campionato? Prima l’Inter, poi la Roma, il Milan e la Fiorentina. Quinta la Juve».
Un tifoso scrive la classifica del prossimo campionato su un foglietto e glielo allunga per la firma. Moggi non ci pensa due volte e sottoscrive.
«Berlusconi? Quando mi chiamò mi sottopose una candidatura sportiva, non politica. A pensarci bene tutto quanto è partito dopo quell’incontro. Ora vedo qualche titubanza nella giustizia sportiva perchè è chiaro che sono stati fatti tanti errori in quel castello di accuse assurde a me e alla Juve.
Vi dico una cosa: io ero bravo perchè lavoravo molto più degli altri, in ogni piazza dove vado sono accolto da applausi. Nel calcio, a me non la canta nessuno, ho troppa esperienza e ho sempre lavorato per mettere la squadra in condizione di dare il massimo».
Col passare dei minuti, Moggi convince tutti e di fischi non se ne sentono più. Sul banco degli imputati ci finisce invece la stampa, rea di aver raccontato poche malefatte su Milan e Inter e di essersi concentrata solo sulla Juve...
Moggi ha vinto anche stavolta

02 agosto 2007

RELAX

Brian di Nazareth è un film commedia del 1979 del gruppo comico inglese dei Monty Python

L'uomo nero

Per nulla soddisfatto, poiché sempre desideroso di alzare il tasso polemico delle proprie dichiarazioni, l’Uomo nero ha vagliato con attenzione gli aspetti che caratterizzeranno l’evolversi del prossimo campionato, non disdegnando la costruzione dell'ormai consueta venatura polemica intorno alle proprie argomentazioni. Beneficiando dell’anonimato, l’Uomo nero non si è lasciato sfuggire l’occasione di accusare l’Inter, redarguire l’intero sistema arbitrale che ha operato nell’ultimo torneo e di attaccare alcune mosse della nuova dirigenza bianconera…

Domanda – Gentile Uomo nero, oggi è sereno?
Risposta – Diciamo di si. Vedremo se anche lei lo sarà nel corso dell’intervista.

Domanda – Scusi, ma lo fa apposta?
Risposta – Ride – Volevo vedere solo la sua reazione, tutto qui.

Domanda – Prima di tutto, lei era presente alla compilazione dei calendari?
Risposta – La risposta è scontata. Ma nonostante ciò, per evitare qualsiasi riferimento in grado di fornire indizi sulla mia identità, preferisco non rispondere a questa domanda. Domanda – Cosa ne pensa, almeno, dei calendari?Risposta – La Roma è stata trattata non male, di più. E’ stata trattata malissimo. Quanto all’Inter, il derby che si disputerà quasi alla fine del campionato consentirà alla Juventus di recuperare punti sia in caso di distacco dal primo posto che dal quarto, valido per l’accesso in Champions League. Insomma con due pareggi, entrambe le quadre perderebbero diversi punti, che potrebbero essere recuperati proprio dalla Juventus, che affronterà in quella giornata, di andata e ritorno, il Siena. Al Milan, è andata bene l’ultima, con l’Udinese. In quanto incontrare all'ultima i friulani, è una sorta di scaramanzia. Più di dieci anni fa, il Milan incontrò all’ultima giornata proprio l’Udinese, e festeggiò lo scudetto.

Domanda – Cosa pensa del discorso di Matarrese e Abete?
Risposta – Mancava soltanto Carraro. Non è cambiato nulla. E’ uscito indenne dal caso intercettazioni, Carraro. E dovrà pagare solo una multa irrisoria. E pensare che De Santis, unico arbitro a non aver mai parlato con Moggi, ed ultimo a dirigere la sfida fra Juventus ed Inter al “Delle Alpi” facendo registrare una sconfitta per i bianconeri, ha subito maggiori privazioni. In pratica, c'è chi rimane sempre indenne.

Domanda – Per favore, si contenga.
Risposta – Se parlo, è meglio anche per lei. Cosa servirebbe la mia presenza, altrimenti?

Domanda – Però qualche volto nuovo, ci sarà. E mi riferisco a Collina. Non è vero che sono tutti uguali.
Risposta – Lui, è stato il miglior arbitro del mondo. Lo stesso che fischiò due rigori in meno di un minuto a favore della Roma, in una sfida che consentì ai giallorossi di rimontare ben due volte lo svantaggio ai danni del Venezia, già spacciato per la retrocessione. Ed è lo stesso che nella famosa sfida di campionato che portò la Juventus a perdere uno scudetto già vinto, chiamò nel sottopassaggio dello stadio l’allora presidente Cragnotti, chiedendo se a lui potesse dispiacere la possibilità di rinviare la gara, che si giocò su un terreno vergognoso. Ma Moggi dove era?

Domanda – Scusi, lo chiede a me?
Risposta – E’ una domanda ironica. Lei è troppo agitato. Si deve calmare. Insomma, ha commesso degli errori, Moggi. Ne ho già parlato in passato, proprio con lei in queste interviste. Ma se era veramente tanto potente, non crede che sarebbe stata per lui una formalità ottenere lo spostamento della gara al giorno successivo?

Domanda – Cambiamo discorso. Cosa pensa della scelta della Juventus di presentare le nuove maglie nella passerella di Villar Perosa, il ventidue agosto, in onore della storica scampagnata agostana nella residenza, storica, della Famiglia Agnelli?
Risposta – Ride - Lei crede alle favole, vero? La verità è che la Juventus ha dovuto aspettare i tempi, un po’ comodi, della Fiat per formalizzare la nuova sponsorizzazione in sostituzione della “Tamoil”. Una scadenza non rispettata, ha fatto saltare la presentazione delle maglie, che solo per questo motivo, non sono ancora pronte. Ovvero, esistono solo in astratto. A mio avviso, è un grave danno di immagine, il fatto che la Juventus sia costretta ad esibirsi con le tenute di allenamento negli stadi più pratici e belli dell’Inghilterra, come quello del Newcastle, o a “S.Siro” nella classica sida estiva contro il Milan. Con Romi Gay, non sarebbe successo niente di tutto ciò. Le maglie, con lui al comando nel settore marketing, erano già pronte il primo giorno di ritiro. Non perché le fabbricasse la notte, ma perché era l’unico a gestire alla perfezione scadenze e provvedimenti. E mi spiace per tutta quella gente che si aspetta belle maglie. Queste, rischiano di essere le più brutte degli ultimi dieci anni. I numeri saranno rossi, ed è inutile che il presidente Cobolli Gigli si sbatta tanto per cercare di farli togliere. Quest’anno, i numeri non saranno gialli.

Domanda – Scusi, ma in maniera indiretta sembra che lei abbia fatto un complimento al presidente Cobolli Gigli.
Risposta – Ride – Lunge da me. E’ una delle persone più signorili che abbia mai incontrato. Sono in perfetta sintonia con quanto detto da Liguori, sul suo conto. Rappresenta il candore della Juventus. Ma se le devo dire la verità, penso che qualsiasi magazziniere sia più competente di lui. Tra l’altro, Cobolli Gigli ricorda tanto il mio professore ai tempi del Liceo. Che quando entrava in classe era tanto sbadato da non togliersi gli occhiali, dicendo che la giornata si era d’un tratto scurita. Quando parla, da l’impressione di avere le cose da dire in maniera pre impostata. E poi, lui è il più grande liquidatore in circolazione. Gli consegnarono la “Rinascente”, e nel giro di poco tempo riuscì a vendere anche i manichini, generando enorme liquidità. E’ anche per questo motivo che sostengo la teoria secondo la quale la Famiglia Agnelli cederà la Juventus. Anzi, quasi ne sono sicuro. Quando si deve vendere, cercando di ottenere il massimo profitto, la Famiglia Agnelli sceglie sempre lui.

Domanda – E’ consapevole che questa è la nostra ultima intervista?
Risposta – Ride – Guardi che il bello deve ancora arrivare.

Domanda – Ho capito dove vuole arrivare.
Risposta – La smetta ed ascolti. Quante belle parole, ho sentito ieri. Matarrese sembrava Hegel. Non bisogna badare al conflitto, diceva il pensatore tedesco, bisogna ricercare armonia fra gli ostacoli e le differenze, le quali vengono superate tramite l’aufhebung. Perché la verità si rintraccia solo nell’intero, non nella parzialità. Solo che, questo concetto, espresso da Matarrese non si regge in piedi. Non so se sia nato prima lui o l'organo che presiede. E’ da troppo tempo nel mezzo del circolo dei potenti. Questo, è un problema sociologico di rilevante importanza. Quando le cose vanno male, chi si richiama? Le persone che avevano fallito nel passato. Possibile? Sembra di si. Ed i giovani diventano vecchi, rimpiangendo una società che mai li accoglierà. Il tutto mentre Paparesta vuole andare sull'Isola dei Famosi. Ma mi lasci finire il discorso, ampliandolo su ciò che è accaduto l’anno scorso. E non mi interrompa.

Domanda – Mi mandi qualche cartolina, però.
Risposta – Ride – Mi ascolti bene. La Juventus è stata spesso accusata di pilotate le ammonizioni. E dai dati che lei ha raccolto, e che mi ha fornito, cosa risulta?

Domanda – Ma se le ho fornito io i dati, vuole che non lo sappia. Lo vede che ha ragione chi dice che siamo come Totò e Peppino?
Risposta – Però lei si è guardato bene dal pubblicizzarli in maniera degna. Adesso, però, lo faccio io. Nel corso dell’ultimo campionato, su un campione di tredici incontri, l’Inter ha beneficiato di ben diciotto assenze, per squalifiche o diffide. Tutte con squadre di metà classifica. Nella e-mail che mi ha mandato, risulta questo.

Domanda – Ho mandato tutto su sua richiesta, però.
Risposta – Certo, su mia richiesta. Ma dopo che mi ha aiutato a ricordare le sostanze alle quali risultò positivo un giocatore dell'Inter, potevo non chiederle una mano? Dicevo, risulta inoltre che nella stagione 2005/2006, nella quale la Juventus ha vinto il campionato con novantadue punti, cinquantadue conquistati nel solo girone di andata, subendo il ritiro dello scudetto, sono stati fischiati ben centosessantuno falli contro in più alla Juventus rispetto a quelli del Milan. Ma non era favorita a mani basse, quella Juventus? Senza parlare del numero degli ammoniti. La Juventus, in quel torneo, ha subito ben dodici ammonizioni in più del Milan. Eppure, i bianconeri sono stati accusati di pilotare le ammonizioni. Si rende conto dell’ignoranza che c’è in giro? Tutti sparlano della Juventus, ma se vedessero questi dati, che sono ignorati, non saprebbero che dire.

Domanda – Per correttezza di informazione, alla Juventus sono stati fischiati centonove falli in più a favore rispetto al Milan. Questo, però, non lo ha detto. Senza dimenticare che il Milan è stato costretto a saltare la preparazione estiva, fondamentale subito dopo un Mondiale dispendioso, e vinto, come quello giocato dall'Italia. E Adriano Galliani per soli centosei secondi di conversazione con Meani è stato costretto a dimettersi dal suo incarico istituzionale. Cambiamo discorso, adesso. Ha modificato la sua opinione sul caso Chiellini?Risposta – No, per nulla. E non la cambierò mai. Alla Juventus, per una buona somma di denaro venderebbero anche qualche magazziniere. E non importa cosa dica Ranieri. la prima scelta della dirigenza è Heinze, non Meira. Anche se credo che questa inclinazione dipenda dalle richieste del Manchester United.

Domanda - Per Makelele?
Risposta - Se Ranieri non vuole Cannavaro, a causa dell'età, non deve volere neanche Makelele. A mio avviso, però, il francese è un giocatore che non deve essere valutato in base a quanto ha dato, ma in base a quanto sarà. Se arriverà, sarà un ottimo colpo. E' affidabile. E poi, la Juventus non prese Vierchowod, altro grande giocatore senza età, vincendo la Coppa dei Campioni?

Domanda – Nella speranza che non sia l’ultima intervista, può fornire un’anticipazione sui contenuti della prossima intervista?
Risposta – Ride – Le voglio fare tornare il sorriso, rispondendole con la solita frase. Non decido nulla. Racconto solo ciò di cui sono a conoscenza.

Fonte: www.carlonesti.it
http://www.carlonesti.it/index.php?method=zoom_articolo&id=3905