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12 aprile 2010

JU29RO

Ci droga l'informazione
FONTE jU29RO

_ Che le redazioni sportive di giornali e tv siano piene di commentatori tifosi e vi manchi proprio l'informazione era ed è un dato di fatto, ma sulla vicenda di Calciopoli non si era mai arrivati, neppure nella primavera-estate 2006, ai livelli veramente miserevoli di informazione viziata come in questi giorni. Peggio della stampa di regime: orrori di stampa che non si possono più accettare, che vanno denunciati, che da parte nostra denunciamo con forza.

L'ultimo episodio è davvero scandaloso, sintomo ormai di una stampa non solo senza memoria, ma anche senza vergogna. C'è stato, da Napoli, uno spiffero anonimo secondo il quale gli inquirenti avrebbero trascritto e messo agli atti intercettazioni riguardanti anche l'Inter. Nella speranza di trasformare un raglio d'asino in un Va pensiero, quello spiffero avrebbe voluto sostenere che nell'indagine di Napoli erano state valutate tutte le intercettazioni e non si erano trascritte solo quelle ritenute innocenti.

Nella redazione di ju29ro.com sono bastati pochi minuti per verificare che quelle intercettazioni (telefonate tra Facchetti e Pairetto dell'ottobre 2004) riguardavano materiale dell'indagine svolta a Torino, non a Napoli, e che quello spiffero era un raglio d'asino e basta. Nell'arco di una mezz'ora è arrivata alle agenzie una nota dell'avvocato Prioreschi, difensore di Moggi, che rinfacciava alle fonti anonime di Napoli di essere loro a fare disinformazione allo stato puro: quelle trascrizioni riguardavano appunto la procura di Torino e non dimostravano proprio nulla sull'adeguatezza delle valutazioni dei p.m. napoletani.

Chiunque sia ancora libero di ragionare con la propria testa fa infatti in fretta a capire che se da Napoli, per far vedere che hanno valutato i comportamenti dell'Inter, possono fare appello solo alle trascrizioni disposte dalla Procura di Torino, allora vuol proprio dire, ed è la tesi dei difensori di Moggi, che gli inquirenti dell'indagine napoletana le intercettazioni riguardanti Moratti e Facchetti (e ce n'erano tra le 170.000 a disposizione del comando del colonnello Auricchio) non le hanno mai trascritte, nessuno le ha quindi valutate e, forse, neppure mai sentite,

Uno spunto giornalistico di grande interesse, uno spunto che consentiva di informare senza tante elucubrazioni, e com'è comunque doveroso, i propri lettori, uno spunto che rimanda al processo in corso a Napoli, al suo procedimento e alle sentenze che i giudici saranno chiamati ad emettere valutando le accuse, gli elementi di prova e quelli portati a discarico dai difensori degli incolpati. Niente di sensazionale, succederebbe così dappertutto, dagli Stati Uniti allo Zimbabwe; cos'è successo, invece, nelle redazioni sportive di Corriere e Gazzetta?

E' successo che il sito della Gazzetta ha fatto subito da megafono alle indiscrezioni che arrivavano da Napoli e non ha riportato neppure a distanza di ore, la replica dell'avvocato Prioreschi; sul relativo blog i visitatori notturni, eccitati dalla notizia drogata hanno riproposto i loro sfoghi "di pancia" contro Moggi e in difesa del compianto Facchetti, Moggi e la Juve ladri da sempre, l'Inter di Moratti esempio di fulgida onestà. Dalle istituzioni si raccomanda un dibattito pacato; si possono accettare situazioni di tale bassezza, capaci di incendiare una situazione che già di suo è incandescente?

Ancora peggio per l'edizione cartacea, quella più ragionata, quella di testa e non di pancia: sul Corriere della replica dell'avvocato Prioreschi non c'è traccia; sulla Gazzetta è in fondo ad un lungo articolo, dopo gli interventi dei politici ma sulla sostanza della polemica il giornale non prende posizione, come se alla Gazzetta non avessero in archivio il materiale relativo all'indagine di Torino per controllare; come se dalle redazioni sportive milanesi si fossero vergognati di dire che quello che arrivava da Napoli era un incredibile autogol.

Così, mentre i tifosi più ultras si sono sfogati con i loro improperi e volgarità anonime via Internet, la Milano perbene ingoia distratta la bufala che i pm napoletani non hanno trascritto solo le telefonate innocenti. D'accordo che le redazioni sono piene di commentatori tifosi, d'accordo che i quattro " giornalisti" sportivi che hanno a suo tempo consegnato una medaglia a Magath per il gol della finale di Atene contro la Juve hanno fatto tutti una bella carriera e due pontificano ancora adesso, ma possibile che le redazioni siano così mal ridotte quanto a professionalità?

Evidentemente non è possibile. Non si tratta di informazione poco professionale, ma di informazione drogata, e drogata in modo molto raffinato, una patologia che potrebbe aver deturpato irrimediabilmente l'intero sistema calcio: redattori tifosi e pusher (o pupari) nell'ombra. Come se la verità di Calciopoli non possa e non debba essere diversa da quella frettolosamente messa in piedi nell'estate del 2006 dal Commissario Straordinario della Figc, prof. Guido Rossi, arrivato all'improvviso da Milano e all'improvviso tornato a Milano (in Telecom, allo scoppio dello scandalo dello spionaggio).

E così, a fronte degli inviti del presidente Abete, si continua ad alimentare un sentimento di odio contro chi, così si è detto a Milano, vorrebbe rovesciare la verità; i difensori di Moggi e i tifosi juventini, secondo questi scienziati del nulla che vanno in estasi per i ragli d'asino, starebbero tramando per far passare l'idea di una Calciopoli Due, dove l'Inter sarebbe colpevole e la Juve di Moggi e Giraudo innocente.

Basterebbe offrire un minimo di informazione e i lettori capirebbero che non è così, che anche da Milano arriva un raglio di un tifoso, che c'è una larga parte di opinione pubblica che chiede solo di accertare la verità, come succede a tutte le latitudini e in tutti i Paesi normali. Quella verità che, come insegna la storia, la stampa di regime pretende di gestire in proprio, con cortigiani, nani e ballerine e per conto dei suoi re.

04 dicembre 2007

Indagine sulle sentenze sportive

Indagine sulle sentenze sportive: interrogato Ronzani.
di Andy54 ( fonte :
JU29RO )

La settimana scorsa è avvenuto qualcosa d'importante che, come al solito, abbiamo prima voluto "ruminare" per poi esprimere i nostri commenti, ampiamente discussi in un forum con tanti tifosi juventini. Ecco l'articolo di "La Repubblica" letto sul sito violanews:

Le sentenze di Calciopoli finiscono ufficialmente sotto inchiesta: nei giorni scorsi i pm di Napoli hanno interrogato, in gran segreto, Pier Luigi Ronzani, il giudice che scrisse le ultime sentenze del più grande scandalo della storia del pallone italiano, quelle che condannarono le squadre per salvare, di fatto, i dirigenti, a partire da Franco Carraro. Un interrogatorio lampo, quello di Ronzani. Nel corso del quale l´ex presidente della Camera di conciliazione e arbitrato del Coni, la cassazione dello sport, è stato molto esplicito: «Alla vigilia dei processi di Calciopoli - questo il senso delle sue parole - il presidente del Coni, Gianni Petrucci, mi ha avvicinato: voleva che non prendessi alcuna decisione sulla posizione di Franco Carraro». I sostituti procuratori napoletani, Beatrice e Narducci, così come altri addetti ai lavori, avevano sempre guardato con una certa diffidenza, per non dire sospetto (1), agli esiti degli arbitrati che un anno fa avevano stravolto le decisioni del giudice del primo e del secondo grado sportivo. Questa estate i loro sospetti avevano trovato una prima precisa conferma, quando nell´ambito di una inchiesta della procura di Bologna (che indagava su un caso di malagiustizia sportiva relativo al basket, il cosiddetto "caso Lorbek"), emerse un´affermazione "anomala" resa sempre da Ronzani: «Dopo le vicende che mi hanno visto protagonista sui lodi di Calciopoli - spiegò - sono entrato in contrasto con Petrucci. Motivo di tale contrasto è stato il lodo Carraro in merito al quale fui avvicinato da Petrucci, che mi sollecitò ad una soluzione diversa da quella che poi ho adottato. In particolare mi chiese di dichiarare l´incompetenza della camera motivandola con aspetti tecnico-giuridici. La mia convinzione era invece diversa». Letti gli atti dell´indagine bolognese, i pm napoletani hanno deciso di sentire personalmente il testimone (che nel frattempo è stato silurato dal Coni, assieme all´intera Camera di arbitrato, abrogata).

Ronzani ha confermato parola per parola, dettagliando ulteriormente, quanto dichiarato in un primo momento (e cioè le pressioni del Coni sulla Camera da lui presieduta) gettando una nuova luce sugli esiti di Calciopoli. Anche perché, sempre da Bologna, sono arrivate le altre carte che raccontano di una Camera arbitrale tutt´altro che impermeabile alle pressioni dei massimi vertici dello sport italiano (2).Le nuove dichiarazioni di Ronzani verranno adesso utilizzate nel corso del processo penale che comincerà il 15 dicembre a Napoli (3). Contemporaneamente, però, il verbale reso da Ronzani al pm di Bologna è finito anche sulla scrivania dei magistrati romani che stanno valutando «eventuali profili penali» relativi al comportamento del presidente del Coni Gianni Petrucci.

Note:
(1) - Stralcio dell'intervista di Beatrice&Narducci di giovedì 12 Luglio 2007:NAPOLI - (Ansa) "La delusione e lo scetticismo per le istituzioni sportive credo sia generale. Alcuni risultati erano stati raggiunti nella sentenza di primo grado, poi sono stati annacquati fino agli arbitrati, avvantaggiati da un clima che in Italia muta facilmente: o forcaioli o lassisti. Il garantismo è un’altra cosa'’. Così il pm di Napoli Filippo Beatrice titolare dell’inchiesta su calciopoli insieme con il collega Giuseppe Narducci in un’intervista che i due magistrati hanno rilasciato all’‘’Espresso'’ e di cui il settimanale ha diffuso oggi un’anticipazione. Il pm è convinto inoltre che il cosiddetto sistema Moggi abbia falsato più campionati, oltre quello 2004-2005 al centro dell’inchiesta: "E’ evidente che è cosi’. Ci sono fatti che fanno capire che le cose non siano nate certo nell’autunno 2004.Occorreva però la collaborazione delle persone che non c’è stata".

Il mondo del calcio è così marcio? ‘’Non e’ molto diverso dall’Italia, riflette una serie di meschinità del paese'’, ha risposto il magistrato. E Narducci ha sottolineato che il calcio ‘’andrebbe rifondato'’. "Guido Rossi - ha affermato - è durato troppo poco. Del resto dopo la politica e l’imprenditoria restavano i santuari del calcio". .........I pm della procura di Napoli si sono anche soffermati sui commenti alle sentenze sportive fatti da magistrati che si sono occupati della vicenda. "Subito dopo la sentenza di secondo grado - ha ricordato Narducci - mi colpi’ l’intervista a Mario Serio, componente del collegio, che spiegava perchè la Caf aveva ridotto le sanzioni di primo grado. Se fosse stata rilasciata da un qualsiasi giudice ordinario avrebbe comportato iniziative anche gravi. Valutazioni dell’illecito sportivo sopravanzate da altre di ordine generale: gli umori dell’opinione pubblica, l’auspicio di provvedimenti di clemenza, la partecipazione dell’Italia ai Mondiali.

Non scherziamo, giudici ordinari, amministrativi, sportivi: tutti dobbiamo avere l’assoluta certezza che i magistrati chiamati a giudicare lo facciano sulla base rigorosa dei fatti e non di elementi al di fuori del processo. Invece certi commenti post sentenza, anche quelli del presidente della Corte federale Piero Sandulli, mi hanno inquietato" (Ju29ro Team: noi siamo inquietati anche dai commenti pre-sentenze).

(2) - Stralcio dell'articolo di Mensurati su La Repubblica del 10 agosto 2007I veleni del Coni su Calciopoli. Le sentenze nel mirino dei pm. ROMA - Quanti avevano storto il naso di fronte agli esiti del processo sportivo di Calciopoli - con le sostanziali assoluzioni, passate sotto silenzio, dei principali protagonisti di quella stagione, da Carraro e Della Valle in poi - non potranno perdersi gli sviluppi dell'imprevisto scandalo estivo che ha investito i vertici del Coni a partire dal suo presidente, Gianni Petrucci. .............Le intercettazioni telefoniche operate dai Nas di Bologna hanno messo in evidenza - lo sostiene il pm Lorenzo Gestri - "un quadro impressionante di contatti incrociati fra rappresentanti dei vertici delle istituzioni sportive, dirigenti della Pallacanestro Treviso e funzionari della Camera di conciliazione (la massima autorità di giustizia sportiva, che ha detto l'ultima parola sia nel caso Calciopoli sia in quello Lorbek-Benetton ndr) certamente idonei non solo a sollevare dubbi sull'effettiva genuinità dell'esito finale della giustizia sportiva (...) ma, ancor più, a minare in radice la credibilità di garanzia, trasparenza e terzietà che dovrebbero tradizionalmente contraddistinguere l'operato ed il funzionamento dei vertici istituzionali dello sport nazionale".

Sempre Ronzani rafforza la sua accusa raccontando come, durante i giorni concitati del lodo Lorbek, un ruolo quanto meno anomalo fu giocato da Stefano Bovis, funzionario dell'ufficio legale del Coni. Sapeva cose che i giudici avevano appena deciso nel segreto della camera di consiglio e che quindi erano state apprese certamente da uno dei componenti della giuria. Una doppia rivelazione, quella di Ronzani, che da un lato precipita nel più cupo imbarazzo la massima carica dello sport italiano e dall'altro risponde alla domanda che in molti (magistrati di Napoli compresi), in questi giorni, si sono ripetuti: "Ma se per il lodo Benetton è successo tutto questo casino, per la Juventus e il Milan cosa è successo?".

(3) - Noi sappiamo che il 15 dicembre ci sarà l'udienza davanti al GUP. Se ci sarà o meno un processo si deciderà in quella data. Forse a Repubblica sono già oltre?

COMMENTO - Il Coni, ad agosto ha emesso questa la nota, "respinge inoltre giudizi riguardanti la messa in discussione della credibilità di garanzia, trasparenza e terzietà dell’operato dei vertici istituzionali dello sport nazionale, ricordando come in data 22 marzo, il presidente Petrucci scriveva una lettera riservata personale al presidente della Camera di Conciliazione e Arbitrato, Pier Luigi Ronzani, rappresentandogli, qualora il caso Lorbek fosse giunto dinanzi alla Camera di Conciliazione e Arbitrato, che la stessa avesse mantenuto i necessari caratteri di autorevolezza, indipendenza e trasparenza, come di norma stabilito".Petrucci, leggendo la nota, si sarebbe mosso in anticipo, con zelo, per spiegare a Ronzani quelli che erano i compiti del suo incarico. Mah. Dalle notizie attinte dalla stampa possiamo formulare l'ipotesi che il timore di Petrucci potesse essere, fin da subito, il veder crollare il castello di Calciopoli e della giustizia sportiva in generale. Spinto da questo timore si sarebbe "interessato" affinché la Camera Arbitrale dichiarasse l´incompetenza, motivandola con aspetti tecnico-giuridici: che si trattasse di Carraro, Moggi o il basket era indifferente. La Camera Arbitrale presieduta da Ronzani adotta motivazioni tecnico-giuridiche per Moggi e Giraudo: non decide perchè i soggetti non erano più tesserati (stessa "posizione" che avevano anche prima che iniziasse il processo).Petrucci, par di capire, avrebbe avuto piacere che l'Arbitrato "sterilizzasse" le sue prerogative per confermare la linea dei processi. Ronzani, invece, non era d'accordo e ribadì il potere che il ruolo gli concedeva: l'Arbitrato trattò molto bene Carraro.Per quanto riguarda i pm di Napoli: dall'interrogatorio di Ronzani hanno attinto altro materiale da utilizzare per "provare" il ruolo di Carraro o per "definire" il ruolo ed il potere di Petrucci legato alle sentenze sportive?L'ipotesi di un Carraro sodale di Moggi, che già a nostro parere regge poco, può essere allargata a Petrucci? Lo reputiamo difficile. Come sarebbe possibile sostenere che Petrucci apparteneva allo stesso "disegno" e fosse dalla parte di Moggi quando è lui l'autore della nomina di Guido Rossi, quando tutti i dirigenti hanno ottenuto tangibili "sconti di pena" salvo Moggi, Giraudo, De Santis ed i designatori?Ne sapremo di più a breve. Intanto son tornati a suonare i primi "tamburi di guerra", quelli fatti di articoli e apparizioni TV, quelli che lo scorso anno funzionarono benissimo nel generare il sentimento popolare che gran peso ebbe nelle sentenze. "Sentire popolare" che influenzò la prima sentenza di Ruperto come la seconda di Sandulli: il pm Narducci, come abbiamo letto, contesta solo il "sentimento popolare" tenuto in conto dalla CAF e riferito dal giudice Serio. Siamo sicuri che nelle prossime settimane i "tamburi di guerra" si moltiplicheranno: quello che riguarda la Juve "tira" sempre bene. Processo-doping docet.

02 novembre 2007

APPUNTI DI POST

SE QUELLO CHE SCRIVE FRANCO I.................
MISTER K


fosse vero e cioe' che j1897 chiude per il marchio,si andrebbe ad aggiungere all'applausomentro di Cobolli per la consegna del titolo all'inter e per le congratulazioni e ringraziamenti fatti a Moratti per l'acquisto di Ibra e viera.Siamo la succursale dell'inter e quindi i nostri comandanti non accettano movimenti dal basso che possano far venir meno le porcherie fin qui messe in essere. Questi sistemi sono gli stessi adottati dai partiti e dalle banche,non pestiamoci i piedi e mettiamo il bavaglio alla plebe. In un paese civile se fosse stato tale,si doveva fare un'analisi spietata sui meccanismi che hanno originato lo speudo scandalo.

Se in Italia ci fosse qualcuno che fa vera informazione,lo scandalo calciopoli sarebbe stato subito smontato,ma ora come ora di informazione non se ne vede l'ombra. Comunque,piano piano il castello si sta smontando mattone dopo mattone. Era talmente semplice e banale capire che i nuovi proprietari c'erano dentro fino al collo,che fin dal giugno 2006 lo scrivevamo gia' sulle pagine di questo forum. Oggi gli stessi che si sono sempre nascosti e che non hanno voluto difendere al Juventus,come merita ogni entita' civile ha sacrosanto diritto,vengono piano piano scoperti ed i loro raccapriccianti silenzi e comportamenti,sono svelati da chi ha ricavato benefici, onori e riacquistato la notorieta' ormai sepolta,con il compiacente e colpevole avallo di chi avrebbe dovuto combattere e stroncare i suoi detrattori dal punto di vista legale e morale.Cio' che e' veramente accaduto nello scandalo calciopoli,viene alla luce con mezze frasi,dette e non dette,a mezza voce,sospirate o soffiate all'orecchio,poiche' la paura e' tanta che gli scheletri riposti nell'armadio possano uscire e dar vita ad una nuova e raccapricciante HALLOWEEN.

La riva del fiume non l'abbandono,comincia a passare qualcosa sempre piu' importante.
Un saluto a tutti.

JUVE SEI LA SQUADRA DI SEMPRE (solo la squadra)

big KEFFUY

24 ottobre 2007

APPUNTI DI POST

Buffoni !

Lo so che non c'entra niente, ma i piloti della McLaren hanno dichiarato che vincere i mondiali a tavolino non è sportivo (Hamilton dopo tre giorni, evidentemente si è reso conto della situazione).Dentemarcio si è preso il nostro tricolore, Cobollo l'ha applaudito e non ci ha pensato minimamente alla sportitivà, era talmente sfigato che per vincere qualcosa ha dovuto allestire una farsa e chiamare quel mastino del Gabibbo per portarsi a casa un titiolo che mancava da 17 anni!Cobollo ha dichiarato che la Juve deve fare come la Ferrari, peccato che sulla Ferrari piovono pingui investimenti ed è stata difesa adeguatamente.La Juve è stata mandata in serie B e tanti saluti.

Tra l'altro non mi pare siano stati organizzati finanziamenti faraonici per il mercato e quei pochi soldi elargiti sono stati spesi male, abbiamo assistito a delle farse indecenti per i rinnovi e non riesco a cogliere alcuna similitudine con la Ferrari.La Ferrari non è stata punita, è stata spiata e depredata dei suoi progetti dall'avversario invidioso.La FIA ha emesso una sentenza parzialmente ridicola, probabilmente per non danneggiare troppo la scuderia inglese, d'altro canto, si sa, la FIA non è certo filoferrari.

Ma la Ferrari è stata difesa benissimo e non è colpa di Montezemolo se non è stata azzerata anche la classifica piloti McLaren.Dunque, è l'avversario scorretto a non aver ricevuto la giusta condanna.Anche la Juve è stata spiata, seguita e controllata e una volta accortasi del marcio, ha usato la stessa moneta, con la differenza che abbiamo pagato solo noi.Il peccato originale è stato quello di aver adottato due pesi e due misure.

DOVEVANO PAGARE TUTTI!
Dentemarcio ha azzannato uno scudetto non suo e ha ricevuto pure gli applausi, un po' come se un cittadino venisse rapinato in casa, preso a mazzate dal ladro e dopo invece di farlo arrestare lo ringrazia!Diciamo che la Nemesi potrebbe darci una mano e restituirci ciò che ci è stato vigliaccamente rubato, ma paragonarci alla Ferrari, scusate, mi pare alquanto fuori luogo.Montezemolo, nel suo delirio di euforia, parla di quanto è diventata simpatica la Juventus, che bello la lotta con l'Albinoleffe!!!! WOW!Qui si è persa la ragione e la via maestra!

Ma cosa stanno dicendo? A me è venuto il vomito vedere la Juve giocare con l'Albinoleffe e non perchè giudico male la squadra cadetta, non sia mai, ma perchè non dovevamo essere lì a mangiare la polvere, mentre i veri ladri si spartivano champions e scudetto!L'ipocrisia di questa gente è impagabile, non so se si rendono conto che 14 milioni di tifosi si sentono presi per i fondelli o no!E' facile pontificare adesso che la Juventus è seconda, ma se per disgrazia (tocco tutto quello che porta buono...) la Juve non dovesse arrivare in zona champions, a cosa ci attacchiamo? Al tram, ai Simpson (questa è del grande Steve) di Galileo Ferraris, o al destino cinico e baro?

Basta con questi slogan da purificati, mi sono stracciata i maroni!Come al solito, i grandi campiùn d'Italia, pensano che il passare del tempo cancella e richiude ogni ferita!Eh no! La ferita è aperta, sangunanante e provoca ancora dolori atroci!Anche se la Juventus dovesse vincere il suo 28^ scudetto, non avremo la terza stella sul petto perchè qualcuno ce l'ha portata via, perchè ufficialmente non è il 30^ tricolore, ma io mi farò confezionare una maglia vera, anzi dovrebbe essere la società a farlo!

BY BIG MONICA

23 ottobre 2007

INTERcettazioni e Pedinamenti

Da Adriano a Christian Vieri. In casa Inter non si riesce proprio a stare tranquilli neanche mezza giornata. Infatti dopo le scintille tra Roberto Mancini e Adriano al momento della sostituzione di reggio calabria sono arrivate le parole di fuoco di Christian Vieri.

Il Bobo nazionale che a Firenze e nella Fiorentina sta ritrovando lo smalto di un tempo ha ricordato la sua avventura nerazzurra, ma soprattutto la brutta vicenda dei pedinamenti: "E' uno schifo quello che hanno fatto, voi non sapete bene ancora quello che è successo - ha detto ai microfoni di Sky - Abbiamo cominciato da due settimane, siamo già andati in tribunale e alla fine farò vedere tutto quello che hanno fatto. Perché ho tutti i documenti e quello che hanno fatto. Di persone importanti che hanno fatto certe cose... non c'era motivo di fare queste cose qua con un giocatore o con chiunque sia".


Vieri ne ha anche per Massimo Moratti: "Se mi aspettavo che facesse una cosa del genere? Una cosa così no. Perché, come ho detto, non c'era motivo. Ora non è il momento di parlare di certe cose, di dire certe cose, come ho detto ci sono i legali che stanno lavorando e tanto alla fine verrà fuori la verità e quando verrà fuori tutti vedranno quello che hanno combinato".

Le ultime parole sono per Adriano che continua ad attraversare un momento difficile all'Inter: "I problemi li ho avuti io e tutti i grandi campioni. Prima ti amano, poi ti odiano, poi ti amano e poi ti odiano di nuovo. E' sempre così, i problemi che ci sono vengono sempre fuori perchè dovrebbero difendere di più i giocatori. Invece l'Inter li lascia sempre allo sbaraglio".

18 ottobre 2007

10 ottobre 2007

Castelli di RABBIA

Per qualche telefonata, per lo più per vantarsi, a detta di Borrelli, e altri reati di cui si sono macchiati tutti, la Juve è finita in serie B.L'impianto accusatorio, per risultare credibile, conteneva le malefatte di altri club, ma l'obiettivo era la Juve.

Ogni giorno si smonta il castello e divente sempre più chiaro il disegno omicida ai danni della nostra amata squadra.Le squalifiche ai presidenti e dirigenti sono state sensibilmente ridotte, tranne che per M & G.Gli arbitri hanno ripreso il loro lavoro, poi è arrivata l'accusa di associazione a delinquere e Gussoni ne ha sospesi 3 o 4, eppure il campionato 2006-2007 è filato via liscio nell'irregolarità più totale!Tedeschi si dimette e arriva il sempiterno Gussoni, uomo dall'ombroso passato.Agnolin se ne va e chiamano il Pelato con le brankie, chissenefrega se è a libro paga di nanoconrialzo.Dentemarcio e Fester falsificano bilanci, firme e iscrizioni, Palazzi si sveglia sul filo delle prescrizioni (prescrizione che per Dentemarcio è scattata salvando la sua faccia).

Teotino denuncia Bergamo e Pairetto, accusandoli di aver manipolato il sorteggio Roma-Juve, la corte d'appello di Roma gli dà torto e la notizia passa sotto i zerbini, nemmeno la nostra arrembante dirigenza se n'è accorta.Da ultimo, il deferimento di Delio Rossi per la telefonata fatta a Lotito in tema di ammorbidimenti; i giornalai stanno già procedendo all'assoluzione perchè tanto non è una cosa grave, in fondo Lotito parlava d'altro...se era meglio il Vernel o il Coccolino.Tutti parlavano d'altro, sono stati fraintesi, Meani ha i suoi ristoranti, Collina i suoi sponsor, Paparesta le sue consulenze, Dentemarcio i suoi men in black e Nanoconbandana i suoi dicasteri, SOLO MOGGI E GIRAUDO PARLAVANO DI CALCIO!

Ogni giorno una coltellata!Come mai la proprietà continua a tacere? Sta seguendo una precisa strategia o non gliene frega niente?

P.S. Il ciuffo mancio si è comprato un modesto gommone da 35 metri, Pirelli Pizero...cos'è un premio fedeltà?

BY BIG MONICA

03 ottobre 2007

ANAJ - Associazione Nazionale Amici della Juventus

Lunedì scorso circolò la notizia che il dottor Nocerino, un vero ma­gistrato, a coronamento di una vera indagine giudiziaria, aveva for­malmente accusato di falso in bilancio i dirigenti del Milan e del­l’Inter (l’illecito, grave, consiste nell’aver gonfiato i bilanci grazie a plusvalenze fasulle create attraverso compravendite di giocatori ipervalutati).

Questa è una colpa grave per la giustizia ordinaria; non può non esserlo anche per la giustizia sportiva; e nel caso del­l’Inter significherebbe addirittura iscrizione irregolare al campio­nato. Una vera notizia da prima pagina per i giornali sportivi. Una notizia molto importante per i quotidiani e le televisioni.Il giorno dopo i giornali sportivi, tranne Tuttosport, relegavano la notizia nelle pagine interne (avendo cura di sottolineare le tesi a di­fesa degli inquisiti); gli altri giornali dedicavano all’argomento po­che righe.

Le televisioni liquidavano il tutto in pochi secondi. Un an­no e mezzo fa, quando si trattava di Juventus, gli stessi giornali e le stesse televisioni sparavano in prima pagina e in prima serata le lo­ro sentenze, basate sulla diffusione illegale di intercettazioni telefo­niche. Questo diverso trattamento non si spiega con argomenti di ti­po professionale. Ma si spiega benissimo con il servilismo diffuso di molti giornalisti nei confronti del Palazzo del calcio. Qualcuno, poi, dedicava un paio di righe al fatto che la giustizia sportiva, da tem­po informata, non si era mossa perché in attesa delle conclusioni del­l&# e in prima serata le lo­ro sentenze, basate sulla diffusione illegale di intercettazioni telefo­niche.

Questo diverso trattamento non si spiega con argomenti di ti­po professionale. Ma si spiega benissimo con il servilismo diffuso di molti giornalisti nei confronti del Palazzo del calcio. Qualcuno, poi, dedicava un paio di righe al fatto che la giustizia sportiva, da tem­po informata, non si era mossa perché in attesa delle conclusioni del­l’;indagine. Viene da chiedersi se questi giornalisti, oltre che servi del Palazzo, sono anche servi di Palazzi. La giustizia sportiva di cui par­lano è la stessa giustizia sportiva che si mosse freneticamente quan­do l’inchiesta napoletana sulla Juve era ancora a metà strada e che condannò la Juve senza bisogno di attenderne le conclusioni.

E’ la stessa giustizia sportiva che non si mosse per niente quando l’in­chiesta riguardava passaporti falsi – in quel caso restò in attesa del­la fine dell’intero iter della giustizia ordinaria, e archiviò tutto per prescrizione.Tutte le società calcistiche, a questo punto, hanno il diritto e il do­vere (come già ha fatto Abete) di chiedere che Palazzi faccia ciò che deve fare. Cioè archiviare il tutto «perché è tutto prescritto», dicono gli avvocati di parte. «Perché non abbiamo ammazzato nessuno», di­ce Galliani, quello che si faceva combinare gli incontri clandestini con Collina. Ma anche nel caso di prescrizione (o la diavoleria legale che si inventeranno) le società di calcio, la Juventus innanzitutto, avran­no il dovere di chiedere che almeno venga revocato lo scudetto re­galato per onestà sportiva a una società che non viene mai penaliz­zata solo perché “prescritta” grazie ai ritardi processuali.



Paolo Bertinetti
Presidente Associazione Nazionale Amici della Juventus

30 settembre 2007

Camillo

Dal blog di Cristian Rocca ( http://www.camilloblog.it/ )

Chissà che gran dibattito sulla Pravda rosa.

La Corte d'Appello del Tribunale di Roma dice a chiare lettere che il sorteggio arbitrale di Pairetto e Bergamo non era truccato e condanna per diffamazione il giornalista che lo aveva scritto, indovinate un po' su quale giornale?

Naturalmente sulla Stampa, quotidiano di famiglia.
Avete per caso letto titoloni, titolini (anche molto ini) sui giornali di questi giorni? No, ovviamente (con l'eccezione della Nazione di Firenze).

Vi do uno scoop: anche la sentenza sportiva che ha condannato la Juve diceva la stessa cosa: i sorteggi arbitrali non erano truccati. A essere truccata è l'informazione.

Ravezzani, che in passato aveva condotto trasmissioni d'accusa (nelle quali venne simulato, in studio, il sorteggio facendo vedere come veniva truccato), ha "rettificato" e nella trasmissione odierna "Qui Studio a Voi Stadio", in onda su Telelombardia e Primocannale, ha esplicitamente ammesso che tutte le insinuazioni sul sorteggio erano infondate e che questa era una delle prove chiave per Farsopoli, in quanto senza il taroccamento delle designazioni tutta la teoria sul "sistema" non resta in piedi.


http://www.camilloblog.it/archivio/2007/09/30/chissa-che-gran-dibattito-sulla-pravda-rosa/

25 luglio 2007

NO COMMENT - PERò QUESTA è davvero tosta

Calciopoli o Farsopoli? Una ricostruzione di Dominio Bianconero

Questa è una ricostruzione della vicenda che, anziché attingere dalla versione propinata in tutte le salse dagli organi di informazione di regime (capitanati dalla Gazzetta dello Sport), prende forma da quello che è il materiale che ho selezionato insieme ad appassionati amici negli ultimi mesi. Un materiale che non necessariamente è cartaceo ma che spesso è frutto di confidenze, sfoghi, rivelazioni riservate di personaggi vicini a dirigenti attuali e del passato; ma anche degli umori della gente, dei tifosi più veri, quelli che hanno pagato con la moneta più pesante, e cioè la loro passione. Una continua ricerca di indizi, conferme, segnali, che ha caratterizzato a volte anche in maniera ossessionante gli ultimi mesi della vita del nostro staff.

Forse quella che abbiamo ricostruito non sarà la verità perfetta, ma gli si avvicina. E’ certamente più attendibile della menzogna con la quale hanno esiliato la Juventus in serie B. Abbiamo provato a ricostruire la vicenda perché ci siamo accorti che molti, moltissimi tifosi della Vecchia Signora, che per vari motivi non hanno potuto accedere a tali informazioni, hanno formato la loro opinione solo sulla base di un giornalismo becero ed antijuventino.

PROLOGO C’era una volta la FIAT….. o meglio c’è la FIAT.

Nel senso che attualmente la nostra gloriosa industria automobilistica sta vivendo nuovamente un periodo brillante, frutto di una decisa sterzata in termini di politica commerciale e di management. Questa rinascita sa quasi di miracolo perché fino a pochi mesi fa la FIAT era una azienda talmente in crisi che si parlava chiaramente nella migliore delle ipotesi di vendita se non addirittura di portare i libri in tribunale. Le Banche, spinte dal governo Berlusconi, erano state costrette a sostenere ancora una volta i conti del Lingotto con una operazione di finanziamento particolare chiamata prestito convertendo; in pratica, giunto alla scadenza nell’autunno del 2005 , questo prestito avrebbe, di fatto, consegnato la FIAT nelle mani delle banche, estromettendo gli Agnelli, capitanati da John Elkann e riducendoli a soci di minoranza. Le stesse banche avrebbero poi provveduto a liquidare le attività rivenienti attraverso un bello spezzatino.

Nello spezzatino, si noti bene, era compresa anche la Juventus. Non direttamente, in quanto controllata da IFIL, ma coinvolta comunque, in quanto, successivamente ad una ipotetica uscita di scena degli Agnelli dalla Fiat, sarebbero stati messi a dura prova i delicati equilibri che ancora oggi uniscono i vari rami della discendenza per il controllo dell’Impero Fiat. In vista di questa possibilità si paventava l’ipotesi che Giraudo, su preciso input di Andrea Agnelli stesse organizzando una cordata per rilevare la Juventus, acquistando le quote di proprietà IFIL con la collaborazione di alcuni importanti partner sia sportivi che finanziari. Ovviamente Andrea sarebbe stato il Presidente, Moggi il Direttore Generale. Allo studio c’era un faraonico piano industriale che probabilmente avrebbe fatto della Juventus la squadra numero uno al mondo per molti anni.Lo stesso scenario viene ampiamente descritto da Antonio Giraudo in una illuminante intervista concessa a Repubblica il primo aprile 2006, circa un mese prima dello scoppio di Calciopoli, e che riportiamo qui di seguito per far capire fino in fondo il progetto che aveva in mente quest’uomo per la Juventus.

TORINO -

Giraudo parla, e intanto scrive.
E mentre scrive disegna. Traccia mappe, sviluppa diagrammi, incrocia segni e parole su un grande bloc-notes quadrettato. Più che altro cerchia e sottolinea. Il futuro, forse.
Dottor Giraudo, lei resterà davvero alla Juventus?
«È il mio sogno. Vogliamo farla diventare il più importante club del mondo, secondo un preciso modello industriale e sportivo che non ha eguali nel calcio. Solo in Formula uno esiste qualcosa di simile, alla Ferrari».
Il suo contratto scadrà il 30 ottobre: a parole, la famiglia Agnelli l'ha già confermata. Però i matrimoni si fanno in due.
«Vorrei chiarire una cosa importante. In questi mesi si è scritto, letto e detto di tutto, per esempio che vorrei fare dei mestieri diversi. È chiaro che quando esistono scadenze contrattuali, dall'esterno c'è sempre chi può offrire grandi opportunità, è una legge di mercato. Ma il mio sogno è restare ancora molti anni alla Juventus, sulla base dei ragionamenti iniziati dodici anni fa con l'avvocato Agnelli e col dottor Umberto»Cosa prevedevano quei ragionamenti?«Che la Juventus diventasse la prima società-azienda del mondo. Cominciammo a parlarne durante le vacanze di Natale del 1993. Dall'Avvocato e dal dottor Umberto traspariva sempre una grande passione per il calcio e per la Juventus, di cui erano tifosissimi»Ritiene che i vari passaggi siano stati compiuti?«Due su tre. Ora manca l'ultimo, il più importante, su cui vorrei continuare a lavorare»Parliamo dei primi due«All'inizio cominciammo con l'intervento su costi e conti, di pari passo con l'obiettivo sportivo. Poi ci siamo mossi per consolidare la societàJuventus, attraverso operazioni che ci hanno portato alla quotazione in Borsa e allo stadio di proprietà oltre alla realizzazione di un centro sportivo d’avanguardia che inaugureremo presto. I lavori per lo stadio-gioiello cominceranno alla fine del campionato. Queste sono iniziative che resteranno, in grado di produrre anche ricavi diversi da quelli tipici delle squadre di calcio»Arriviamo alla terza fase: quella, pare di capire, dalla quale dipende anche la sua permanenza alla Juventus«Bisogna prepararla velocemente. Io lo chiamo il “modello Ferrari”, perché è quello cui ci ispiriamo. Ovvero una grande industria che produce utili per una parte sportiva di assoluta eccellenza. La stessa cosa dovrebbe accadere alla Juventus. Era, lo ripeto, il pensiero di Giovanni e Umberto Agnelli»La Juventus, oggi, rispetto a quel modello cos’è?«Esiste solo la seconda parte, quella sportiva. Manca la prima, industriale. Cioè la componente che porterebbe ricavi aggiuntivi attraverso investimenti mirati» Se abbiamo capito bene, una Juventus che agisce e produce anche fuori dal calcio?«Una Juventus che possa operare in settori come l'intrattenimento, oppure l'alberghiero mediante l'acquisto di una catena di hotel. O magari nel campo immobiliare, o in quello dei media attraverso un gruppo editoriale. Qualcosa di simile al gruppo "L'Espresso", visto che ne sto parlando con "la Repubblica". Perché no?»Cosa chiede l'amministratore delegato agli azionisti?«Chiedo di investire risorse importanti per creare una società più forte, strutturalmente solida a livello patrimoniale ed economico»Dopo l'ultimo Consiglio d'amministrazione, il dottor Gabetti che è presidente dell'Ifil, cioè la finanziaria della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, ha annunciato che il piano industriale sarà ambizioso ma non faraonico. Non le pare già una risposta parzialmente negativa alle sue richieste?«Penso che la portata del piano e degli investimenti sia conseguente al risultato che si vuole ottenere. Non chiediamo soldi per coprire perdite o per acquistare qualche altro giocatore, ma per creare un modello formidabile che nel calcio non esiste, e che ci permetterebbe di colmare il gap attuale tra una società come la nostra e altre grandi realtà europee, come ad esempio il Chelsea e il Real Madrid»Quali le ricadute dal punto di vista sportivo?«Vogliamo creare risorse permanenti che permettano alla Juventus non solo di finanziarsi al suo interno nel tempo, grazie al formidabile marchio commerciale che rappresenta, ma di avere una squadra sempre più forte e di livello mondiale»Ritiene che questo sarebbe sufficiente per essere i più competitivi al mondo, e com'è ovvio in Italia?«No, penso che non basterebbe. Perché quando si è risolto il problema patrimoniale ed economico, occorre acquisire più peso politico a livello di media. Per la Juventus, oggi non è così. Alcuni tra i nostri avversari dispongono di emittenti televisive e gruppi editoriali, e questo conta molto»Crede che i proprietari di questi gruppi editoriali diano indicazioni precise ai loro dipendenti per favorire le loro squadre?«Non penso che si arrivi a tanto. Ma non escludo che alcuni servi sciocchi si spingano oltre, più realisti del re. Può succedere, anzi succede»Dottor Giraudo, e se fossero altri dirigenti a concludere il suo progetto, o comunque a godere i frutti del lavoro già svolto?«L'interesse della Juventus e dei suoi tifosi viene prima di tutto. Certo, il nostro sogno non può che essere quello di vedere realizzate le cose che abbiamo progettato, e gestirle in prima persona. Mi spiacerebbe molto non proseguire la terza fase del programma»Crede che i giovani della famiglia Agnelli abbiano la stessa passione dell'Avvocato e del dottor Umberto? Convinceranno la famiglia a investire nuove risorse nella Juventus?«Me lo auguro, anzi ne sono sicuro. Spero che ci sia in loro lo stesso amore. La presenza fisica dell'ingegner John Elkann e di Andrea Agnelli all'ultimo Consiglio di amministrazione è stata significativa, così come quella del dottor Gabetti. Allo stesso modo è da interpretare la cooptazione in Consiglio del dottor Sant'Albano, nuovo amministratore delegato Ifil: un segnale importante»Ma il tifo dei giovani Agnelli?«Tifo e passione saranno da verificare nel tempo, però sono la premessa per tutto il resto»Quando e come preparerete questo famoso progetto industriale?«Dovremo vederci a scadenza almeno settimanale. Sottolineo che si tratta di un piano da far nascere insieme, Ifil e management bianconero, condiviso dalla famiglia Agnelli, per identificare le tipologie di investimenti da condividere»La proprietà della Juventus non mette in dubbio che lei, Moggi e Bettega possiate restare al comando. Ottimismo eccessivo?«La fiducia fa molto piacere. Voglio esprimere gratitudine per le tante opportunità che mi sono state offerte in questi anni, il resto lo vedremo»Davvero Silvio Berlusconi le ha offerto un incarico importante?«Con il dottor Berlusconi ho da sempre ottimi rapporti, e lui non ha mai mancato di mostrare apprezzamenti verso il nostro lavoro. Fu estremamente sportivo quando ci prestò Abbiati. Anche se lui ha sempre pensato che avrei continuato a lavorare per la Juventus, ha voluto incontrarmi e dirmi, in sostanza: “La stimo, sono sicuro che resterà a Torino ma qualora cambiassero le condizioni, sappia che noi possiamo far nascere insieme delle opportunità”»E lei cos'ha risposto?«Beh, in questi casi si ringrazia e si vede quel che succede»Esiste la concreta possibilità che lei si occupi dei nuovi stadi per l'Europeo 2012?«Il mio sogno è continuare a lavorare a tempo pieno per la Juventus»Lo stadio rifatto porterà finalmente i torinesi alla partita?«Senz'altro sì. Non mi sento di incolpare i tifosi per le gradinate semivuote: oltre metà del pubblico arriva da fuori, per lo più dalla Lombardia, e la Torino-Milano è impraticabile; le nuove norme per la sicurezza hanno creato restrizioni che possono scoraggiare; molte gare della Juve si disputano in notturna, ed è un sacrificio se la mattina dopo si va a lavorare. Inoltre, le statistiche dimostrano che gli italiani spendono il 5,5% in meno per spettacoli e divertimenti. Noi abbiamo cercato di premiare gli abbonati: mi spiace che si sia tanto parlato delle curve a 50 euro contro Inter e Milan, e pochissimo degli abbonamenti a un euro per le donne e i bambini»C'è il rischio che la Juve perda Capello?«Non esiste. Il progetto è che rimanga con noi fino al 2009Campionato quasi vinto, Coppa quasi persa«Al tempo. A Londra abbiamo creato i presupposti per una grande impresa a Torino. Voglio elogiare questo gruppo, probabilmente il migliore dei nostri dodici anni: grandi campioni e ragazzi di carattere. Hanno fatto non bene ma benissimo, sono in testa da settanta partite, questo spiega chi è il più forte»La Coppa, invece, continua a essere una sofferenza: perché?«Si tratta di un torneo dove i rischi sono maggiori. L'anno scorso ha vinto il Liverpool, quest'anno va forte l'Arsenal che in campionato ha 28 punti in meno del Chelsea già eliminato»A quanto ammontano i mancati ricavi per chi esce nei quarti?«Se vinci la Coppa, incassi circa 15 milioni di euro che diventano 10 per il secondo posto. La semifinale vale circa 5 milioni di euro»Nel prossimo mercato venderete qualche pezzo pregiato?«Non esistono esigenze di bilancio in tal senso. Ogni scelta servirà solo a rafforzare la Juventus. La proprietà ci ha dato indicazione di muoverci come se il progetto industriale esistesse già, ed è pronto un primo intervento finanziario. Le mosse iniziali sono state gli ingaggi di Marchionni e Cristiano Zanetti»Dunque lavorate come se foste sicuri di rimanere«Per altri dodici anni, come ha detto il dottor Gabetti. La Triade e Capello per la Juve più forte del mondo. Speriamo»Cosa chiedete al nuovo governo?«La priorità sono gli stadi, oggi totalmente inadeguati. Servono mutui agevolati per le ristrutturazioni, non necessariamente private, com'è accaduto in Inghilterra, in Portogallo per gli Europei 2004 e in Germania per i mondiali 2006. L'Europeo 2012. È l'occasione giusta per creare tanti posti di lavoro, una grande opera di economia diretta e indiretta»Uno juventino di ieri, Michel Platini, se l'è presa con il G 14 di cui fate parte sulla questione degli indennizzi per i nazionali. Ha qualcosa da rispondere?«Intanto, oggi la convocazione in nazionale conviene solo al giocatore e non al club. In caso di infortuni, le assicurazioni non coprono il pagamento degli stipendi, tuttavia non bisogna fare muro contro muro, non bisogna essere troppo rigidi. Da parte dei club serve forse più intelligenza, ma all'amico Michel suggerisco di essere meno demagogico e meno populista»

Questo era lo scenario.
Ma ecco il colpo di scena.

Gli Elkann sempre a quanto riportato dai giornali dell’epoca, riescono a neutralizzare il golpe orchestrato dalle banche attraverso una ardita operazione finanziaria, chiamata Equity swap, che di fatto consentirà loro di mantenere il controllo della FIAT. A questo punto partono i regolamenti di conti tra cui anche quello sulla Juventus.Ma non doveva finire così. I patti non erano questi. Quando alla fine del 1993 l’avv.Gianni Agnelli accettò l’aiuto di Mediobanca e di Cuccia per risollevare le sorti della FIAT, piombata in una delle crisi più gravi della sua storia, dovette accettare un compromesso che pochi conoscono. Per far fronte alla pesante situazione finanziaria dell’Azienda fu varato un maxi aumento di capitale e fu imposto l’ingresso nel capitale di nuovi soci “importanti” tra cui Deutsche Bank e Generali. Ma non solo. Il vero prezzo che l’Avvocato dovette pagare fu la promessa di non lasciare la Presidenza del gruppo al fratello Umberto, e quindi di rimanere in sella insieme a Romiti. Questo passaggio di consegne era già stato stabilito all’interno della famiglia, ma il veto imposto da Cuccia, che non era mai stato in buoni rapporti con Umberto, costrinsero L’Avvocato ed il Dottore a un compromesso che prevedeva per quest’ultimo “solamente” il ponte di comando della IFIL, la società che di fatto è la cassaforte dell’Impero FIAT. A margine di questo accordo, che segnò una “svolta epocale” nei rapporti tra i due fratelli, l’Avvocato accettò, come parziale risarcimento per Umberto, che quest’ultimo prendesse anche le redini della Juventus, che a quel tempo viveva il crepuscolo della gestione bonipertiana. Di fatto i due fratelli stabilirono che tutte le decisioni inerenti la gestione del giocattolo di famiglia fossero prese in maniera indipendente dal dottor Umberto. Erano altri tempi. I due fratelli avevano una stoffa diversa dagli avventurieri della finanza moderna. Bastava la parola per definire un’intesa. E così fu. Il primo passo del Dottore, come tutti sappiamo, fu quello di trasformare la squadra che viveva ancora nel romanticismo post-Platiniano, in una Azienda modello, dove ogni cosa fosse pianificata ed organizzata per grandi obiettivi. Arrivano così Giraudo per l’area amministrativa, Moggi per quella sportiva e Bettega alla vicepresidenza. Per 12 anni questa struttura rimane immutata e costituisce probabilmente il team di dirigenti più preparati del calcio moderno.Nelle migliori famiglie, è risaputo, ci possono essere però diversità di vedute e disaccordi. Anche Gianni e Umberto pur rispettandosi, come fratellanza impone, ogni tanto erano in disaccordo. Gianni era affezionato al business dell’auto, Umberto invece preferiva la diversificazione in altri settori. Morti i due patriarchi le fazioni si sarebbero schierate nel modo seguente: da un lato i fratelli Elkann, Montezemolo e i tutori Gabetti e Grande Stevens; dall’altra gli Umbertiani con a capo Allegra ,vedova di Umberto con il figlio Andrea Agnelli e ovviamente Giraudo che era uno dei manager più vicini ad Umberto. In questo scenario verrà più volte segnalata dalle nostre fonti l’assoluta antipatia di Montezemolo per Giraudo il quale, pur con tutti i suoi difetti caratteriali e il classico musone da piemontese, era ed è un manager con i fiocchi, uno dei migliori della scuderia Agnelli. Anche Lapo Elkann più volte aveva rivolto giudizi abbastanza pepati sulla Triade, accusandola di sorridere poco e inaugurando di fatto l’era della “simpatia” che avrà poi in Cobolli Gigli il più accanito sostenitore ed interprete. LA GENESI DI CALCIOPOLI Nonostante lo sventato golpe delle Banche, il piano di Andrea Agnelli e Giraudo va avanti lo stesso. Il titolo Juventus in Borsa comincia a salire senza motivazioni. Qualcuno rastrella le azioni sul mercato. La transazione, in gergo finanziario definita Management Buyout, si dovrebbe a questo punto fare lo stesso ma con abiti ovviamente un po’ più ostili. Essa consiste in un passaggio delle quote di controllo dagli azionisti di maggioranza ai manager stessi dell’azienda. Ovviamente sulla base di un corrispettivo economico tale da invogliare i vecchi azionisti a cedere le proprie quote. Siamo a inizio 2006, la squadra è in testa al campionato e senza rivali. Nel corso di un Consiglio di Amministrazione quantomeno anomalo, Moggi e Giraudo vengono confermati, ma solo a parole. Giraudo presenta il suo mega piano industriale che prevede ingenti investimenti e di cui si parla nell’intervista sopra esposta. Gabetti lo stoppa subito negando che ci saranno grossi investimenti da parte dell’azionista di riferimento. È il segnale che qualcosa si è rotto e che il pentolone bolle. Nessuno si immagina però cosa sta per succedere. I due dirigenti non possono essere allontanati così facilmente per due motivi. Primo: sarebbe difficile da giustificare alla piazza e ai tifosi. Secondo: i due andrebbero altrove a remare contro e per come sono bravi e furbi sarebbe deleterio. Occorre qualcosa di traumatico in grado di eliminarli definitivamente dalla scena, senza peraltro creare rimpianti nei tifosi e allo stesso tempo giustificare la ridefinizione del famoso patto tra Gianni ed Umberto per la gestione della Juventus, che, come ricordiamo, era di pertinenza degli Umbertiani.. L’eliminazione dalla scena di Moggi e Giraudo però è da tempo l’obiettivo anche di qualcun altro e non a Torino. A Milano infatti i dirigenti dell’Inter sono da tempo convinti che le loro continue delusioni sportive non siano solo frutto di errori di gestione, ma anche di probabili illeciti dei dirigenti della Juventus. Ne sono talmente convinti che arrivano addirittura a sbandierare in tv il fatto che stanno preparando un dossier circostanziato sull’argomento. Si scoprirà poi che Moratti, approfittando del rapporto privilegiato con i vertici Telecom e Pirelli, da sempre sponsor e munifici azionisti della squadra, ha incaricato alcuni personaggi che frequentano la sottile zona d’ombra tra le due aziende e i servizi segreti di effettuare indagini illegali sul mondo del calcio, arrivando persino a fatturare regolarmente le parcelle a queste agenzie investigative. Ad ogni buon conto che qualcosa a Milano sapessero lo si era capito in realtà già a Marzo del 2006 quando in diretta tv Mancini “rivelò” a Moggi che presto avrebbe dovuto rispondere a qualcun altro in un aula di Tribunale. Alcuni addirittura riferiscono di dichiarazioni simili fatte nello spogliatoio della Pinetina, dove agli stralunati giocatori il tecnico e Facchetti avrebbero detto di stare tranquilli perché lo scudetto lo avrebbero vinto loro e che qualcosa stava per accadere. In questo torbido scenario la Procura di Torino, nell’ambito del fantomatico processo per abuso di farmaci aveva commissionato e successivamente archiviato una serie di intercettazioni telefoniche a carico dei dirigenti della Juventus che contenevano alcune conversazioni con personaggi della Federcalcio che vennero ritenute non significative per la giustizia ordinaria e addirittura scagionanti per quella sportiva. Qualche nemico però, la Juventus lo aveva anche a Roma, nelle segrete stanze del potere capitolino, lo stesso potere che aveva consentito nel 1999 l’accordo tra le famose sette sorelle (Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma, Fiorentina) le quali, tutte con ambizioni da scudetto decisero, nel corso di una cena estiva a casa di Carraro, di costituire un cartello e di nominare il famoso doppio designatore arbitrale, nelle persone di Bergamo e Pairetto. L’accordo in questione fu favorito anche dall’approvazione della famosa legge per la contrattazione individuale dei diritti televisivi, ad opera del governo di centrosinistra, il quale avallò senza battere ciglio un sistema che lo stesso governo, otto anni dopo, sta cercando in tutti i modi di cancellare, riportando nel calcio la contrattazione collettiva. L’equilibrio che scaturì da quegli eventi, favoriti da chi in quel momento governava Coni e Federcalcio e dai loro referenti politici e finanziari, è stato mantenuto fino al maggio del 2006 quando, come si vede, una triplice convergenza di interessi (Famiglia Elkann/Montezemolo – Inter/Moratti – Settori politicizzati della FIGC) ha determinato l’uscita di scena da veri capri espiatori di Luciano Moggi ed Antonio Giraudo, che a quel sistema si erano per così dire adeguati, ma al quale anche le altre sei sorelle costantemente si “abbeveravano”.Il primo segnale che qualcosa stava alterando gli equilibri raggiunti nel 1999 fu una misteriosa interpellanza parlamentare effettuata dal senatore Gigi Malabarba, membro del Comitato di Controllo Parlamentare sui Servizi Segreti (Co.Pa.Co) in data 7 marzo 2006 atto 4-10255 seduta nr. 964 della XV Legislatura. Il senatore in questione chiede spiegazioni in Parlamento circa l’origine di alcuni bonifici di poche migliaia di euro che vengono rintracciati sui conti di alcuni impiegati della FIGC. L’indagine della Magistratura sul mondo del calcio tuttavia aveva preso il via già da qualche mese e non solo dalla Procura di Torino, ma da varie Procure in tutta Italia. In particolare quella di Napoli imbeccata da Franco Dal Cin, vecchio dirigente dell’Udinese, il quale aveva raccontato ai pm dell’esistenza di una combriccola romana della quale avrebbero fatto parte parecchi arbitri, tra cui Massimo De Santis. In seguito a queste indagini e a queste (presunte) rivelazioni vengono disposte centinaia di migliaia di intercettazioni telefoniche a carico di vari personaggi del mondo del calcio, tra cui Moggi e Giraudo. Le intercettazioni, come noto, vengono eseguite utilizzando strutture e tecnologie della Telecom. A questo punto interviene qualcuno o qualcosa. L’attività di intercettazione probabilmente non dà i frutti sperati; pur tuttavia c’è l’esigenza di portare a termine un “lavoretto” per alcuni amici che hanno chiesto di incastrare alcune persone……. Entrano in scena due personaggi particolari, Giovanni Arcangioli ed Attilio Auricchio, due vecchie conoscenze dei servizi segreti, attualmente ufficiali dei Carabinieri addetti alle intercettazioni, ma già in passato accusati di aver manipolato alcune telefonate. I due fanno un piccolo capolavoro. Confezionano due informative per la procura di Napoli dove, insieme alla trascrizione di 40 telefonate (su 100.000 intercettazioni) degli accusati, costruiscono un castello di deduzioni e teoremi che sembrano discorsi da bar sport. Difficile non immaginare nella impaginazione di quelle informative la sapiente mano di qualche giornalista sportivo o di qualche dirigente di squadra di calcio. Alcune dichiarazioni di persone accusate e di altre non coinvolte nel procedimento fanno addirittura pensare che siano state filtrate solo le telefonate “adatte allo scopo da raggiungere”. Altre indiscrezioni parlano di mancati incroci tra telefonate fatte e ricevute dalle singole utenze. Insomma qualcosa di anomalo sta accadendo. Parallelamente una manina fa arrivare i testi di queste intercettazioni alla Gazzetta dello Sport.

EPILOGO

Siamo ormai a maggio del 2006. La Juve vince il suo ventinovesimo scudetto sul campo mentre sui giornali scoppia la bufera. Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina ed altre squadre minori vengono accusate di aver creato un sistema di condizionamento del sistema arbitrale mentre addirittura alcuni protagonisti, specialmente Moggi e Giraudo, vengono accusati di “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva”.

I magistrati si fidano ciecamente di quanto trascritto dai carabinieri di Roma nelle loro informative ed emettono pesanti accuse. Più tardi gli stessi magistrati, leggendo con attenzione la documentazione si accorgono probabilmente di essere stati strumentalizzati per un disegno ben preciso. Si accorgono che quelle informative cosi come sono state confezionate sono assolutamente insufficienti per sostenere le accuse che avevano già colpevolmente emesso nei confronti delle persone coinvolte. Saranno costretti a chiudersi nel più stretto riserbo ed avviare un processo interminabile di riascolto di tutte le telefonate intercettate che, si scoprirà in seguito, contengono molte sorprese.Ma torniamo alla fine del campionato, maggio 2006.

Il prode John Elkann rilascia una dichiarazione che per noi tifosi rimbomba ancora sinistra: «Siamo vicini alla squadra e all’allenatore. Sono state fatte cose riprovevoli. Ripartiremo dai giovani». Moggi a questo punto si dimette e con lui è costretto a fare lo stesso anche Giraudo, insieme a tutto il cda. È curioso far notare che i giornali che più di tutti si accaniscono contro la Juventus e i suoi dirigenti sono proprio quelli della scuderia Rcs in cui gli Agnelli sono soci, ovvero La Gazzetta dello Sport e Il Corriere della Sera e, ovviamente, La Stampa di cui sono addirittura proprietari.In questo modo inizia il processo mediatico, svolto in maggior parte sui giornali. Un processo che parte non dall’accusa ma dalla sentenza: Juve colpevole. In verità, leggendo le intercettazioni pubblicate non si ricava la benché minima prova di eventuali illeciti. Si percepisce piuttosto un mondo sicuramente malato dove ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino, spesso senza riuscirci, e soprattutto una generale atmosfera di goliardie e millanterie che lascia trasparire un’inopportuna confidenza tra settori della Federcalcio, dirigenti di squadre di calcio e alcuni arbitri.

Ma nessun illecito. È il via all’estate più incredibile che si potesse immaginare. I tempi purtroppo sono strettissimi: c’è di mezzo il Mondiale e bisogna fare presto. A capo della Figc, ovviamente commissariata, viene chiamato un personaggio che pochi conoscono ma che gli addetti ai lavori ricordano come ex-consigliere di Amministrazione dell’Inter, Guido Rossi.La sua chiamata a Commissario straordinario della Federcalcio avviene attraverso un atto che non verrà mai reso pubblico poiché le modalità con cui viene eletto probabilmente non gli consentirebbero alcune delle decisioni da lui prese successivamente, rendendole illegittime, come ad esempio la riduzione dei gradi di giudizio, la sostituzione dei giudici ed altre norme stabilite ad hoc per la farsa che si va organizzando.Il personaggio è ingombrante, presuntuoso ed odia quanto basta la Juventus per avallare fin da subito le sentenze emesse dai giornali. Innanzitutto si circonda di suoi fedelissimi collaboratori tra cui Nicoletti, già braccio destro di Moratti alla Saras e, successivamente, riduce i gradi di giudizio del processo sportivo da tre a due. Di fatto sostituisce la gran parte del Collegio giudicante mettendo a capo dello stesso un vecchio giudice in pensione di nome Ruperto. Infine “istruisce” i giudici affinché venga fatta giustizia in maniera dura, esemplare e spietata“Dimentica” però di sostituire i giudici che pronunceranno le sentenze di secondo grado che come vedremo saranno completamente capovolte, tranne che per la Juventus.

In realtà non si dimentica affatto ma gli viene impedito dal primo rigurgito di quel sistema che stava cercando di spazzare via. Negli stessi giorni, frattanto, Oriali e l’Inter patteggiavano vergognosamente la condanna penale per la vicenda dei passaporti falsi, accompagnati dal silenzio complice dei mass-media. In questa tempesta, la Juventus e la sua proprietà sembrano immobili. Qualcuno ipotizza che nei primi giorni dello scandalo i vertici juventini siano stati rassicurati circa la permanenza della squadra in serie A, circostanza che, come si vedrà, sarà completamente disattesa dagli atti compiuti dal Commissario Guido Rossi. Dopo lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione la reggenza viene affidata a Carlo Sant’Albano, amministratore delegato di Ifil. La dirigenza di fatto non esiste più.

In questo scenario viene nominato, in qualità di legale difensore. l’avv. Cesare Zaccone. Arrivati a questo punto, però, la fuga di notizie e l’attacco frontale effettuato dai mass-media hanno reso la situazione di fatto irrecuperabile. Tutta l’Italia calcistica, fomentata dal suddetto attacco mediatico, ha ormai a furor di popolo condannato le persone che, ad onor del vero, erano ancora solamente indagate, sia per la giustizia sportiva che per quella ordinaria. La Juventus in serie B, il sogno proibito di milioni di tifosi, si materializzava come per incanto. Finalmente anni ed anni di frustrazioni venivano ripagate con una gogna fino a poche settimane prima inimmaginabile. Fonti attendibili riportano in questa fase di un patto tra Grande Stevens e Guido Rossi, durante il quale quest’ultimo viene rassicurato sul fatto che la Juventus avrebbe accettato la serie B, a condizione che anche le altre imputate avessero avuto la stessa pena.Questa circostanza è avvalorata dal fatto che alcuni dei campioni in forza ai bianconeri erano già stati venduti prima delle sentenze sportive. Comunque sia, Guido Rossi accetta l’accordo (o finge di accettarlo?).

Ma, come vedremo, le cose vanno diversamente da come erano state apparecchiate. A fine giugno viene insediato il nuovo Cda, capitanato da tale Giovanni Cobolli Gigli, un manager ricordato soprattutto per le sue imprese da liquidatore di altri asset di casa Agnelli. In quei giorni serviva qualcuno che mettesse la faccia come Presidente del periodo più brutto della storia della Juventus. E, da informazioni assunte al riguardo, pare che nessuno abbia voluto gravarsi dell’ingrato compito, costringendo la proprietà ad accontentarsi di una soluzione di estremo ripiego. Nei prossimi anni Cobolli Gigli sarà ricordato soprattutto per le sue memorabili dichiarazioni che inducono l’interlocutore a sospettare che sappia veramente poco di calcio e che sia capitato per caso sulla scena del delitto.

Invece il processo, istruito da Francesco Saverio Borrelli, ex magistrato di Mani Pulite, sarà ricordato nei secoli come una farsa senza eguali, grazie al suo surreale e brevissimo svolgimento dove si è riuscito a calpestare le più elementari regole di garanzia per gli imputati, a cominciare dal diritto alla difesa.Per accelerare la farsa e renderla “credibile” Guido Rossi manda Borrelli a Napoli dove, previa una telefonata di Nicoletti con cui viene fatta illecita pressione sui Pm della procura, riesce a farsi consegnare le informative dei Carabinieri, che in questa fase dovrebbero essere materiale altamente riservato ma che invece appaiono in stralci su giornali e mass-media. Molti magistrati e giudici avranno successivamente modo di dichiarare che si è trattato di un vero e proprio “aborto giuridico”. Il Procuratore federale Palazzi, imbeccato da Borrelli, chiede pene durissime per tutti, ed in particolare per la Juventus, per la quale si parla di retrocessione in C1. Zaccone, nel corso del brevissimo e farsesco dibattimento, incalzato da Ruperto, dichiara maldestramente che la pena congrua consisterebbe nella B con penalizzazione, cosa che prontamente viene fatta mettere a verbale. La dichiarazione di Zaccone, che suscita stupore e indignazione nei tifosi, figlia diretta degli accordi Rossi-Grande Stevens e viene pronunciata proprio per cercare di rimanere ancorato al carro delle altre imputate per le quali era stata chiesta la B con penalizzazione. La molle difesa di Zaccone viene strumentalizzata dai giornali di regime che, con titoli a tutta pagina,, la fanno passare per un’ ammissione di colpevolezza. La sentenza di primo grado che giunge di lì a poco è delirante nelle motivazioni, riuscendo a trasformare in illeciti conclamati e reiterati (art.6) una somma di episodi di slealtà (art.1) e inventando di sana pianta il reato di “illecito strutturale”. Addirittura devastante la pena comminata che consiste in una serie B con trenta punti di penalizzazione, la revoca di due scudetti ed altre sanzioni accessorie. Cobolli Gigli appare indignato. Nell’ombra probabilmente qualcuno invece è soddisfatto della piega presa dagli eventi. Intanto, in Germania la nostra nazionale diventa Campione del Mondo in una finale con la Francia addirittura surreale. In campo ci sono otto giocatori che militano nella Juventus più altri cinque che vi hanno militato recentemente. In panchina e nello staff tecnico figurano altri quattro juventini di lungo corso tra cui Marcello Lippi. In totale 17 protagonisti dal Dna juventino.La Juventus di Moggi trova così la sua apoteosi nella vittoria del Mondiale, con uno dei principali artefici del successo ormai fuori dal Calcio. In breve tempo la fortissima Juventus allestita da Luciano Moggi viene rapidamente smembrata dal liquidatore Cobolli, il quale ha l’incarico di procedere alla riduzione dei costi a prescindere dal campionato in cui si giocherà, assecondando i desiderio di John Elkann di puntare sui giovani. Ecco quindi che ben otto giocatori vengono venduti in un crescendo rossiniano di menzogne e inganni culminati con la cessione all’Inter di due giocatori del valore di Ibrahimovic e Vieira.

La sentenza di secondo grado, emessa da un tribunale espressione diretta dell’ex presidente Carraro, e quindi organico al vecchio sistema, ribalta la sentenza di primo istanza, attenuando notevolmente le pene di Milan, Fiorentina e Lazio, alle quali viene restituita la serie A con penalizzazione. Incredibilmente i rossoneri ritrovano anche la partecipazione alla Champions League. La Juventus, invece, rimane relegata in serie B con 17 punti di penalizzazione. Leggendo il delirante dispositivo di sentenza si apprende stranamente che “è concettualmente ammissibile l’ottenimento di un vantaggio in classifica pur prescindendo dall’alterazione di una singola gara”. Che cosa e’ successo? Semplicemente è accaduto che la Juventus è stata punita nuovamente dal Tribunale di secondo grado, espressione diretta di Carraro e Berlusconi, proprio per aver fin da subito effettuato la scelta collaborazionista con il nuovo sistema guidato dall’Inter e dalla Roma. Insomma, come si suol dire “cornuti e mazziati”. È chiaro ormai che l’accordo Grande Stevens – Rossi è definitivamente saltato.Nel frattempo gli “onesti” di Moratti, grazie alla compiacenza dell’ultrà Guido Rossi, si vedono assegnare uno scudetto, quello 2005-2006, che non è mai stato oggetto di indagine e che la Juventus ha vinto sul campo con il siderale distacco di 15 punti. Gli Elkann capiscono di essere stati raggirati. In giro l’umore dei tifosi e soprattutto degli azionisti di minoranza, riunitisi nel frattempo in diversi Comitati, è assolutamente nero e con insistenza questi ultimi premono sulla proprietà affinché reagisca a questo scempio.John Elkann, mosso dall’orgoglio, ordina a Cobolli di fare la voce grossa nel corso della Conciliazione al Coni, non ottenendo ovviamente esito positivo. Successivamente, decide di preparare un ricorso al Tar del Lazio che, carte alla mano, definire un “capolavoro giuridico” è riduttivo. Preciso, circostanziato, e soprattutto nelle cifre, spietato. Tutto sembra deciso, si va al Tar.

Qualcuno a Roma comincia a spaventarsi e a credere che davvero i due fratellini possano andare fino in fondo. Sarebbe una circostanza senza precedenti per il calcio italiano: in caso di accoglimento del ricorso, molto probabile a giudicare dalle dichiarazioni di illustri avvocati amministrativisti, i campionati devono essere sospesi e i processi rifatti. Il governo ed il primo ministro in persona si muovono direttamente con Montezemolo e lo pregano di mettere un freno alla situazione. Non si vuole il caos, il ritardo dei calendari, il malumore delle piazze coinvolte, la delusione della stragrande maggioranza degli italiani convinti che tutto il male sia la Juventus. Ed il primo ministro ha buon gioco nel convincerlo. Sa che lui non può mettersi contro l’establishment perché lui, e ciò che rappresenta, sono parti importanti dello stesso.Siamo a fine agosto.

A Torino si svolge un vertice tra Montezemolo, J, Elkann e Gabetti. I due anziani convincono il giovane di famiglia a deporre le armi. Questo ciò che gli viene detto: “Sappiamo che siamo stati sottoposti ad un giudizio di piazza senza garanzie, però ormai la gente si è formata un opinione e noi non la possiamo cambiare. Pensa a cosa avrebbe fatto tuo nonno in questo caso, non si sarebbe mai mischiato coni vari Gaucci e Preziosi ma avrebbe bevuto fino in fondo l’amaro calice, in osservanza alla sua storia, alla fedeltà all’ordine costituito e a tutto ciò che la Fiat è stata, ha rappresentato e vuole ancora rappresentare. Anche da un punto di vista economico, dopo le cessioni, la riduzione del monte ingaggi, la conferma degli sponsor, la rinuncia alla Champions League non c’è grande differenza tra i due scenari. Perciò, per le responsabilità che abbiamo e per le aziende che rappresentiamo dobbiamo ingoiare il boccone e scendere a patti con le autorità sportive”. Il giorno stesso viene istruito di conseguenza il povero Cobolli Gigli.È il 31 agosto 2006.

La Juventus, la sua centenaria storia di successi e la passione dei suoi tifosi vengono calpestati senza pietà, in cambio della riduzione di qualche punto di penalizzazione in serie B (sancito nel successivo Arbitrato) e, probabilmente, di un provvedimento sulla rottamazione auto nella Finanziaria 2006. Gli stessi giocatori e l’allenatore Deschamps rimangono sbigottiti dal comportamento del Cda che, in un Consiglio dalla durata biblica, stabilisce la definitiva rinuncia al Tar. È un dato di fatto, questo, che fa ritenere attendibile la circostanza che i giocatori e il tecnico fossero stati rassicurati sul fatto che sarebbero state percorse, purtroppo tardivamente, tutte le strade per cercare di riottenere la serie A. Lo strappo del 31 agosto tra squadra e società è una ferita che ancora oggi nelle dichiarazioni dei giocatori si percepisce quanto sia stata dolorosa, soprattutto per quelli che avevano accettato di rimanere a Torino.

A questo punto non è più possibile tornare indietro. La squadra è costretta a subire la gogna dei campi della serie B e i tifosi invece sono costretti a subire le farneticanti dichiarazioni di Cobolli Gigli sulla sica della cosiddetta operazione simpatia. È tutto finito? Quanti e quali capitoli potranno essere ancora scritti su questa dolorosa vicenda? La sensazione che si percepisce tra le stesse fonti che ci hanno permesso di elaborare questa ricostruzione è che qualcosa bolle ancora in pentola. Qualcuno, nel frattempo, aspetta sulla sponda del fiume…

http://www.ju29ro.com/articoli/Calciopoli_o_Farsopoli__Una_ricostruzione.html

11 luglio 2007

big Moggi e i PUPAZZI della zozzetta dello Sporc . . .

dal quotidiano LIBERO
Comincio a pensare che la “Gazzetta” abbia del tutto smarrito il senso del ridicolo e che questo fenomeno dipenda da un controllo – per così dire – “troppo languido” da parte del suo direttore. Con tutto il rispetto, quello “rosa”, mi sembra un esercito inquadrato dove ogni graduato ha l’unico obiettivo di “tirarmela addosso”, anche quando non sarebbe proprio il caso. Il risultato ? Si genera una gran confusione e si scrivono assurdità. Andate a leggere l’articolo del 7 luglio su Calciopoli: il giornalista descrive uno scenario kafkiano con “uomini dell’ufficio indagini di guardia all’Ata Quark”, che sarebbero schizzati in direzione centro per una perlustrazione all’Hilton alla ricerca del…..sottoscritto. Supposto che quanto scritto sopra sia vero, consiglio agli uomini dell’ufficio indagini di rimanere ben saldi al Quark: lì attualmente proliferano radiati, squalificati e faccendieri vari.
L’articolista di seguito divaga sui suggerimenti che dispenserei a “vecchi e nuovi amici” come se non fosse nel mio pieno diritto parlare con chi voglio. Mi fa specie vedere la rabbia che prende i redattori della rosea quando scoprono che c’è ancora tanta gente che mi stima. Non riescono a sopportarlo e per ripicca danno enorme clamore a qualsiasi cosa si dica contro di me: probabilmente vorrebbero distruggermi anche fisicamente e, quasi sadicamente, portarmi al suicidio.


la competenza , altro che chiacchiere
Rientra questo nei compiti e negli obiettivi di un giornale? Lo chiedo a Verdelli, responsabile di tutto quel che accade nella sua redazione. Al “Candido ma non troppo”, invece, domando: perché ogni tanto non cita fatti che non riguardano il sottoscritto? Ce ne sono così tanti……ad esempio i colloqui intercettati tra Collina e i dirigenti di società ai tempi in cui il fischietto era ancora in attività.
E poi, signor Candido, non prova vergogna ad intervistare Lippi (SportWeek di sabato 7 luglio), dopo aver scritto prima del mondiale che l’ex c.t., Buffon e Cannavaro non dovevano andare in Germania? Mi viene spontaneo rivolgerle con rispetto (data la vistosa differenza di età che c’è tra me e lei) una domanda: come fa a guardarsi allo specchio la mattina? Si ricordi “Non troppo”: alla fine sarò assolto e il mio testimone d’eccezione sarà proprio colui che “sportivamente” (e solo sportivamente per fortuna) mi ha fatto condannare: Guido Rossi. Proprio l’ex commissario della FIGC ha confidato di essere stato messo a capo del Palazzo per far fuori il sottoscritto e Giraudo, salvo poi ammettere che il calcio non è cambiato e “chi comandava 20 anni fa continua a comandare”.

Altro articolista, altro giornale. Mario Sconcerti (“Corriere” di domenica 8 luglio) nel suo pezzo ripete spesso la frase “dopo lo scandalo Moggi”. Vorrei far presente al medesimo (dirigente della Fiorentina nell’anno della dolorosa retrocessione dei viola, ma allora nessuno parlò di “Sconcertopoli”) che assieme al sottoscritto è stata fatta richiesta di rinvio a giudizio per altre 36 persone. C’è l’ex presidente Figc Carraro, ad esempio: nelle sue deposizioni si evidenzia che parlava con me non solo per…. prendermi in giro. Ergo, la mia importanza era pari a zero. E lui era il capo del calcio e parlava (intercettato) contro la Juve e a favore di altri club. Come si fa quindi a chiamarlo “scandalo Moggi”?

Chiudo la rassegna parlando del noto articolista di “Repubblica”, Corrado Zumino. Nell’articolo di lunedì 9 luglio (titolo: “Calciopoli un anno dopo”) il nostro scrive che io, Moggi Luciano, avrei 150 milioni parcheggiati allo Ior, la banca Vaticana. Due considerazioni.
1)
Fino a lunedì neppure sapevo dell’esistenza di tale banca.
2)
Non so nemmeno come sono fatti 150 milioni. In più faccio presente agli interessati di essere stato vivisezionato più volte dalla Guardia di Finanza.

Caro Zunino, farebbe meglio a rifletter prima di scrivere: nascondersi dietro a qualche “vaga rivelazione” di qualche “vago” signore mi sembra quantomeno superficiale. Da questa buffa storia trarrà vantaggio solo la Banca Vaticana per la pubblicità ottenuta. Ma, attenzione: mi dicono che lo Ior non esiste più dai tempi dello scandalo del Banco Ambrosiano. Si parla di circa 15-20 anni fa. Non so se questo corrisponde a verità, ma se così fosse la cosa sarebbe ancor più ridicola o…….forse ancor più seria

09 luglio 2007

NON MOLLIAMO MAI

Per coloro che dicono va be! Abbiano scontato cio' che dovevamo ora siamo pari e ripartiamo da zero,questo e' il piu' grave e grossolano errore che puo' commettere un tifoso Juventino, Qunto piu' tendiamo a dimenticare od affievolire quanto e' stato ingiustamente fatto alla Juve e piu' rafforziamo le tesi di coloro che ci hanno sbeffeggiato,infamato e infangado nel corso di quest'ultimo anno. Non solo rinforziamo le loro tesi,ma stanno gia' rialzando la testa (vedi l'intervista di Verdelli su Hurra' Juventus) sia sulla stampa che in televisione,sono saltati sull'intervista di Elkann come iene e avvoltoi.



Tutto questo perche' c'e' un calo da parte nostra di boicottaggio,BOICOTTAGGIO che ha portato a far uscire allo scoperto in primis Mediaset,poi la rosa spampanata,e gli altri per ora stanno alla finestra. Da circa un anno ho disdetto sky e una volta a settimana ricevo regolarmente una telefonata dalla stessa sky,per riaccendere l'abbonamento,rispondo solo che sono JUVENTINO. L'unica arma ad effetto che abbiamo e' il BICOTTAGGIO,quindi usiamolo. Non cediamo di un millimetro,difendiamo l'onorabilita',la storia ed il blasone della Juventus,la quale e' stata tradita, derubata,vilipesa da un manipolo di faccendieri di invidiosi ,astiosi e perdenti,accompagnati dai media,credendo di fare sfraceli,nella vendita dei loro loschi oprodotti,ricevendo invece una grande lezione di dignita' di forza e di attaccamento ai nostri gloriosi colori.

NON MOLLIAMO MAI.
by Big Keffuy

02 luglio 2007

Appunti di POST

1)
Ora si va alla ricerca di prove e certezze ma lo scorso anno la giustizia sportiva non ha avuto bisogno di prove per condannarci in quanto ci hanno accusato con la motivazione (una delle tante) di “aver alterato la classifica, senza aver alterato i singoli risultati”. Si leggevano motivazioni del tipo:” basta che il giudice abbia sentore che il reato sia stato fatto per procedere con il deferimento”. Ora hanno le prove certificate e non il sentore e non procedono.

2) se il regolamento prevede “l’illecito sportivo” questo perché dovrebbe essere visto in modo diverso? O meglio, se per la Juve accusata (senza prove) di illecito è stata chiesta la serie C, nel momento in cui anche per altre squadre si configura un illecito (sempre illecito è anche l’iscriversi senza requisiti ad un campionato) non si dovrebbe configurare la stessa penalizzazione? Chiedo, nella legge non si tiene conto anche dei precedenti?

3) Ma è così semplice valutare un giocatore 3 milioni quando non può più giocare a calcio per problemi fisici? Questa se certificata è una colossale scemenza! Io sono libero di valutare come voglio ma un minimo di decenza almeno deve essere rispettata.

4) perché dobbiamo accettare le sentenze di calciopoli ed avere ora, con i casi di doping e plusvalenze, un diverso atteggiamento? Usare il buon senso o la semplice logica significherebbe utilizzare lo stesso equo metodo.

Questo non vuole essere un atteggiamento anti-interista o anti-milanista, solo che ora sono loro nel mirino e quindi è logico riferirsi a queste squadre.Ripeto, non una giustizia che condanni senza prove, ma una giustizia che garantisca equità, è veramente chiedere troppo? O è meglio rassegnarsi ed aspettare il prossimo sopruso senza dire una parola?

by big Paola

22 giugno 2007

Tergiversando :D

Le verità di calciopoli : la Juventus condannata per non aver commesso il fatto . - di giuseppe1950

Le verità di CALCIOPOLI sparate dai media asserviti al nuovo ( vecchio ) potere , con la gazzetta e il corriere in primis , seguiti a ruota dai giornali di Roma , mia città natale , precisamente un anno fa , in piena trance del ‘ dagli all’untore ‘ , contro i vari Moggi , Girando , Bettega , la Juventus e il suo magazziniere , oggi nell’opinione pubblica comincia a serpeggiare qualche dubbio su come si è giunti a condannare la Juventus per non aver commesso il fatto .

Del resto , già nel cappello , la sentenza emessa da Sandulli & C. con le parole ‘ abbiamo cercato di comprendere il comune pensiero della gente ‘ dimostra che il processo farsa non era un processo ma appunto una farsa . Un processo celebrato nei bar e una sentenza emessa dall’oste in qualità di presidente della corte e dai clienti come giurati , per la verità di fumi alcolici . Le verità di allora cominciano ad avere i connotati opposti delle menzogne orchestrate a modo e a tempo . Del resto la torbida storia della Telecom , con la sua intelligence all’interno , con Tavaroli & Cipriani , e il povero Bove morto ammazzato , in pieno scandalo calciopoli . Che guarda caso si sarebbe lanciato giù da un cavalcavia di Napoli prima di cambiare casa , soprattutto spinto da un’eccessiva gioia , confermata dalla moglie e dal padre che non credono assolutamente a tutto oggi , che possa essersi suicidato . A chi avrebbe fatto comodo l’eliminazione della Juventus e Di Moggi e Girando ? Non credo alla Roma , né tanto meno alla Lazio , men che meno alla Fiorentina .
Dunque .
Rimangono due società : Milan ed Inter .
Due società da sempre potenti , anche se non sempre vincenti . Chi dava fastidio ed era padrona della ribalta e più spesso vinceva senza spendere fior di capitali ?
La Juventus . Due + due fa quattro . Quindi .A suo tempo ,nelle notte dei lunghi coltelli , si sarebbe potuto e dovuto parlare a lungo del come si costruiscono prove a carico di qualcuno , di come si cancellano certe frasi , di come si cambiano i si coi no e viceversa , di come si fanno sparire certe telefonate che avrebbero dimostrato che tutti ci si comportava allo stesso modo ………., ma sarebbe stato troppo lungo l’elenco ed anche noioso per me e penso anche per chi mi legge e per tutti . Ma per la Giustizia , quella con la G maiuscola , avrebbe dovuto essere un dovere amministrare la legge con meticolosità approfondendo i fatti e ammettendo al dibattimento anche le prove a discarico , cosa che non s’è voluto fare nel processo celebrato di fronte all’oste e ai giurati avvinazzati a dovere dai media assetati di vendetta .

Spero solo che in futuro ridiano il maltolto alla Juventus con mille scuse e contribuiscano con qualche centinaio di milioni a ricostruire almeno la sua potenza economica . Anche se è una magra consolazione vedere riconosciuto a posteriori il torto subito con nel cuore l’amarezza di essere stata spinta nelle fauci infernali della B per non aver commesso il fatto . Chi oltre al vile denaro ti può ridare indietro il perduto onore ? Nessuno se non Dio . Specie se ti hanno ucciso l’anima senza peccato .
Un ex tifoso di calcio .

P.S. : SCOMMETTIAMO CHE IL REATO CONTESTATO ALL’INTER CADRA’ IN PRESCRIZIONE ? COME TUTTI I REATI COMMESSI DALLA BENEAMATA E MAI , DICO MAI , PUNITI DALLA GIUSTIZIA ( SI FA PER DIRE ) SPORTIVA ?

fonte:
http://www.juworld.net/articolo.asp?id=4657

19 giugno 2007

Appunti di POST - big keffuy


ROSSI quanti ROSSI tutti ROSSI


Guido Rossi il rimescolatore delle carte, era stato assunto a parametro ZERO dall'INTERcettatori e poi ceduto a ZERO al quoto. L'altro Franco,un poveretto che si e' consumato per 18 anni con il rospo in gola per il campionato e 40 anni per la CL.,lascetelo sfogare si strozzera' da solo,presto gli cadranno in capo tutte le zozzerie che giacciono nel casseto di Borrelli.
Gia' Borrelli,lui che aspetta da tanto tempo un pentito,perche' non chiede a Guidino sciarpino di pentirsi e di cantare a mo di cornacchia con petto in fuori ed aria severa come fece alla Camera dei deputati un bel po di tempo fa con la scopa in mano per la pulizia del calcio. Peccato che si sia ritrovata la scopa ma il manico no.
E che dire degli altri ucellini e uccellacci,sempre rossi,che salirono sul carro dei vincenti dopo aver gettato concime sulla Juventus ed ora sono incazzati perche' il concime se lo sono trovato in casa?
Ah quanto avete ragione,carissime a non voler nemmeno un polsino rosso alla nuova maglia della Juve.

Per finire sempre per Franco Rossi,ogni volta che parla di Juve gli viene la congiuntivite e si che i colori bianconeri sono riposanti,ma lui vede rosso ugualmente.E non ti scaldare troppo quando parli ti potresti strozzare davvero!
Che bei colori BIANCONERO-BIANCONERO-BIANCONERO

18 giugno 2007

CIAO


Appunti di POST - grande,come al solito , prof .

Darmi da fare per raccogliere firme e chiedere alla proprietà di cambiare il consiglio d'amministrazione o vendere la società.Purtroppo sarebbe fatica sprecata perchè chi ha la maggioranza del capitale sociale decide come crede. Non Le piace - suppongo - ma è così.Il flottante di Borsa è poco più del 32%, quindi anche acquistandolo tutto si sarebbe in minoranza.

La pressione morale sarebbe forte, certo, ma la sostanza non cambierebbe.In questo momento con gli amici dell'ANAJ e con quelli di Giùlemanidallajuve preferisco lavorare perchè il ricorso di quest'utlima sia accolto a livello europeo.In Italia, la situazione è bloccata dai veti incrociati anche se ho la sensazione che qualcosa di grosso stia per accadere e non solo a livello calcistico.La situazione politica è ormai alla deriva e solo il Prof.Prodi non se ne accorge.Le intercettazioni stanno rivelando retroscena inquietanti, anche se - al momento - non penalmente rilevanti per quello che si conosce.Io credo che - prima o poi - salteranno fuori notizie e documenti sul massacro della Juve.

Troppi sanno molte cose e cercano di tacere......ma i tappi stanno per saltare.La proprietà non ha interesse - lo sappiamo - a gettare benzina sul fuoco. Deve portare a casa da questo mese l'abbattimento del cuneo fiscale in Italia e, doppio, nel Sud ove possiede 11 stabilimenti e, pertanto, non può e non vuole scontrarsi con questo Governo peraltro di basso profilo, in procinto di cadere probabilmente sul DPEF.Ci dobbiamo pensare noi tifosi irriducibili e amanti della giustizia a dare battaglia, ma fuori della società.Intanto continuiamo il boicottaggio.

Non dimentichiamo chi sono stati i nostri carnefici e, pertanto, non si dimentica nulla, sin quando non riconosceranno l'errore. Altrimenti si continuerà a non acquistare il Corriere dello Sport e la Gazzetta dello Sport.Sulle televisioni poi è meglio non parlare. Io ho dimenticato da mesi i canali di Berlusconi. Ne ho cancellato la visione totalmente. E poi il MILAN di Meani che alza la Coppa dei campioni è una vergogna per il calcio mondiale.....!!!!!!!!!Avete notato da alcune settimane il silenzio di Moratti ?Perchè ? Voi che ne dite ?Ne vedremo delle belle.

GRAZIE CAPELLO. LA JUVE E' STATA GRANDE E CAPELLO E' STATO IL SUO PROFETA................vero Prof.Guido Rossi ????

By big Pirro

Luomo che vince sempre


Tempo fa, il settimanale Sportweek dedicò una copertina all’allenatore dell’Inter Roberto Mancini, usando come titolo “L’uomo che vince sempre”.A distanza di mesi, non ho ancora capito se era un titolo ironico, uno sfottò o se l’autore del pezzo pensasse veramente ciò che aveva scritto.Una cosa è certa, quel titolo ad oggi è degno, ancora una volta di più, di un solo uomo al mondo. E non certo Roberto Mancini.L’unico uomo che merita l’attestato di “vincente sempre” è Fabio Capello.
9 campionati vinti.
Terzo campionato vinto consecutivamente.
Dopo 76 giornate di fila in testa nel campionato italiano alla guida della Juventus, abbandonata la squadra bianconera a causa dello scoppio di Calciopoli, è riuscito nella grande impresa di riportare al primo colpo, lo scudetto a Madrid battendo la concorrenza del Barcellona di Eto’o, Messi e Ronaldinho vincendo la Liga 2007. E scusate se è poco.
Dalle sue parole in conferenza stampa - «Per me, con questo gli scudetti sono nove. Come Nedved, sento miei anche i due della Juventus. Li avevamo vinti sul campo. Meritatamente. Se poi un giorno hanno messo lì un certo signor Rossi e costui ha deciso in un’altra maniera, cavoli suoi. Ripeto: ho vinto nove campionati, quattro al Milan, uno alla Roma, due alla Juve, due al Real. Capito?» - è emerso tutto l’orgoglio di un personaggio che non sarà mai simpatico ma che verrà ricordato per sempre come uno dei più grandi allenatori di sempre.

Un allenatore capace di vincere anche a Roma, dove si vince uno scudetto ogni 20-30 anni se va bene.Un allenatore che sarebbe stato capace di far vincere perfino l’Inter, e senza il bisogno di retrocedere o dare handicap agli avversari per ottenere questo.Nonostante questo Capello non è certo che verrà confermato alla guida del Real. E se fossi Roberto Mancini comincerei a preoccuparmi.Chissà che Moratti non decida di affidarsi all’originale “Uomo che vince sempre” per provare a vincere uno scudetto senza handicap per gli avversari e con la Juventus presente, cosa che ad Appiano Gentile non avviene ormai da quasi vent’anni.