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03 febbraio 2008

MORATT_ ( appunti di post )

Ora il calcio è pulito....
CINQUE_MAGGIO
....perchè gli arbitri sbagliano in buona fede....
perchè la sudditanza psicologica non esiste.---
perchè Collina è l'uomo giusto al posto giusto....
perchè non potrà più esistere un 5 Maggio.---
perchè nessun arbitro osa danneggiare gli onesti...
perchè la Juve non rischia minimamente di poter vincere lo scudetto.---

perchè dentone moratti garantisce che ora il calcio è pulito, mentre invece prima c'era una banda di truffatori.

Cari fratelli bianconeri, ciò non toglie che abbiamo una squadra di merda ( alla Helkan ) .

IN CHE MANI SIAMO capitati ?
Sicuramente nelle MANI DI PERDENTI CON i SOLDI ( MORATTI COMPRESO ) .

24 gennaio 2008

Vieri, duecento gol ma un solo scudetto.

«Male, eh? Però ho perso due scudetti all'ultima giornata. Quel 5 maggio, contro la Lazio, è un incubo che a volte riappare. Purtroppo ho giocato sei anni in un'Inter che non era l'Inter di oggi. La Juve era più forte. E anche il Milan aveva qualcosa in più».La Juve era più forte perché aveva alle spalle il «mondo Moggi»?

«No. Era più forte perché aveva i giocatori più forti. L'Inter ora è imbattibile perché la società bianconera è retrocessa in serie B e ha dovuto vendere i suoi campioni. Senza lo scandalo del calcio Ibra e Vieira sarebbero ancora a Torino e la Juve continuerebbe a vincere scudetti»

Ne + e ne meno

Il 16 gennaio Mastella alla Camera dei Deputati si dimette pronunciando, tra le altre, queste parole: "Mi dimetto riaprendo la questione delle intercettazioni a volte manipolate, a volte estrapolate ad arte assai spesso divulgate senza alcun riguardo per la riservatezza dei cittadini".

Sono dichiarazioni gravissime, il Ministro della Giustizia parla di intercettazioni manipolate, estrapolate ad arte e dell'irrisolto problema della fuga di notizie.

Il 18 gennaio una fonte autorevole come l'ex Presidente della Repubblica Cossiga dichiara ad Andrea Cangini, per il Quotidiano Nazionale:
Cangini: Si spiegano così le intercettazioni?

Cossiga: Naturale. Vede, quella legale è la parte minore delle intercettazioni. Succede infatti che, avendo noi commesso il grave errore di fare le sezioni di polizia giudiziaria, che ormai non obbediscono più ai propri superiori, i magistrati chiamano il funzionario di turno e gli dicono: ‘Lei intercetti Tizio e metta da parte i nastri. Se c’è qualcosa di utile per la mia inchiesta, ho già lasciato lo spazio in bianco negli atti. In caso contrario, conserviamo le registrazioni perché possono sempre servire'.

Il sistema denunciato da Cossiga, politico che ben conosce certe cose, è di una gravità inaudita! Questa è la verità di Cossiga un autorevole politico che è stato Presidente della Repubblica, più volte Ministro dell'Interno ed ha ricoperto molteplici ruoli istituzionali. Un politico, quindi, che ha avuto modo di conoscere le cose dall'interno.Non ci risultano rettifiche dello stesso ne richiesta di rettifica, o atti, della parte chiamata in causa dall'ex Presidente.

Allora, da cittadini, vogliamo capire come funziona questa giustizia. Vorremmo una parola chiara che smentisca lo scenario inquietante presentatoci da Cossiga. Vorremmo altri riscontri su quanto abbiamo appreso sia possibile fare, come "lasciare dello spazio in bianco negli atti".

La memoria, allora, torna indietro ad una notizia contenuta in un articolo di Repubblica del 15 giugno 2006, una notizia sulla quale si è fatta pochissima attenzione e che se vera sarebbe uno scandalo. Nell'articolo "La fuga di notizie "dolosa" che ha affossato l'inchiesta", i giornalisti Carlo Bonini e Giuseppe D'Avanzo scrissero:

"A questo servivano anche gli arresti. Sarebbero stati domiciliari. Senza possibilità di comunicare con l'esterno. L'accusa voleva isolare Moggi, Pairetto e Bergamo dal loro ambiente. Da pressioni, complicità, magari ricatti. I pm falliscono. E tuttavia il peggio deve ancora affacciarsi.
Giorno dopo giorno, in tranche, in parziali segmenti, in intercettazioni singole, in sequenza temporale, il materiale raccolto nelle indagini si sversa in pubblico con la potenza del getto di un geyser.

Vengono pubblicate anche intercettazioni mai trascritte e colloqui mutilati o manipolati per sottrazione. Conversazioni scherzose, e per questa ragione eliminate dai pubblici ministeri, sono offerte come "prove che inchiodano"
(è il caso della conversazione tra Lorenzo Toffolini, team manager dell'Udinese e Leonardo Meani, delegato per gli arbitri del Milan).

Addirittura, appare un atto di indagine che non risulta agli atti. Il contenuto è soltanto verosimile, riguarda il rapporto tra il Milan e gli arbitri. Il numero di protocollo è un falso (Borrelli è venuto a capo del trucco, appena l'altro giorno).
E' un modus operandi che abbiamo già visto in azione nell'estate del 2005, quando intercettazioni ancora non agli atti dell'inchiesta di Milano e neppure mai trascritte (colloquio Consorte-Fassino) sono offerte ai giornali" .

Oggi, apprese le parole di Cossiga, ci piacerebbe sapere qualcosa di più anche su quanto asserito dai due giornalisti di Repubblica su quell'atto falso scoperto da Borrelli. Come ci piacerebbe avere qualche informazione su come procedono le indagini per la fuga di notizie (atti veri ed anche falsi come quello scoperto da Borrelli?) che hanno portato allo scoppio di Calciopoli. Nello stesso articolo di Repubblica Bonini e D'Avanzo scrissero:

"La novità è che a Napoli, l'ufficio del pubblico ministero individua il luogo e le persone che, uniche, hanno potuto violare il segreto. I nomi sono ora, nero su bianco, negli atti trasmessi alla Procura di Roma. C'è un'accusa grave in queste carte. La fuga di notizie, sostengono a Napoli, è stata così imponente e distruttiva che deve essere stata "autorizzata dal comando del Nucleo Provinciale dei carabinieri di Roma e da alti ufficiali dell'Arma da cui gerarchicamente dipende quella struttura.Soltanto qualche falso ingenuo oggi può credere che la fuga di notizie sia un lavoretto storto che si consuma tra pubblici ministeri e cronisti. Si scorge un'altra realtà, più raffinata. Aree infedeli delle istituzioni utilizzano la fuga di notizie per mutilare il lavoro dei pubblici ministeri confidando nell'ansiosa competizione dei media. L'eterogenesi dei fini fa il resto. Ne sortisce un "vietnam" politico-giudiziario-informativo in cui ognuno ci mette del suo per colpire sotto la cintola l'avversario".

Ricordiamo che le intercettazioni furono pubblicate, per primo, da "Il Romanista", mentre l'Espresso (stesso gruppo editoriale di Repubblica) pubblicò il "Libro nero del calcio" con tutte le intercettazioni e tutti i giornali le pubblicarono prima che queste fossero a conoscenza degli interessati e dei loro avvocati.Gli avvocati Giuseppe Fonisto (difensore del designatore Gennaro Mazzei e del guardalinee Duccio Baglioni) e Giacomo Mungiello (difensore dell’arbitro Salvatore Racalbuto) andarono dai pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, portando con loro copia dell’estratto delle informative dei carabinieri pubblicato dall’Espresso:

«La procedura va rispettata, non è giusto che per apprendere qualcosa sui nostri assistiti si debba andare in edicola».

Allora si dette in pasto all’opinione pubblica un cocktail processual-giornalistico con ipotesi investigative miscelate ad intercettazioni. Quando questa pratica, che nulla ha a che fare con il diritto ad informare dei giornali, riguarda i politici, la "casta" si indigna e rilascia fiumi di dichiarazioni garantiste. Giusto essere garanisti ma per essere credibili agli occhi della gente avrebbero dovuto svegliarsi quando nell'estate 2006 si è fatto scempio del calcio e della dignità delle persone, innocenti fino a prova contraria.Assistettero muti, o in molti casi plaudenti, a pesantissime violazioni dei diritti fondamentali di ogni individuo e del diritto di difesa. Politici che allora ragionarono in base alla convenienza della propria fede sportiva.Si scoprirà mai in questo paese di chi è la manina che passa gli atti ancora coperti da segreto istruttorio alla stampa? Davide Giacalone, giornalista "dossierato" dal "tonno team", è perentorio nel suo pessimismo al riguardo. A parte la variante sulla casa da cui furono fatte uscire le intercettazioni nel caso "calciopoli", il suo articolo lo sottoscriviamo in toto:

Le notizie non fuggono

A Roma i carabinieri hanno reso visita, non proprio di cortesia, all’agenzia di stampa Apcom, da dove era stata diramata la notizia degli arresti disposti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, naturalmente assai prima che fossero eseguiti. A Palermo la procura indaga due giornalisti, de La Repubblica, accusandoli di avere favorito la mafia con la pubblicazione di articoli dove si riportava il contenuto di materiale sequestrato dalla magistratura. In tutte e due i casi, come in tanti altri, da una parte s’invoca la libertà di stampa e dall’altra s’intende far luce sulla fuga di notizie. Allora, chiudiamo subito questa seconda questione: le notizie non fuggono, sono diffuse dalle procure. La ragione per cui i magistrati non “trovano” mai il responsabile sta nel fatto che è un loro collega. Punto e a capo.Non mi convinve, però, l’invocazione della libertà. Non mi convince perché la libertà di diffondere informazioni giudiziarie non dovrebbe esistere, o dovrebbe essere fortemente limitata. Pubblicando le carte di un’inchiesta giudiziaria, come a tonnellate se ne sono stampate in Italia, non si “informano” i lettori, ma si agisce da velinari delle procure e si danneggiano in modo irreversibile cittadini che non potranno mai essere risarciti del loro diritto calpestato.

Da anni si è sostituita la giustizia con la pubblicazione dell’accusa. Il giudizio è emesso all’inizio, al punto che, con rara inciviltà, gente come Borrelli e Maddalena hanno potuto sostenere che il processo in aula era da considerarsi un dettaglio. In questo modo capita che il marasma informativo può divenire un effettivo elemento di vantaggio per i colpevoli, mentre è un’ingiusta ed intollerabile gogna per gli innocenti. Ancora oggi delle maestre d’asilo pagano la propria difesa da un’accusa fin qui dimostratasi infondata, non solo impoverendosi, ma dovendo risalire l’ondata di melma che su di loro si è abbattuta a causa dello sfruttamento mediatico del loro caso. Fu diritto di cronaca? Fu libertà dell’informazione? No, fu barbarie. Inoltre, i giornalisti non facciano le finte mammole. Sanno benissimo che pubblicare delle intercettazioni telefoniche scegliendo i brani e mettendo l’accento su questo o quel passaggio significa usare quelle carte per rappresentare realtà di comodo. No, non complotti, ma semplicemente la preparazione di piatti che siano più appetibili, più commercialmente attraenti, più utili a vendere. Chi, all’opposto, a questo costume s’oppone (e qui lo si è fatto in tutti i casi e sempre, anche quando gli oggetti erano indifendibili) è bollato di “garantismo”. Altro equivoco dell’incultura: senza le garanzie non esiste giustizia, non esiste processo, non esiste giudizio.Sarebbe bello non dovere sempre e solo proibire, ma anche affidarsi alla deontologia professionale ed al senso del diritto. In difetto, però, non si può lasciare che il malcostume sia considerato la normalità.
Davide Giacalone.


Dopo l'articolo di Giacalone, sempre in tema di giustizia e fuga di notizie dalle procure, di materiale probatorio coperto da segreto istruttorio che poi viene pubblicato molto spesso in anteprima su L'Espresso, La Repubblica o sui giornali RCS, riportiamo le parole pronunciate in una recente requisitoria davanti al CSM dal Dottor Vito D'Ambrosio: "Il mestiere del magistrato deve avere come fine il controllo della legalità. Il magistrato non è un missionario. Il magistrato è soggetto a tutte le leggi, comprese quelle che che gli sembrano sbagliate. Il magistrato ha poteri immensi, a partire da quello enorme di decidere della libertà del cittadino. Il magistrato deve esercitare questa sua funzione in modo tranquillo, affinchè la società si senta rassicurata. Luigi De Magistris ha un modo distorto ed errato di interpretare il suo ruolo e la sua figura non corrisponde al modello di giudice designato dalla Costituzione. Tale atteggiamento rappresenta un pericolo per la Democrazia ordinaria. De Magistris adotta provvedimenti e comportamenti al di fuori delle previsioni del codice. Ha rapporti anomali con i mezzi d'informazione. Fa appello alle piazze. Usa la stampa per farsi pubblicità". Il CSM ha accolto queste richieste, ristabilendo il rispetto delle regole democratiche in Italia. Gli artt.15-111 della Carta Costituzionale non sono mere clausole di stile. E' stato ristabilito il principio che i processi e soprattutto le indagini si devono svolgere in SILENZIO, senza deroga alcuna.

La libertà di informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati, del resto, è sancito nello stesso codice di procedura penale. Infatti, il dibattimento è pubblico: dialettica processuale dove si ricostruisce il fatto attraverso il principio di parità fra accusa e difesa.Ciò che spesso avviene ultimamente ci ricorda, invece, il clima medievale di caccia alle streghe.
Anche per Calciopoli abbiamo assistito a pm che rilasciano interviste esclusive all’Espresso, a La Repubblica e alla Gazzetta, interviste al TG3, che rilasciano critiche sull’operato dei colleghi della giustizia sportiva, abbiamo letto le intercettazioni sui giornali prima degli interessati, abbiamo visto celebrare i processi nelle trasmissioni sportive, abbiamo udito intercettazioni “interpretate” da doppiatori, le abbiamo lette sminuzzate e tagliate ad uso di chi aveva una tesi da avvalorare. Questa è barbarie non è giustizia, non è informazione. Crediamo in un’altra giustizia e in un’altra informazione.

Abbiamo il diritto di averle.

Fonte: Ju29ro

15 gennaio 2008

GLI EXTRATERRESTRI DEL PIANETA PAPALLA

di Monica 30

Credevo che Deschamps fosse scarso, ma dopo aver visto Ranieri mi devo ricredere.Didier non era capace di fare i cambi però aveva buttato nella mischia i giovani.Ranieri non è buono nemmeno per la formazione iniziale e considera Molinaro un punto fermo (mi tenevo il Balza).Marchisio e Giovinco spazzano i cortili di Empoli.
De Ceglie è meglio di tanti altri, almeno ha il fisico.Didier ha scelto Boumsong.Ranieri ha scelto il trio porto-argentino Andrade (semi infermo), Tiago e Almiron (con esperienza in grandi club).A ragione Deschamps li aveva scartati, ma Kanappia si è offeso.Ha bruciato Criscito e siamo riusciti nell'impresa, unica nel mondo del calcio juventino, di pagare svariati milioni per riscattare un nostro giocatore dal Genoa per poi prestarglielo gratis!
Neanche Dentemarcio è arrivato a tanto!Complimenti Kanappia, tu sì che sai far quadrare i bilanci!

La nuova proprietà ha detto che nella nuova Juve non ci saranno monopolizzatori del settore.Bene, si vede.Il mercato è come la catena di montaggio del reparto pupazzi di pelouche in perenne inceppamento.Quando si arriva all'imballo, il giocatore ha già cambiato 8 squadre!La società ha volutamente ingaggiato soggetti senza vertebre lombari che si lamentano e puntano i piedi quando non serve.Ranieri non ha scoperto nulla (sennò alla sua età avrebbe vinto qualcosa), non ha tirato fuori il meglio da nessun giocatore e non si è inventato alcun ruolo a sopresa, come avevano fatto i suoi predecessori.Lippi ha fatto di Torricelli e Di Livio i campioni che conosciamo, Vialli e Ravanelli erano musica per le mie orecchie ed emozioni per i miei occhi, sigh.

Ranieri riuscirebbe a stroncare persino Van Basten!Blatera, blatera, ma il suo gioco fa acqua da tutte le parti.Dopo Criscito, sta bruciando Palladino e Iaquinta.Nedved è irriconoscibile e non c'entra con l'età.Parla di un Pato extraterrestre, senza sapere che anche i suoi datori di lavoro, a loro modo, sono di un altro mondo, peccato si tratti del pianeta Papalla....Cobollo, dall'alto del suo fiuto di svenditore ambulante, si permette di ironizzare su Sissoko (Dentone ha già posato le sue zanne cariate sulla preda), basti pensare che stava svendendo Nocerino!Si è stizzito e ha detto che Almiron non lo presterà mai al suo amico Dentone!Una volta che poteva rifilargli un bidone, Cobollo si è avvalso della facoltà di tirare fuori l'orgoglio di criceto ferito!

La verità è che Cobollo non voleva fare brutta figura, come minimo dopo Ibra ci si aspettava un nuovo Roberto Carlos, non certo Almiron!Peccato che lo studente di scuola materna, Sekkiello, si sia fatto beccare al telefono con Moggi, se fosse stato più furbo il mercato sarebbe più serio.Tanti dicono che non dobbiamo lamentarci perchè siamo una neopromossa e come tale non possiamo pretendere la luna.Eh no, non ci sto.Da una società che ha chiesto la serie B e che ci ha coperti di ridicolo, mi aspettavo un colpo di coda alla riconquista dei tifosi feriti.Invece ci siamo presentati in serie A con Zebina, Grygera, Andrade, Boumsong, Molinaro, Tiago e Almiron.Quei pochi milioni che c'erano, sono stati spesi nel peggior modo possibile e mi meraviglio di Ranieri con la sua competenza internazionale!Lo so anch'io che Lampard è forte, non ci voleva Don Ranieri!Da Pepe ad Andrade, da Lampard a Tiago, che magia!Van der Vaart non serve e Sissoko è miope!Giriamo la domanda.A che servono Sekkiello, Montali, Kanappia, Cobollo e Ranieri?

Lo stadio è fermo.La squadra è un cantiere.Il CDA passato doveva decidere a chi destinare le risorse.Stiamo aspettando.....che vendiate in blocco ad Andrea Agnelli!

By Big Monica

10 dicembre 2007

Dossier del Drago di Cheb per Ju29ro

Dossier Telecom/3: gli sviluppi della vicenda
di Drago di Cheb

Le intuizioni e i concetti costituiscono gli elementi della nostra conoscenza, così non possono esserci concetti senza intuizioni e intuizioni senza concetti.Immanuel KantPrima di continuare a illustrare la storia del caso Telecom




Jè giusto fermarsi ?
un
attimo?

Dossier del Drago di Cheb per Ju29ro
Nel capitolo precedente abbiamo visto che si è verificato qualcosa di grave e irreparabile, la morte di Adamo Bove, ma è opportuno a questo punto spiegare adeguatamente le varie posizioni.Innanzitutto è necessario dire che i familiari di Adamo Bove non credono al suicidio, sanno che Adamo soffriva di vertigini e che sospettava di essere pedinato. Bove, inoltre, aveva la certezza che qualcuno, all’interno dell’azienda, volesse scaricare su di lui le responsabilità dello spionaggio Telecom, probabilmente per “salvare” qualcuno di molto potente.





Al contrario la testimonianza della dipendente Telecom, Caterina Plateo, alle autorità giudiziarie («A un certo punto cominciai a nutrire perplessità circa le richieste del dottor Bove su elaborazioni dati, in particolare quelle che mi venivano fatte telefonicamente o su biglietti... per utenze che risultavano poi in contatto con personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport o di enti locali, quali il Banco di Roma») sembra far ricadere ogni responsabilità su Bove stesso. Interessante anche ricordare come, nella sua deposizione, la dott.sa Plateo abbia parlato dell’esistenza di una macchina per le intercettazioni vocali uguale a quelle in uso alle forze dell’ordine: l’RT6000.





Noi vi sono elementi per stabilire se Bove fosse realmente complice del network spionistico di Telecom o se fosse una persona giusta e onesta che aveva intenzione di smantellare il network stesso. Sarà compito dell’autorità giudiziaria scoprire la verità e, fino a quel momento, ci limiteremo a registrare tutte e due le tesi, senza esprimere giudizi di merito.Fatta questa doverosa premessa possiamo continuare con il nostro racconto.



L’11 Settembre del 2006 Marco Tronchetti Provera rassegna le sue dimissioni dalla presidenza di Telecom, ma questa improvvisa svolta non viene messa in relazione allo scandalo delle intercettazioni e dei dossier illegali, quanto ad una polemica tra Tronchetti e il Governo, nella quale quest’ultimo avrebbe fatto pressioni per convincerlo a cedere il controllo della rete fissa dell’azienda alla Cassa Depositi e Prestiti (ente statale).Tronchetti Provera, in reazione a queste presunte pressioni governative, parla al Corriere della Sera del cosiddetto “Piano Rovati” (da Angelo Rovati, “consigliere economico” del Presidente del Consiglio), una sorta di Business Plan sulla sostenibilità finanziaria della suddetta operazione. Ma, dietro questa mossa, secondo alcuni, si celerebbero motivazioni diverse.Pochi giorni dopo (20 di Settembre del 2006), infatti, il Giudice per le Indagini Preliminari di Milano emette 21 ordinanze di custodia cautelare, per associazione a delinquere finalizzata allo “spionaggio illegale” e alla corruzione. Finiscono in manette un commercialista (accusato di aver organizzato la galassia di finanziarie estere attraverso le quali gli spioni facevano perdere le tracce dei milioni di euro spesi dalla Telecom per i dossier), undici uomini di Guardia di Finanza e Carabinieri, oltre che un dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Firenze. Secondo gli inquirenti, questa organizzazione sarebbe stata capeggiata da Giuliano Tavaroli (ex capo della security Telecom e del CNAG), Pierluigi Iezzi (security della Pirelli) ed Emanuele Cipriani (Polis d’Istinto), con la presunta complicità di Marco Mancini, alto esponente del Sismi già indagato in relazione al caso “Abu Omar”.Qualche mese dopo (*) finiscono in manette anche Fabio Ghioni, un ex giornalista di Famiglia Cristiana, Sasinini, mentre Giuliano Tavaroli, già incarcerato, viene raggiunto da un nuovo ordine di custodia cautelare.Il primo viene accusato di essere a capo di una speciale struttura di Telecom, denominata Tiger Team, accusata di condurre attacchi informatici a siti di aziende concorrenti (Vodafone, per esempio) e di riuscire a scardinare le difese delle caselle di posta elettronica di personaggi ritenuti scomodi. Il secondo invece, avrebbe avuto il compito di redigere delle analisi su persone precedentemente dossierate dalla Polis d’Istinto di Cipriani.



Nel Novembre 2007 vengono arrestati altri componenti: Alfredo Melloni (del Tiger Team) e Roberto Preatoni.In seguito anche Angelo Iannone, ex carabiniere e appartenente alla divisione brasiliana di Telecom, finisce nell’occhio della giustizia, aprendo un altro capitolo della vicenda: una “guerra” che vedrebbe contrapposta l’agenzia spionistica americana Kroll (assoldata dal nemico storico di Telecom, Dantes) e la Telecom per il controllo di Telecom Brasil (chi volesse approfondire i risvolti legati a questo episodio può fare riferimento agli articoli del giornalista Davide Giacalone su www.davidegiacalone.it).Ma chi erano i mandanti di questa gigantesca azione di spionaggi che, secondo la stampa, supererebbe per gravità persino i dossier illegali dell’epoca del Sifar del Gen.De Lorenzo?

Noi non ci azzardiamo a dare giudizi, che potrebbero essere smentiti, essendo l’inchiesta della Non essendoci giudizi certi e definitivi ci limitiamo a menzionare quanto scritto in un’Ordinanza dal Giudice delle Indagini Preliminari, Giuseppe Gennari: «Siamo di fronte a una parte di attività che nulla ha a che fare con gli scopi aziendali e quindi con gli interessi dei soci ai quali è necessario guardare per verificare se il denaro della società venga impiegato da chi ne ha la disponibilità in conformità alle ragioni per le quali il potere stesso e' attribuito». Secondo il Gip, quindi, l’opera di spionaggio avrebbe avuto interessi in gran parte slegati da logiche di tipo concorrenziali/aziendali, trovando invece motivazione negli interessi di singole persone che, essendo a capo della società, avrebbero fatto uso di queste facoltà per scopi privati.Più avanti, nell’Ordinanza, si legge che «quando si parla di appropriazione indebita la persona offesa è il soggetto giuridico società dietro cui si collocano i soci azionisti che della società sono proprietari e non certo l'amministratore della società e il vertice».



In questa ottica, andrebbero nettamente separate le posizioni dell’azienda in quanto tale da quelle dei suoi amministratori: in sostanza, l’azienda (e i suoi azionisti, che non hanno voce in capitolo nella gestione) potrebbe essere considerata vittima del reato di appropriazione indebita, dunque della distrazione di fondi, utilizzati non per fini “istituzionali” ma per perseguire obiettivi addirittura illeciti, dei quali gli autori sarebbero stati pienamente consapevoli.Gennari chiude accennando ad una pen drive in possesso di Tavaroli, sulla quale sarebbero state memorizzate una serie di comunicazioni intercorse tra funzionari dell’Antitrust, che testimonierebbero lo spionaggio dell’Ente da parte della rete spionistica Telecom.



Questo fatto manifesterebbe «l'eccezionale gravita' del comportamento della Security di Telecom, la quale era in grado di mettere nelle mani dell'azienda (perché è ovvio che le notizie prelevate non fossero appunto di utilizzo da parte della Security) elementi di conoscenza potenzialmente in grado di interferire, gravemente e illecitamente, nell'operato di un soggetto istituzionale che dovrebbe essere massima espressione di autonomia come il Garante per il Mercato e la Concorrenza».Fabio Ghioni, in una recente intervista, ha dichiarato che i vertici aziendali erano, perfettamente al corrente delle azioni illecite commesse in Brasile nell’ambito della “guerra” per il controllo di Telecom Brasil: «Inizialmente sulla vicenda sudamericana la security venne coinvolta solo marginalmente. Le strutture più impegnate erano l’ufficio affari legali internazionali, il top management della Telecom Italia Latino-America, dalla presidenza in giù, il general counsel, l’ufficio legale. Senza dimenticare i vari centri di costo. La security è entrata in gioco successivamente, quando ci è stato richiesto di trovare le prove dell’attività di spionaggio della Kroll e di rispondere. Tavaroli ha capito che era una grande occasione per tutti noi». Insomma, non solo i vertici telecom conoscevano il comportamento della security ma lo incentivavano.Continua .... Nota (*):19 gennaio 2007 alle 16:16 — Fonte: repubblica.itCaso Telecom, altri quattro arresti. Attaccarono il computer di Colao - Oltre a Tavaroli, in manette o arresti domiciliari Fabio Ghioni e Rocco Lucia, dipendenti del gruppo, e l’ex giornalista di Famiglia Cristiana Guglielmo Sasinini. Accusati di aver tentato di introdursi nel pc dell’amministratore delegato Rcs e in quello di Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere della Sera.23 marzo 2007 alle 10:40 — Fonte: repubblica.itDossier illegali Telecom, nuovi arresti - Tredici ordinanze di custodia cautelare notificate a uomini delle forze dell’ordine ed ex manager.



Avrebbero ricevuto denaro per raccogliere informazioni riservate raccolte in 30 archivi. Nei guai Tavaroli, Ghioni, Iezzi e l’ex giornalista di Famiglia Cristiana, Sasinini”.

fonte:ju29ro

31 luglio 2007

MA SIAMO RINCOGLIONITI? NOI SIAMO LA JUVE

Mi sembra che parecchi tifosi che si dichiarano Juventini,non abbiano nemmeno sentore di cosa vuol dire, IUVENTUS F.C.: L'ultimo chiaro e lampante esempio l'abbiamo avuto oggi per la formazione del campionato. Il Dott:Cobolli nonche' liquidatore Gigli,accanto al dirigente responsabile dell'inter tutto ossequioso e pomposo,forse lieto di aver distrutto la squadra piu' forte del mondo(su mandato dei soliti noti) ed aver rinforzato la squadra piu' acerrima nemica da sempre.

Inoltre continuano a gettare fango e sterco sulla nostra squadra,in particolare dai giornalisti di Mediaset ed in particolare dal TG5,di cui il giornalista che ha fatto il serivizio,non ha mai smesso di cercare di mettere alla berlina,la nostra Societa'.

Ad ogni incontro importante il fenomeno giornalaio pennivendolo ripeteva: Inter-Juventus dopo la severa punizione di calciopoli............,Juventus-Milan,dopo la punizione derivante dall'effetto calciopoli........... e cosi' via dicendo.

Ora mi domando,se una societa',e badate bene questa Societa' e' la JUVENTUS (se qualcuno non e' convinto, come mi sembra, si rilegga per bene la sua storia) deve ancora subire queste nefandezze,ma i dirigenti cosa stanno a fare? Non ho ancora sentito una parola in difesa ho una presa di posizione affinche' ci venga portato il rispetto che meritiamo. Cari Elkann e corissimo Cogliobolli e in prima fila la faccia di bronzo del Monte Zuma,perche' gli imbrogli,le menzogne,la corruzione e quanto altro,vengono da un'altra parrocchia che tutti sanno l'indirizzo preciso,la dove si coprono reati penali continuati e insabbiati.

La giustizia ordinaria condanna le truffe e le falsificazioni con la interdizione dai pubblici Uffici,la giustizia sportiva,premia con scudetti.Voi state composti e simpatici ma proni e a 90 gradi,vedrete che la JUVENTUS sara' sistemata un'altra volta.

Ma non importa,questa volta non faranno tanta fatica con la formazione che ci ritroviamo e gli acquisti di giocatori strapagati per quello che valgono,mentre i nostri bravi giovani e non, vengono messi in liquidazione,forse per ricordare a Cobollo il vecchio mestiere.Gli acquisti fatti? Nessuno vale oltre i 6Ml,aveva ragione il saggio Bartali "Gli e' tutto da rifare" Jaquinta piu' di 10Ml,ma fatemi il piacere,ci rivedremo quando sara' cambiata la proprieta',questa situazione mi sa tanto di MAIFREDI.

Un grande,grande augurio a tutti quelli che fanno il tifo per Cogliobolli gigli e la sua compagnia,signori preparate i fazzoletti......

P.S.
Mi sa tanto che vogliono eliminare tutti quelli che hanno fatto parte della cerchia di M&G,compresi i giocatori da loro acquistati,perche' a questo punto,per mettere una toppa alc...e che toppa,basterebbe Cannavaro,ma purtroppo puzza di Moggi.
Salute a tutti.

by
BIG KEFFUY

11 luglio 2007

big Moggi e i PUPAZZI della zozzetta dello Sporc . . .

dal quotidiano LIBERO
Comincio a pensare che la “Gazzetta” abbia del tutto smarrito il senso del ridicolo e che questo fenomeno dipenda da un controllo – per così dire – “troppo languido” da parte del suo direttore. Con tutto il rispetto, quello “rosa”, mi sembra un esercito inquadrato dove ogni graduato ha l’unico obiettivo di “tirarmela addosso”, anche quando non sarebbe proprio il caso. Il risultato ? Si genera una gran confusione e si scrivono assurdità. Andate a leggere l’articolo del 7 luglio su Calciopoli: il giornalista descrive uno scenario kafkiano con “uomini dell’ufficio indagini di guardia all’Ata Quark”, che sarebbero schizzati in direzione centro per una perlustrazione all’Hilton alla ricerca del…..sottoscritto. Supposto che quanto scritto sopra sia vero, consiglio agli uomini dell’ufficio indagini di rimanere ben saldi al Quark: lì attualmente proliferano radiati, squalificati e faccendieri vari.
L’articolista di seguito divaga sui suggerimenti che dispenserei a “vecchi e nuovi amici” come se non fosse nel mio pieno diritto parlare con chi voglio. Mi fa specie vedere la rabbia che prende i redattori della rosea quando scoprono che c’è ancora tanta gente che mi stima. Non riescono a sopportarlo e per ripicca danno enorme clamore a qualsiasi cosa si dica contro di me: probabilmente vorrebbero distruggermi anche fisicamente e, quasi sadicamente, portarmi al suicidio.


la competenza , altro che chiacchiere
Rientra questo nei compiti e negli obiettivi di un giornale? Lo chiedo a Verdelli, responsabile di tutto quel che accade nella sua redazione. Al “Candido ma non troppo”, invece, domando: perché ogni tanto non cita fatti che non riguardano il sottoscritto? Ce ne sono così tanti……ad esempio i colloqui intercettati tra Collina e i dirigenti di società ai tempi in cui il fischietto era ancora in attività.
E poi, signor Candido, non prova vergogna ad intervistare Lippi (SportWeek di sabato 7 luglio), dopo aver scritto prima del mondiale che l’ex c.t., Buffon e Cannavaro non dovevano andare in Germania? Mi viene spontaneo rivolgerle con rispetto (data la vistosa differenza di età che c’è tra me e lei) una domanda: come fa a guardarsi allo specchio la mattina? Si ricordi “Non troppo”: alla fine sarò assolto e il mio testimone d’eccezione sarà proprio colui che “sportivamente” (e solo sportivamente per fortuna) mi ha fatto condannare: Guido Rossi. Proprio l’ex commissario della FIGC ha confidato di essere stato messo a capo del Palazzo per far fuori il sottoscritto e Giraudo, salvo poi ammettere che il calcio non è cambiato e “chi comandava 20 anni fa continua a comandare”.

Altro articolista, altro giornale. Mario Sconcerti (“Corriere” di domenica 8 luglio) nel suo pezzo ripete spesso la frase “dopo lo scandalo Moggi”. Vorrei far presente al medesimo (dirigente della Fiorentina nell’anno della dolorosa retrocessione dei viola, ma allora nessuno parlò di “Sconcertopoli”) che assieme al sottoscritto è stata fatta richiesta di rinvio a giudizio per altre 36 persone. C’è l’ex presidente Figc Carraro, ad esempio: nelle sue deposizioni si evidenzia che parlava con me non solo per…. prendermi in giro. Ergo, la mia importanza era pari a zero. E lui era il capo del calcio e parlava (intercettato) contro la Juve e a favore di altri club. Come si fa quindi a chiamarlo “scandalo Moggi”?

Chiudo la rassegna parlando del noto articolista di “Repubblica”, Corrado Zumino. Nell’articolo di lunedì 9 luglio (titolo: “Calciopoli un anno dopo”) il nostro scrive che io, Moggi Luciano, avrei 150 milioni parcheggiati allo Ior, la banca Vaticana. Due considerazioni.
1)
Fino a lunedì neppure sapevo dell’esistenza di tale banca.
2)
Non so nemmeno come sono fatti 150 milioni. In più faccio presente agli interessati di essere stato vivisezionato più volte dalla Guardia di Finanza.

Caro Zunino, farebbe meglio a rifletter prima di scrivere: nascondersi dietro a qualche “vaga rivelazione” di qualche “vago” signore mi sembra quantomeno superficiale. Da questa buffa storia trarrà vantaggio solo la Banca Vaticana per la pubblicità ottenuta. Ma, attenzione: mi dicono che lo Ior non esiste più dai tempi dello scandalo del Banco Ambrosiano. Si parla di circa 15-20 anni fa. Non so se questo corrisponde a verità, ma se così fosse la cosa sarebbe ancor più ridicola o…….forse ancor più seria

22 giugno 2007

Tergiversando :D

Le verità di calciopoli : la Juventus condannata per non aver commesso il fatto . - di giuseppe1950

Le verità di CALCIOPOLI sparate dai media asserviti al nuovo ( vecchio ) potere , con la gazzetta e il corriere in primis , seguiti a ruota dai giornali di Roma , mia città natale , precisamente un anno fa , in piena trance del ‘ dagli all’untore ‘ , contro i vari Moggi , Girando , Bettega , la Juventus e il suo magazziniere , oggi nell’opinione pubblica comincia a serpeggiare qualche dubbio su come si è giunti a condannare la Juventus per non aver commesso il fatto .

Del resto , già nel cappello , la sentenza emessa da Sandulli & C. con le parole ‘ abbiamo cercato di comprendere il comune pensiero della gente ‘ dimostra che il processo farsa non era un processo ma appunto una farsa . Un processo celebrato nei bar e una sentenza emessa dall’oste in qualità di presidente della corte e dai clienti come giurati , per la verità di fumi alcolici . Le verità di allora cominciano ad avere i connotati opposti delle menzogne orchestrate a modo e a tempo . Del resto la torbida storia della Telecom , con la sua intelligence all’interno , con Tavaroli & Cipriani , e il povero Bove morto ammazzato , in pieno scandalo calciopoli . Che guarda caso si sarebbe lanciato giù da un cavalcavia di Napoli prima di cambiare casa , soprattutto spinto da un’eccessiva gioia , confermata dalla moglie e dal padre che non credono assolutamente a tutto oggi , che possa essersi suicidato . A chi avrebbe fatto comodo l’eliminazione della Juventus e Di Moggi e Girando ? Non credo alla Roma , né tanto meno alla Lazio , men che meno alla Fiorentina .
Dunque .
Rimangono due società : Milan ed Inter .
Due società da sempre potenti , anche se non sempre vincenti . Chi dava fastidio ed era padrona della ribalta e più spesso vinceva senza spendere fior di capitali ?
La Juventus . Due + due fa quattro . Quindi .A suo tempo ,nelle notte dei lunghi coltelli , si sarebbe potuto e dovuto parlare a lungo del come si costruiscono prove a carico di qualcuno , di come si cancellano certe frasi , di come si cambiano i si coi no e viceversa , di come si fanno sparire certe telefonate che avrebbero dimostrato che tutti ci si comportava allo stesso modo ………., ma sarebbe stato troppo lungo l’elenco ed anche noioso per me e penso anche per chi mi legge e per tutti . Ma per la Giustizia , quella con la G maiuscola , avrebbe dovuto essere un dovere amministrare la legge con meticolosità approfondendo i fatti e ammettendo al dibattimento anche le prove a discarico , cosa che non s’è voluto fare nel processo celebrato di fronte all’oste e ai giurati avvinazzati a dovere dai media assetati di vendetta .

Spero solo che in futuro ridiano il maltolto alla Juventus con mille scuse e contribuiscano con qualche centinaio di milioni a ricostruire almeno la sua potenza economica . Anche se è una magra consolazione vedere riconosciuto a posteriori il torto subito con nel cuore l’amarezza di essere stata spinta nelle fauci infernali della B per non aver commesso il fatto . Chi oltre al vile denaro ti può ridare indietro il perduto onore ? Nessuno se non Dio . Specie se ti hanno ucciso l’anima senza peccato .
Un ex tifoso di calcio .

P.S. : SCOMMETTIAMO CHE IL REATO CONTESTATO ALL’INTER CADRA’ IN PRESCRIZIONE ? COME TUTTI I REATI COMMESSI DALLA BENEAMATA E MAI , DICO MAI , PUNITI DALLA GIUSTIZIA ( SI FA PER DIRE ) SPORTIVA ?

fonte:
http://www.juworld.net/articolo.asp?id=4657

21 giugno 2007

Appunti di POST -

Ieri sera al corto di programmi visibili,per mera curiusita' mi sono sintonizzato su 7gold la TV degli interisti.Erano come al solito presenti: Corno,Scarpini,Ferri,quell'altro pseudo giornalista anziano che e' sempre in prima fila per dire stronzate a favore dell'inter,una altro tifoso interista.

Dall'altra parte sedevano: Un avvocato giovane ma bravo,un giornalista che non conosco,ma favorevole alla JUve e finalmente un tifoso bianconero.
Dopo aver disquisito sul caso Inter(iscrizione al campionato,falso in bilancio) che si e' definito ,come ci si aspettava,considerandolo un peccato veniale,per controbilanciare il caso Inter sono ritornati sulle intercettazioni telefoniche di Moggi e la Juve.
Ha preso la parola questo avvocato,giovane ma in gamba,e' a sgombrato subito il campo dicendo che non vi erano elementi ne prove per dover processare la JUve, ne in campo sportivo, ne in quello penale,in quanto le intercettazioni telefoniche fornite dalla procura di Torino erano gia' state archiviate e quindi prive di elementi probatori.
Alche' gli viene fatta la domanda: Ma l'avvocato Zaccone perche' ha chiesto la B con penalizzazione?
Risposta: Io non so quale carte avesse in mano il collega Zaccone e non posso giudicare il suo comportamento perche' non conosco i motivi,certo e' che il Sig.Rossi oltre a nominare tre nuovi giudici di suo piacimento e di aver ridotto i tempi da dieci a cinque giorni per la presentazione degli atti a difesa,credo proprio che i tempi accordati non permettessero di svolgere un profiquo lavoro.
Scarpini: Ma sulla distribuzione delle schede telefoniche svizzere cosa ne pensa?
Risposta: Vi e' una legge del 1981 sulla concorrenza aziendale e commerciale che permette alle aziende ed ai suoi rappresentati di proteggere con ogni mezzo i segreti aziendali , quindi possono usare qualunque dispositivo tecnico ed elettronico per non farsi captare od intercettare interessi o sistemi che rientrano nell'interesse aziendale,non dimenticate che la Juventus e' una S.P.A e per di piu' quotata in borsa.
Interlocutore: Quindi Moggi e la Juventus non hanno commesso nessun reato?
Risposta: A mio modo di vere proprio no.
A questo punto la conduttrice del programma annuncia una sorpresa,ma prima Corno ha un'altra domanda da fare: Come mai i sorteggi delle partite erano truccati,e le palline sono state sequestrate da Carabinieri? (sosta Pubblicitaria)

La sorpresa e' il Sig.Bergamo al telefono,che subito risponde a Corno,dicendo:
Caro Corno Lei sta dicendo delle falsita' gratuite in quanto ai sorteggi era sempre presente un notaio il quale certificava,alla fine dei sorteggi che tutto si era svolto secondo le leggi ed i regolamenti apponendo il bollo e la firma su ogni verbale. Le diro' di piu',le palline le estraeva un giornalista estratto a sorte dalla Associazione Giornalisti settimana per settimana.

Scarpini:Scusi Sig.Bergamo ma lei e mai stato in possesso delle SIM svizzere?
Risposta. Le rispondo con un no secco e se poi ne fossi stato in possesso niente cambiava. Conduttrice: Qui abbiamo le intercettazioni con Moggi le possiamo leggere?

Bergamo: Mi legga quelle di Galliani,Facchetti e tutti gli altri presidenti e dirigenti che mi riempivano la casa e l'ufficio di telefonate,legga le legga...............

Cominciamo a vedere delle macchie di petrolio lungo il corso del Fiume...........Io aspetto ancora.

big keffuy

19 giugno 2007

Appunti di POST - big keffuy


ROSSI quanti ROSSI tutti ROSSI


Guido Rossi il rimescolatore delle carte, era stato assunto a parametro ZERO dall'INTERcettatori e poi ceduto a ZERO al quoto. L'altro Franco,un poveretto che si e' consumato per 18 anni con il rospo in gola per il campionato e 40 anni per la CL.,lascetelo sfogare si strozzera' da solo,presto gli cadranno in capo tutte le zozzerie che giacciono nel casseto di Borrelli.
Gia' Borrelli,lui che aspetta da tanto tempo un pentito,perche' non chiede a Guidino sciarpino di pentirsi e di cantare a mo di cornacchia con petto in fuori ed aria severa come fece alla Camera dei deputati un bel po di tempo fa con la scopa in mano per la pulizia del calcio. Peccato che si sia ritrovata la scopa ma il manico no.
E che dire degli altri ucellini e uccellacci,sempre rossi,che salirono sul carro dei vincenti dopo aver gettato concime sulla Juventus ed ora sono incazzati perche' il concime se lo sono trovato in casa?
Ah quanto avete ragione,carissime a non voler nemmeno un polsino rosso alla nuova maglia della Juve.

Per finire sempre per Franco Rossi,ogni volta che parla di Juve gli viene la congiuntivite e si che i colori bianconeri sono riposanti,ma lui vede rosso ugualmente.E non ti scaldare troppo quando parli ti potresti strozzare davvero!
Che bei colori BIANCONERO-BIANCONERO-BIANCONERO

18 giugno 2007

CIAO


05 giugno 2007

Paolo LIQUORI ?

Nel sondaggio nemmeno una testa di cazzo a lui? ad esso ?
Capisco che zigggliani li batte tutti... però x parcondicio
ekekkazz èppeccato .