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10 aprile 2010

ASSURDO !

Ha _a_ se Steve fosse ancora vivo...
Ciao big , salutami Umberto e , soprattutto, GIUAN .
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ASSURDO !
Adesso le merde cercano di far nevicare

Cavro Movratti te lo diamo piu'_piu' appvrofonditamente su:

ju29ro

juve news

tutto juve

giu' le mani dalla juve

e moltissimi altri.

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KITAMMU' !

05 gennaio 2010

THE WALL - ABBAGLIATEVI ancora per poco .




I lupi e gli agnelli: i Buddenbrock di Moncalvo
I lupi e gli agnelli: i Buddenbrock di Moncalvo

Drago di Cheb Mercoledì 06 Gennaio 2010 00:08

Fonte Ju29ro .

Il primo a intuire che qualcosa stesse cambiando era stato lo stesso Avvocato. Ai tempi della scalata della Telecom da parte di Colaninno e dei suoi capitani coraggiosi disse che il governo aveva preferito questi ultimi al “piccolo mondo antico”.


Inutile dire che il Principe di questo piccolo mondo era proprio lui.
Come sempre nella storia, le classi dirigenti si alternano alla guida delle nazioni, anche in quella che appare una nazione immobile come l'Italia. La scalata alla Telecom dei capitani coraggiosi (con molto pelo nello stomaco) ne è stata una dimostrazione importante nella storia imprenditoriale italiana, perché ha certificato l'inizio del crepuscolo del “piccolo mondo antico” delle famiglie imprenditoriali storiche. Passaggio, dicevamo, che non è passato inosservato a quella mente raffinatissima dell'Avvocato.


Sotto questa ottica la storia imprenditoriale italiana degli ultimi quindici anni è ancora tutta da scrivere. Provate per esempio a leggere da questa angolazione i clamorosi avvenimenti del tentativo di scalata di Ricucci al gruppo RCS e molte cose vi appariranno più chiare.

In questa storia, tutta da scrivere, pone la prima pietra il coraggioso Gigi Moncalvo, che ci racconta la storia vera, al di là delle reticenze dei giornali spesso di proprietà della élite crepuscolare del piccolo mondo antico, della famiglia Agnelli dalla scomparsa dei due patriarchi, Gianni e Umberto.


Lotte intestine per il controllo dell'impero, personaggi che non si capisce se giochino per i padroni o per se stessi, un vortice di società nei paradisi fiscali dove scompaiono e riappaiono ingenti risorse, una donna che vuole giustizia prima che beni materiali.
E anche un grande scoop: John Elkann fu scelto come erede designato da prima della malattia e della morte di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, in contraddizione con ciò che era stato pubblicamente annunciato.


Da buon juventino, Moncalvo non dimentica di inserire nel suo mosaico un tassello bianconero.
Ci racconta infatti le ripercussioni di questa guerra sulla provincia dell'impero che più ci sta a cuore: la Juventus.


Secondo l'autore, ma anche secondo noi, la mancata difesa della Juventus in quella cinica operazione di character assassination fu dovuta alla necessità del ramo Elkanniano della famiglia di prevenire l'ascesa di Andrea Agnelli, figlio di Umberto e protetto della triade Giraudo, Moggi, Bettega.


Un'operazione cinica senza dubbio, ma necessaria, se si pensa alla enorme popolarità che si ottiene con il calcio. Il ramo elkanniano inoltre probabilmente conosce i limiti dell'erede designato che, senza offesa, è un personaggio privo di quello charme e di quel fascino di cui era dotato il nonno. L'ascesa di Andrea, l'ultimo che possa vantare il cognome Agnelli, poteva fare troppa ombra.


Non ci si accusi di troppa ingenuità (né noi né Moncalvo!), è vero che, molto probabilmente, la questione popolarità (di Andrea) è una delle tante sfaccettature che ha spinto il ramo elkanniano ad adottare i noti comportamenti durante Calciopoli. Ma non è un aspetto da sottovalutare.
Nella società dell'informazione, infatti, la popolarità ha un peso enorme. Se l'Avvocato fosse stato un personaggio sciatto e impopolare, i politici sarebbero stati forse egualmente disposti a concedere rottamazioni e altri aiuti alle sue aziende?
Per noi, chi in Fiat ha la popolarità, alla lunga, ottiene il potere. E questo il ramo elkanniano lo sa benissimo, ecco perché Andrea fu bloccato. Pazienza se la Juve fu condannata ad una ingiusta retrocessione senza difesa.

"I lupi e gli Agnelli" di Moncalvo, come potete vedere, non è solo la cronistoria di una diatriba familiare, ma va visto come la cronaca della decadenza di una famiglia. Anzi, della famiglia simbolo del capitalismo familiare.


E metaforicamente narra il crepuscolo di tutto il piccolo mondo antico dell'aristocrazia imprenditoriale nazionale.


Un saggio dunque da leggere, da conservare e da rileggere tra qualche anno. Capirete che l'autore non è stato solo un uomo coraggioso (che ha pagato un prezzo alla sua ostinazione nel volerci narrare questa storia “proibita”), ma anche uno dei pochi giornalisti di razza del panorama italiano.



"I lupi e gli Agnelli", di Gigi Moncalvo, editore Vallecchi

01 gennaio 2010

E la BOBBINA, CONTINUA A GIRARE....

La rabbia e l'orgoglio

Moggi cita di nuovo Juvenews in un duro attacco a Proprietà e Bettega

Editoriale di “big Luciano” ieri su Libero dopo la recente patetica intervista di Blanc a Le Monde.
Fonte: juvenews



Cara Juventus ora metto tutto nero su Blanc.



Prima era solo un sospetto (non per me), adesso è codificato. La verità viene dalla Francia, ed è forse per questo che monsieur Jean-Claude Blanc ha parlato in libertà, sciolto da vincoli che lo frenano quando è a Torino in corso Galileo Ferraris. L’intervista a Le Monde, sospesa tra giudizi poco benevoli sui giornalisti italiani e dosi agiografiche usate senza parsimonia dall’articolista sull’illustre interlocutore, dipana finalmente le verità di Calciopoli. Due anni prima che quegli avvenimenti scoppiassero, c’era stato chi li aveva indirizzati. «Era arrivato il momento di cambiare. Doveva esserci una frattura con il passato», le parole riferite ora da Blanc, apprese direttamente, come dice, da John Elkann, parole che andavano oltre il loro significato perché premessa di tutto quello che sarebbe successo per far fuori la triade. Due anni, non due mesi prima, il tempo sufficiente per costruire una manovra subdola che macchiò la storia e la gloria della Juve, perché la triade doveva essere fatta fuori con ignominia, calandole addosso la vergogna della B, potendo solo quell’onta distruggerne il lavoro e la reputazione (non è accaduto).

CHIAREZZA - Per arrivare all’obiettivo, la Juve decise di non difendersi ma di offrirsi disarmata alle decisioni di tribunali sportivi che anziché valutare i fatti si fecero sospingere dal sentimento popolare. Blatter ringraziò Montezemolo di aver fatto ritirare il ricorso al Tar, mentre tutti ricorderanno le parole di John Elkann, a 29esimo scudetto acquisito: «Siamo con lasquadra e l’allenatore». Complimenti! La verità svelata è stata colta con prontezza da Oliviero Beha che a queste vicende sul Tg3 ha sempre dedicato la sua puntuale attenzione, ed è stata vista nella sua interezza dai siti del tifo juventino. I media hanno titolato su altro, e siccome non posso pensare che ci sia in giro tanta ingenuità, il sospetto è che, davanti a ciò che non può essere taciuto, c’è chi prova a ingarbugliare carte e fatti. Blanc è stato bacchettato per aver detto che la B era stata «una straordinaria avventura» (bella forza, con quella squadra): una delle cose sbagliate, inutilmente corretta, dette dall’uno e trino presidente della Juve. Ma non è quella la notizia, e lo sottolineo per dare un contributo alla verità e per fare chiarezza su quell’orribile 2006, che ora sappiamo non venuto fuori a caso ma preparato e indirizzato nei suoi aspetti più gravi e più resistenti: la macchia della B resta purtroppo nella storia del club, laddove invece, altri, difendendosi, hanno evitato simile vergogna, e un club, grande rivale della Juve, trovò addirittura il modo di rimanere in Champions.

REAZIONI - Quanto e come potrà essere espiata la colpa da parte di coloro che non vollero difendere il club e in più suggerirono la B per fatti giudicati poi “lievi” dallo stesso management? Così il deposto Cobolli Gigli, ma ha lo stesso significato la rivendicazione di Blanc sui due scudetti scippati. È come la storia del coccodrillo che prima mangia i figli e poi piange. Estraggo qualche e-mail da JuveNews.net. Il tifoso Piero parla dell’incontro Elkann-Blanc a Marrakech il 31 dicembre 2004 e quello di tre mesi dopo a Parigi, commentando che «quindi da lungo tempo si lavorava/cospirava alle spalle della triade». Per Cry87 «se confessa che l’omicidio era super premeditato vuol dire che è convintissimo che mai nessuno lo sposterà da lì». Per Bilbao 77 «l’unica rottura col passato è che con la Triade si dettava legge in Italia e in Europa mentre adesso si fa ridere tutta l’Europa».

CARO ROBERTO - Voglio bene a Bettega, con il quale ho diviso anni di lavoro, comprendo anche che nel ruolo di dirigente di ritorno si senta in dovere di pesare le parole nei confronti di chi lo ha richiamato e, in qualche maniera, cerchi di non dare occasioni di disturbo a coloro con cui deve ora operare. Ma la coerenza è un’altra cosa, e un’altra cosa sono i valori nei quali si è creduto e le offese, queste sì, troppo recenti per essere dimenticate. Nel processo per falso in bilancio (come per tante altre società, archiviato) ma non solo (tanto per chiarire a Franco Ordine del “Giornale” che si ostina a confondere le idee a chi le idee le ha già chiare) Bettega, come me e Giraudo, fur bollato dalla Juve con una querela contro ignoti per infedeltà patrimoniale, non proprio cosa da niente.

La Juve, pensando che il tribunale emettesse un verdetto di colpevolezza, aveva deciso di patteggiare, mettendo sul piatto la “bazzecola” di 70mila euro. Il tribunale decise per l’assoluzione perché il «fatto non sussiste» rigettando tra l’altro il patteggiamento della società. Vero è che la Juve sbagliò ancora una volta strategia, ma resta quell’etichetta “infedele”, che Bettega troppo in fretta ha dimenticato.

TITOLI - D’altra parte già nelle sue prime parole, dopo l’investitura, Roberto parlò di «Blanc e colleghi con i quali aveva condiviso esperienze importanti (anche la sua defenestrazione del 2007?), «persone che in questi anni sono cresciute» (non sembra, a giudicare da come va la Juve), esprimendo infine «la fiducia nel lavoro fatto dalla società». C’è di più. Quando nella conferenza stampa ha parlato di Calciopoli, Bettega ha detto di non voler rinnegare nulla (i titoli dei giornali sono stati questi), ma aggiungendo poi testualmente «io credo che quei ragazzi gli scudetti li abbiano vinti sul campo».

Una sottigliezza, perché sembra voler esprimere un concetto tutto diverso, che cioè lui non ne è affatto sicuro. Lui dov’era in quel tempo? Non condivideva tutto con il sottoscritto e Giraudo? Oppure stava con noi solo per condividere le vittorie? Più correttamente avrebbe dovuto dire «quegli scudetti sono stati vinti sul campo», senza quel «Io credo che». D’altra parte a chi gli ha ricordato «la svolta etica all’interno della Juve» di cui parlò John Elkann prima ancora dei processi sportivi, Bettega ha detto di «condividere quelle parole».

SMEMORATO - Gli auguro un proficuo lavoro, ma è evidente che su una poltrona, anche di ritorno, si cambi opinione troppo facilmente. Anche a un tifoso che si firma jurgen 84 su Juvenews.net non è piaciuta «la sfrontatezza di accettare l’incarico offertogli da chi ha distrutto la nostra storia, la nostra credibilità e il nostro futuro, alla faccia della coerenza. In questo mondo non ci sono più valori, conta solo il danaro».

Non dimenticherò mai il giorno in cui incontrai Bettega, allora consulente della Juve, in un albergo di Milano: fuggì, quasi non rivolgendomi la parola, per paura che ciò venisse a conoscenza dei suoi attuali datori di lavoro, lui che «nel nostro passato juventino» ha fatto e condiviso il lavoro con il sottoscritto e con Giraudo, nulla escluso! Successivamente, l’ho ritrovato in tribunale a difendersi dalla querela fatta dalla Juve: lì era più loquace! E infine, caro Roberto, la telefonata ad Allegra e Andrea Agnelli per chiedere lumi su quello che dovevi fare (...si fa per dire), sapendo benissimo cosa ti avrebbero risposto, è una mossa ingenua: al momento della firma hai tradito la memoria sia del dottor Umberto Agnelli sia dell’Avvocato, perché, con loro in vita, niente sarebbe successo.



Auguri comunque di buon anno
e buon lavoro.

23 dicembre 2009

se siete ottusi LEGGETE JU29RO

ALTRIMENTI CHE CAXXO DI TIFOSI SIETE ?

Fonte : JU29RO

Primo contatto tra B29 (Juventus) e B-2 (Ridentus)
Il Mago di Ios Mercoledì 23 Dicembre 2009 14:42

Nonostante le notizie false e tendenziose riportate sui mass-media, che fantasticavano di ripetuti contatti già avvenuti nei giorni scorsi tra Monsieur Baguette (B-2) e Roberto Bettega (B29), l'incontro tra il rappresentante della Juventus (B29) ed il Triade della Ridentus (B-2) c'è stato solo ieri.Questo conferma diverse cose. Innanzitutto, che è sempre bene diffidare di quanto si legge sui giornali (uno di questi, non a caso definito La Busiarda, si è addirittura inventato una fantomatica cena, mai avvenuta in realtà, tra B29 e B-2 domenica sera ) e si ascolta in televisione o alla radio.

Poi, che B-2 ed i suoi manovratori non solo non capiscono nulla di calcio e di come si gestisca una società del calibro della Juventus (non a caso, a loro è stata affidata la Ridentus), ma anche che hanno gestito la vicenda non improntandola al rispetto dei più elementari principi della buona educazione.

Prima di discutere in Consiglio di Amministrazione del possibile ingresso di B29 in società (e di far trapelare sui giornali la notizia con congruo anticipo, per vedere l'effetto che fa) sarebbe stato certo più opportuno sondare le intenzioni di B29.Comunque sia, il Consiglio di Amministrazione di lunedì e l'incontro di ieri hanno certificato ufficialmente il fallimento del Projetto (con l'accento sulla o) Ridentus.

Poco più di due mesi fa, durante l'assemblea fiume del 27 ottobre, il tennista di Chambéry dichiarava risoluto che l'organizzazione e la struttura societaria andavano benissimo e che aveva piena fiducia in Secco e nel suo staff. Non solo. Nel dopo-partita di Ridentus-Catania, uno stralunato B-2 lasciava comunque intendere che le cose potessero benissimo andare avanti senza interventi (d'altronde, il Projetto con l'accento sulla o è forte, ça va sans dire, rien ne va plus, bla bla bla) rispondendo in questo modo a chi gli chiedeva lumi in merito a B29: "se c’è bisogno di rinforzi in società, sono decisioni che sono capace di prendere" (in pratica, decisioni che so prendere so quelle che so prendere; e quella, è quella cosa importante).Ed invece, B-2 ha dovuto mettere da parte la propria prosopopea francese, andando a Canossa, incontrando B29. Liberté, égalité, humilté.

Verosimilmente (avverbio molto in voga tra i testimoni dell'accusa nel processo di Napoli, che molto presumono ma poco dimostrano, se non in favore della difesa), il Consiglio di Amministrazione ed i tutori dell'eredepercasoaforzadisaltelli hanno messo B-2 con le spalle al muro, imponendogli di ricercare una figura carismatica e di esperienza cui affidare la gestione sportiva.Per il momento, (quasi) nulla trapela sui contenuti dell'incontro tra B29 e B-2. Non è dato ad esempio di sapere con precisione cosa sia stato offerto a B29. Un (offensivo) incarico da consulente o da consigliere non operativo (alla Tardelli, per intenderci)? Oppure qualcosa di più? Ma cosa? Una direzione generale? Oppure, conoscendo l'attaccamento di B-2 alle sue molteplici cariche e relativi compensi, una vice-direzione generale? E, comunque, con quali poteri e libertà d'azione? Quale la durata dell'incarico?.

Si è trattato, comunque, per forza di cose, di una prima ed interlocutoria presa di contatto tra la faccia vincente e gloriosa della Juventus e la faccia perdente ed ingloriosa della Ridentus. Pur in presenza di un'offerta più che congrua ed adeguata da parte di B-2 (in termini di ruolo, prospettive, libertà d'azione, etc), B29 avrebbe più di un motivo per opporre un rifiuto sdegnato. Il comportamento tenuto in questi anni dalla cirigenza e, soprattutto, dalla proprietà non può che essere stato vissuto da B29 come un'offesa alla Juventus, in primo luogo, ed alla sua persona, in seconda battuta.

Le dichiarazioni di John Elkann in occasione di Juve-Palermo del 7 maggio 2006 (queste cose non ci lasciano indifferenti, siamo vicini alla squadra e all'allenatore), il successivo commissariamento della società ad opera di Sant'Albano, la gestione di Farsopoli, la denuncia contro ignoti e la richiesta di patteggiamento nel processo per falso in bilancio ed infedeltà patrimoniale a Torino sono solo alcune delle tante circostanze che giustificano il risentimento degli juventini veri alla B29 nei confronti della gestione ridentina, dell'eredepercasoaforzadisaltelli e dei suoi tutori.

Inoltre, è la Ridentus ad aver bisogno di B29, non certo il contrario. B-2 è alla disperata ricerca di un parafulmine su cui scaricare le responsabilità dell'ormai più che probabile fallimento del Projetto con l'accento sulla o. Tutte le colpe ricadrebbero su B29 (un assaggio si è già avuto nell'assemblea di ottobre 2007, quando B-2 ha attribuito a B29 la responsabilità della scelta di Tiago, Andrade ed Almiron).

Gli eventuali meriti (ragionamento per assurdo, difficile che si possa parlare di meriti, vista la situazione comatosa della Ridentus) sarebbero invece sempre di B-2 e del suo Projetto con l'accento sulla o.Infine, B29 si troverebbe ad operare, solo contro tutti, in un covo di serpenti, pronti a pugnalarlo alle spalle alla prima occasione utile (è già successo, può tranquillamente succedere di nuovo). Detto questo, l'unico motivo per cui B29 potrebbe comunque decidere alla fine di superare le proprie perplessità ed accettare la proposta di B-2 è il suo smisurato amore per i colori bianconeri.

E, si sa, l'amore fa fare le cose più assurde.Presumibilmente (altro avverbio molto utilizzato al processo di Napoli), comunque, prima di prendere qualsiasi decisione, B29 si consulterà (se non lo ha già fatto) con Andrea Agnelli e con Donna Allegra.

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Cmq ,ho notato :D , esistono , ancora, i tifosi ottusi .

AVREI VOLUTO LA PRIMA CATEGORIA , altro che serie bbi.
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mi mancheranno le tue chiamate.
Ciao FRETELLO' , tanto - prima o poi ci rivedremo con GIUANN ( la triade - biagiolone- steve - e giuann ).

27 novembre 2009

SAPEVAMO GIA' , ADESSO ABBIAMO LA CONFERMA

X LA SERIE :
LE VERE MERDE



KITASTRA.
Un grazie a Giu' Le mani dalla Juventus .
Sempre vigili .

08 luglio 2009

PER I VERI BIANCONERI



Click sull 'immagine e informati .
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Tutti lo sanno , tranne il popolino '' sportivo '' Italico .

06 luglio 2009

Testimonianze e info veritiere

La redazione De ju29ro ha finora seguito in maniera puntuale e certosina ...........

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Tra quelle ascoltate finora riteniamo la testimonianza Galati una delle più ricche e adatte a capire fino in fondo la realtà del caso Calciopoli.

Il lettore più attento avrà sicuramente notato che Dario Galati non nomina mai Luciano Moggi, e non certamente perché è il suo difensore d’ufficio. Non lo nomina perché focalizza la sua analisi sul conflitto di interessi, sulle contraddizioni interne alla FIGC, sulle lotte di potere, sui punti deboli del sistema federale e della Lega.

Tutta roba che non fa “sentimento popolare” e che non serve a eliminare nemici scomodi e sfortunatamente molto bravi. Come nella migliore tradizione, mentre tutti guardano il dito, Dario Galati guarda alla luna, e lucidamente ci aiuta a capire.

Informati e approfondisci QUI' !

05 luglio 2009

INFORMAZIONI VERE

GLI ONESTI NEGLI ANNI ...uff... TIPO 1964
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FARSOPOLI 1964
( FONTE : JU29RO il sito con 29 palle sotto )

Raccontiamo una vicenda che fa parte della storia del calcio ma che, nel suo piccolo, richiama per alcuni aspetti Calciopoli.Il 4 marzo del 1964 la Federcalcio diramò un comunicato in cui si affermava che 5 giocatori del Bologna erano risultati positivi nei test antidoping effettuati il 2 febbraio dopo la gara con il Torino (vinta dal Bologna per 4 a 1).

La sostanza dopante rilevata fu anfetamina.La sentenza della giustizia sportiva fu perentoria: Bologna -3 punti (2 per la vittoria ed 1 di penalizzazione).Dall'Ara, presidente del Bologna, invece di chiedere le controanalisi agli organi federali, cioè di far esaminare il secondo campione delle urine dei calciatori incriminati, andò oltre, non si fidava più dell'ambiente sportivo e si rivolse immediatamente alla giustizia ordinaria.

A seguito della denuncia, il giorno dopo il procuratore di Bologna ordinò il sequestro dei campioni incriminati.In breve, i Carabinieri si recarono a Coverciano per sequestrare i flaconi delle urine destinati alle controanalisi, ma i medici rifiutarono la consegna adducendo che durante il trasporto sarebbero potuti deperire.
Allora andarono a prendere i campioni dopati conservati al centro di medicina legale, qui scoprirono che le provette erano state conservate in un frigorifero privo di serratura e contenente oltre ai flaconi (non sigillati) anche alcuni tubetti aperti di anfetamine; le nuove analisi rilevarono che effettivamente le urine erano dopate ma contenevano una quantità di stimolante tale da stroncare un uomo di normale costituzione.

Allora i Carabinieri tornarono a Coverciano per farsi consegnare i flaconi riservati alle controanalisi e qui li trovarono regolarmente sigillati e conservati in un frigorifero con doppia serratura: i medici legali questa volta non rilevarono alcuna traccia di sostanze dopanti.La sentenza della giustizia ordinaria fu quindi di assoluzione completa per il Bologna, purtroppo non si poté verificare chi aveva alterato i campioni di urina.A questo punto la Federazione dovette riassegnare alla squadra di Dall'Ara i 3 punti ingiustamente tolti.Riottenuto il maltolto, il Bologna riagganciò in vetta al campionato la capolista Inter, che era stata (suo malgrado) favorita dell'ingiustizia perpetrata ai danni della concorrente al titolo.

L'almanacco racconta che quell'anno i felsinei vinsero il loro settimo scudetto in un memorabile spareggio a Roma.Per dovere di cronaca c'è da dire che il presidente Dall'Ara, già sofferente, morì a Milano, tre giorni prima della partita spareggio, a causa di un infarto dopo un forte diverbio avvenuto con Moratti padre, proprio riguardo questa storia.

Considerazioni.

La storia insegna!

1. -Non esiste il caso Guardiola , possiamo affermare che questo è un altro caso in cui la giustizia sportiva ha dovuto rimangiarsi il verdetto dopo la sentenza opposta alla sua di un processo ordinario.

2. A differenza di certi nostri conoscenti, Dall'Ara riuscì ad ottenere giustizia grazie alla sua intraprendenza: invece di accettare incondizionatamente e di aspettare il corso della giustizia sportiva, si rivolse immediatamente a quella ordinaria.

3. Anche in questo caso, per puro caso, la sfortuna ha voluto che la seconda squadra di Milano potesse essere la beneficiaria della tresca organizzata da (i soliti) ignoti ai danni del Bologna.

Così è (se vi pare).

15 gennaio 2009

INTERVISTA ESCLUSIVA



Intervista esclusiva a Cristian Rocca su ju29ro .

28 ottobre 2008

ASSEMBLEA JUVENTUS IN DIRETTA



Dal blog del trillo

OGGI ( 28/10/2008 ) alle 10.30, presso il Centro Storico Fiat di via Chiabrera n. 20, si terrà l'assemblea ordinaria degli azionisti della Juventus S.p.A.Ju29ro.com sarà presente con una delegazione di loschi figuri i quali, avvalendosi della probabile presenza di qualche tifoso/azionista vip d'eccezione, oltre che della scrupolosa lettura del progetto di bilancio al 30 giugno (la cui approvazione sarà appunto oggetto dell'assemblea), cercheranno di capire se 'sta solfa debba durare ancora tanto o, al contrario, le espiazioni di massa in essere dal 2006 possano finire in tempi brevi. Perché se un bel gioco dura poco, figuriamoci uno che fa cagare.

Il sito Ju29ro.com, unica voce di informazione libera e seria su calciopoli e dintorni nel panorama disinformativo nazionale, a partire dalle 10.30 darà vita alla diretta dei lavori assembleari, con aggiornamenti in tempo reale sugli interventi dei partecipanti e sulle auspicabili risposte dei cirigenti ai tanti quesiti scomodi idealmente posti da qualche milione di tifosi basiti.Tutto ciò sarà possibile grazie ad un sofisticato gioco di specchi, in abbinamento ad un sistema integrato di segnali di fumo, fenomeni paranormali, alfabeto dei sordomuti, linguaggio del corpo, comunicazione satellitare e interscambio di staffette motorizzate, il tutto collegato tramite wifi con i supereroi del sorriso seduti al tavolo del consiglio di amministrazione.

Sì, proprio loro: quei supereroi che sono stati capaci di vendere, tanto per fare un esempio fra altri mille, Adrian Mutu per 7 milioni e mezzo di euro alla Fiorentina e spendere per Amauri più di quanto avessero incassato dall'Inter per Zlatan Ibrahimovic.Mamma, mettimi anche i panini. Non so se torno.

14 marzo 2008

15 gennaio 2008

Il ritorno ( appunti di post )

Uno spettacolo
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Un Grande saluto a tutti,sarò un pò lungo dato che è tanto che non scrivo
occorre spendere qualche parola,visto che c'è ancora qualcuno che inneggia a questa dirigenza di traditori,incapaci,bugiardi, gente capace di ricusare la propria madre,gente che afferma che "tronchetti provera è un bravo ragazzo e amico mio" montezemolo dixit,un bravo ragazzo , che ha creato il più grande buco finanziario mondiale con la telecom ,a scapito di noi utenti
un bravo ragazzo ,che aveva alle sue dipendenze un poveruomo come Adamo Bove suicidatosi(?) suo padre continua a dire che lo hanno ucciso e io credo a lui
mi domando se per caso uno così è in galera?? ....no è semplicemente al suo posto sul suo panfilo e si tromba sempre afef
montezemolo...per la ferrari ha fatto ricorsi su ricorsi ed ha ottenuto quello che voleva,come ha ottenuto quel che voleva per la juve, eliminare M&G e non far fare il ricorso al tar,gli elogi di blatter sono emblematici,avevamo una carta vincente per riprenderci onore e dignità questo essere immondo ce lo ha vietatole squadre italiane non sarebbero entrate in europa per un pò di tempo?? chissenefrega!! non ci andavamo noi,ma non ci andava l'intermerda dell'onesto,il milanmerda del portatore nano e le romane,il milan non avrebbe vinto la champions con intercontinentale annessa,e volevo vedere se quello che amava l'inter fin da bambino avrebbe firmato con i merdazzurri,ogni volta che segna mi mangio il fegato,e chi dice che non lo rimpiange è ipocritauna volta le altre società si mettevano le mani ai maroni sperando di non incontrarci,adesso quando sentono juve si mettono a ridere
RIVOGLIO LA MIA JUVENTUS!!!!!!

questa è la squadra che ci hanno dato,un allenatore che è sempre con la bocca aperta,a sparare cazzate,"se l'inter perde qualche punto noi siamo lì" ...... Lì dove??? qualcuno gli dia la classifica per fargli vedere che siamo a 10 punti dall'intermerda e non è finito nemmeno il girone di andata
Non che abbia mai nutrito sogni di scudetto ,ci andrà di culo se raggiungeremo un 4° posto.ma gli scudetti non si vincono con i parametri zero,che non giocano,non si vincono con giocatori comprati ad altissimo costo(e con i soldi degli azionisti),mai utilizzati e già pronti con le valigie in mano verso altri lidinon si vincono con squadre che si presentano a Catania senza fare 1 dico 1 tiro in porta,non si vincono mandando in campo (il solo acquisto serio) iaquinta a 8 minuti dalla fine quando fin dal primo tempo perdevamo 1 a 0,non si vincono se in squadra non c'è uno che sa crossare nemmeno a pagarlo a peso d'oro
chi ci tiene sempre a galla sono gli uomini acquistati da M&GAbbiamo un presidente che augura vittorie alle altre squadre,e applaude i ladri di scudetti (vinti sul campo )NOSTRI SONO NOSTRI!!!!un amministatrore delegato che ha scoperto il calcio solo dopo che è andato alla juve,ma che non si fa mancare il cospicuo compenso IMMERITATOun bambolotto come DS,che viene tacciato se parla con gente che di calcio ci capisce veramente,gli hanno sequestrato il cellulare ed ora fa la campagna acquisti dalle cabine telefoniche pubbliche,e sorvoliamo elkan,che non ha nemmeno ivitato sua madre alla mostra di Roma del rimpianto e grandissimo avvocato
Io dovrei stare con queste persone??? dovrei dimenticarmi di tutto quello che ci hanno fatto?? metterci una pietra sù,tanto ormai non serve più a niente??Se non si fa niente non si ottiene nienteNO !!!sto solo con i ragazziLi odio e non avrò pace finchè non levano le tende dalla juve
ORGOGLIO E DIGNITà QUESTA é LA NOSTRA JUVEIO NON DIMENTICO!!!
Scusate la lungaggine,un saluto a tutti

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by Big Steve .

10 dicembre 2007

Dossier del Drago di Cheb per Ju29ro

Dossier Telecom/3: gli sviluppi della vicenda
di Drago di Cheb

Le intuizioni e i concetti costituiscono gli elementi della nostra conoscenza, così non possono esserci concetti senza intuizioni e intuizioni senza concetti.Immanuel KantPrima di continuare a illustrare la storia del caso Telecom




Jè giusto fermarsi ?
un
attimo?

Dossier del Drago di Cheb per Ju29ro
Nel capitolo precedente abbiamo visto che si è verificato qualcosa di grave e irreparabile, la morte di Adamo Bove, ma è opportuno a questo punto spiegare adeguatamente le varie posizioni.Innanzitutto è necessario dire che i familiari di Adamo Bove non credono al suicidio, sanno che Adamo soffriva di vertigini e che sospettava di essere pedinato. Bove, inoltre, aveva la certezza che qualcuno, all’interno dell’azienda, volesse scaricare su di lui le responsabilità dello spionaggio Telecom, probabilmente per “salvare” qualcuno di molto potente.





Al contrario la testimonianza della dipendente Telecom, Caterina Plateo, alle autorità giudiziarie («A un certo punto cominciai a nutrire perplessità circa le richieste del dottor Bove su elaborazioni dati, in particolare quelle che mi venivano fatte telefonicamente o su biglietti... per utenze che risultavano poi in contatto con personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport o di enti locali, quali il Banco di Roma») sembra far ricadere ogni responsabilità su Bove stesso. Interessante anche ricordare come, nella sua deposizione, la dott.sa Plateo abbia parlato dell’esistenza di una macchina per le intercettazioni vocali uguale a quelle in uso alle forze dell’ordine: l’RT6000.





Noi vi sono elementi per stabilire se Bove fosse realmente complice del network spionistico di Telecom o se fosse una persona giusta e onesta che aveva intenzione di smantellare il network stesso. Sarà compito dell’autorità giudiziaria scoprire la verità e, fino a quel momento, ci limiteremo a registrare tutte e due le tesi, senza esprimere giudizi di merito.Fatta questa doverosa premessa possiamo continuare con il nostro racconto.



L’11 Settembre del 2006 Marco Tronchetti Provera rassegna le sue dimissioni dalla presidenza di Telecom, ma questa improvvisa svolta non viene messa in relazione allo scandalo delle intercettazioni e dei dossier illegali, quanto ad una polemica tra Tronchetti e il Governo, nella quale quest’ultimo avrebbe fatto pressioni per convincerlo a cedere il controllo della rete fissa dell’azienda alla Cassa Depositi e Prestiti (ente statale).Tronchetti Provera, in reazione a queste presunte pressioni governative, parla al Corriere della Sera del cosiddetto “Piano Rovati” (da Angelo Rovati, “consigliere economico” del Presidente del Consiglio), una sorta di Business Plan sulla sostenibilità finanziaria della suddetta operazione. Ma, dietro questa mossa, secondo alcuni, si celerebbero motivazioni diverse.Pochi giorni dopo (20 di Settembre del 2006), infatti, il Giudice per le Indagini Preliminari di Milano emette 21 ordinanze di custodia cautelare, per associazione a delinquere finalizzata allo “spionaggio illegale” e alla corruzione. Finiscono in manette un commercialista (accusato di aver organizzato la galassia di finanziarie estere attraverso le quali gli spioni facevano perdere le tracce dei milioni di euro spesi dalla Telecom per i dossier), undici uomini di Guardia di Finanza e Carabinieri, oltre che un dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Firenze. Secondo gli inquirenti, questa organizzazione sarebbe stata capeggiata da Giuliano Tavaroli (ex capo della security Telecom e del CNAG), Pierluigi Iezzi (security della Pirelli) ed Emanuele Cipriani (Polis d’Istinto), con la presunta complicità di Marco Mancini, alto esponente del Sismi già indagato in relazione al caso “Abu Omar”.Qualche mese dopo (*) finiscono in manette anche Fabio Ghioni, un ex giornalista di Famiglia Cristiana, Sasinini, mentre Giuliano Tavaroli, già incarcerato, viene raggiunto da un nuovo ordine di custodia cautelare.Il primo viene accusato di essere a capo di una speciale struttura di Telecom, denominata Tiger Team, accusata di condurre attacchi informatici a siti di aziende concorrenti (Vodafone, per esempio) e di riuscire a scardinare le difese delle caselle di posta elettronica di personaggi ritenuti scomodi. Il secondo invece, avrebbe avuto il compito di redigere delle analisi su persone precedentemente dossierate dalla Polis d’Istinto di Cipriani.



Nel Novembre 2007 vengono arrestati altri componenti: Alfredo Melloni (del Tiger Team) e Roberto Preatoni.In seguito anche Angelo Iannone, ex carabiniere e appartenente alla divisione brasiliana di Telecom, finisce nell’occhio della giustizia, aprendo un altro capitolo della vicenda: una “guerra” che vedrebbe contrapposta l’agenzia spionistica americana Kroll (assoldata dal nemico storico di Telecom, Dantes) e la Telecom per il controllo di Telecom Brasil (chi volesse approfondire i risvolti legati a questo episodio può fare riferimento agli articoli del giornalista Davide Giacalone su www.davidegiacalone.it).Ma chi erano i mandanti di questa gigantesca azione di spionaggi che, secondo la stampa, supererebbe per gravità persino i dossier illegali dell’epoca del Sifar del Gen.De Lorenzo?

Noi non ci azzardiamo a dare giudizi, che potrebbero essere smentiti, essendo l’inchiesta della Non essendoci giudizi certi e definitivi ci limitiamo a menzionare quanto scritto in un’Ordinanza dal Giudice delle Indagini Preliminari, Giuseppe Gennari: «Siamo di fronte a una parte di attività che nulla ha a che fare con gli scopi aziendali e quindi con gli interessi dei soci ai quali è necessario guardare per verificare se il denaro della società venga impiegato da chi ne ha la disponibilità in conformità alle ragioni per le quali il potere stesso e' attribuito». Secondo il Gip, quindi, l’opera di spionaggio avrebbe avuto interessi in gran parte slegati da logiche di tipo concorrenziali/aziendali, trovando invece motivazione negli interessi di singole persone che, essendo a capo della società, avrebbero fatto uso di queste facoltà per scopi privati.Più avanti, nell’Ordinanza, si legge che «quando si parla di appropriazione indebita la persona offesa è il soggetto giuridico società dietro cui si collocano i soci azionisti che della società sono proprietari e non certo l'amministratore della società e il vertice».



In questa ottica, andrebbero nettamente separate le posizioni dell’azienda in quanto tale da quelle dei suoi amministratori: in sostanza, l’azienda (e i suoi azionisti, che non hanno voce in capitolo nella gestione) potrebbe essere considerata vittima del reato di appropriazione indebita, dunque della distrazione di fondi, utilizzati non per fini “istituzionali” ma per perseguire obiettivi addirittura illeciti, dei quali gli autori sarebbero stati pienamente consapevoli.Gennari chiude accennando ad una pen drive in possesso di Tavaroli, sulla quale sarebbero state memorizzate una serie di comunicazioni intercorse tra funzionari dell’Antitrust, che testimonierebbero lo spionaggio dell’Ente da parte della rete spionistica Telecom.



Questo fatto manifesterebbe «l'eccezionale gravita' del comportamento della Security di Telecom, la quale era in grado di mettere nelle mani dell'azienda (perché è ovvio che le notizie prelevate non fossero appunto di utilizzo da parte della Security) elementi di conoscenza potenzialmente in grado di interferire, gravemente e illecitamente, nell'operato di un soggetto istituzionale che dovrebbe essere massima espressione di autonomia come il Garante per il Mercato e la Concorrenza».Fabio Ghioni, in una recente intervista, ha dichiarato che i vertici aziendali erano, perfettamente al corrente delle azioni illecite commesse in Brasile nell’ambito della “guerra” per il controllo di Telecom Brasil: «Inizialmente sulla vicenda sudamericana la security venne coinvolta solo marginalmente. Le strutture più impegnate erano l’ufficio affari legali internazionali, il top management della Telecom Italia Latino-America, dalla presidenza in giù, il general counsel, l’ufficio legale. Senza dimenticare i vari centri di costo. La security è entrata in gioco successivamente, quando ci è stato richiesto di trovare le prove dell’attività di spionaggio della Kroll e di rispondere. Tavaroli ha capito che era una grande occasione per tutti noi». Insomma, non solo i vertici telecom conoscevano il comportamento della security ma lo incentivavano.Continua .... Nota (*):19 gennaio 2007 alle 16:16 — Fonte: repubblica.itCaso Telecom, altri quattro arresti. Attaccarono il computer di Colao - Oltre a Tavaroli, in manette o arresti domiciliari Fabio Ghioni e Rocco Lucia, dipendenti del gruppo, e l’ex giornalista di Famiglia Cristiana Guglielmo Sasinini. Accusati di aver tentato di introdursi nel pc dell’amministratore delegato Rcs e in quello di Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere della Sera.23 marzo 2007 alle 10:40 — Fonte: repubblica.itDossier illegali Telecom, nuovi arresti - Tredici ordinanze di custodia cautelare notificate a uomini delle forze dell’ordine ed ex manager.



Avrebbero ricevuto denaro per raccogliere informazioni riservate raccolte in 30 archivi. Nei guai Tavaroli, Ghioni, Iezzi e l’ex giornalista di Famiglia Cristiana, Sasinini”.

fonte:ju29ro

07 dicembre 2007

Dossier del Drago di Cheb per Ju29ro

Dossier Telecom/2: la ragnatela che tutto avvolge.
di Drago di Cheb


Non è necessario credere in una fonte soprannaturale del male; gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.Joseph Conrad.Il clamore dello scandalo “Laziogate” fa passare sotto silenzio un altro rivolo dell’inchiesta sul caso “Telecom”, che risulta invece importantissimo per comprendere pienamente il “garbuglio”

Laura Danani, ex legale rappresentante della Tom Ponzi Investigazioni e titolare di una piccola agenzia investigativa, viene arrestata con l'accusa di “spionaggio telefonico”. La donna viene addirittura intercettata dai Carabinieri mentre detta ad un suo collaboratore un vero e proprio tariffario legato alle differenti compagnie.Ma la novità sta da un'altra parte: la Danani è sotto inchiesta, insieme a Emanuele Cipriani (Polis d’Istinto), per un'altra falsa verifica fiscale messa in atto dai soliti due marescialli della GdF (di cui già abbiamo dato conto nella prima parte di questa ricostruzione): questa volta a finire nel mirino una società di consulenza pubblicitaria di Milano.

Nell’ambito di questa indagine, durante una perquisizione negli uffici di Cipriani, i Carabinieri scoprono un DVD, il cui contenuto era criptato e protetto da una serie incredibile di password, nel quale sono memorizzati migliaia di dossier su uomini appartenenti al gotha economico, finanziario, politico e, addirittura, sportivo. La prova, in pratica, che molti degli uomini di potere italiani venivano dossierati.Dai giornali si apprende dell'esistenza di dossier su Corrado Passera (Banca Intesa), Cesare Geronzi (Capitalia e, ora, Mediobanca) e le sue figlie (una giornalista Mediaset, l’altra dirigente Figc), Franco Carraro (Presidente Figc e Medio Credito Centrale), Lorenzo Cesa (segretario UDC), Aldo Brancher (personaggio di spicco del partito “Forza Italia”), Roberto Calderoli (Lega Nord), Vincenzo Pozzi (Presidente ANAS).

Oltre agli uomini di potere (l'elenco di cui sopra è parziale), gli spioni hanno esteso il “dossieraggio” anche a "voci" ritenute scomode, quali quelle del comico Beppe Grillo e dei giornalisti Marco Travaglio e Davide Giacalone. Ma la cosa forse più strabiliante è il ritrovamento di fascicoli riguardanti calciatori (Bobo Vieri, Adrian Mutu e Vladimir Jugovic), arbitri (Massimo De Santis) e dirigenti, sempre del mondo del calcio, quali Luciano Moggi e il ds del Messina, Mariano Fabiani.Lo spionaggio giunge al parossismo quando a finire sotto "osservazione" è un semplice pensionato, il quale aveva minacciato di manifestare il suo malumore all'assemblea degli azionisti Telecom, dopo i ripetuti capricci della sua linea ADSL che, nonostante le ripetute richieste, non era mai stata riparata.

Ormai lo scandalo è di proporzioni enormi. Ed il gioco, infatti, diventa mortale.Ai primi di giugno, Telecom compie un’ispezione interna (internal audit) la quale appura che i sistemi per acquisire legalmente i tabulati telefonici garantiscono anche l'anonimità degli accessi. All’interno di Telecom, insomma, c’era chi poteva spiare i numeri chiamati dai clienti senza lasciare traccia. L’audit è firmato dal responsabile del controllo interno, Fabio Ghioni. Ghioni era il vice della security, quindi, vice di Tavaroli prima e di Bracco poi. Ghioni, successivamente, finirà in carcere con l’accusa di aver capeggiato il cosiddetto “Tiger Team”, dedito a spionaggio e controspionaggio (il tiger team è un gruppo di specialisti della security. A differenza degli altri "addetti alla sicurezza", il tiger team è quello che può accedere a tutte le aree dell'azienda, in tutte le sedi e a tutti i sistemi).

Successivamente si apprende che la procedura che permette di introdursi indisturbati nella banca dati del traffico telefonico ha due nomi: Circe e Radar, il primo dedicato alla magistratura e il secondo all'antifrode. Sistemi particolari poiché consentivano l'accesso incontrollato a dati riservati. Nomi che vengono accompagnati anche da quelli di altri sofisticati cervelloni in grado di svolgere lo stesso lavoro, quali il famoso S2OC.La Telecom stessa a questo punto sporge regolare denuncia, senza tuttavia fornire indicazioni su chi abbia potuto farne utilizzo.Di questa denuncia rende conto il settimanale “L’Espresso” che indica in Adamo Bove (capo sicurezza TIM) la persona che ha deciso di fare piena luce sulla vicenda vuotando il sacco di fronte ai Magistrati.

Ma chi era Adamo Bove?Difficile rispondere a questa domanda, di sicuro si può dire che era un ex dirigente della DIGOS che, nel 1998, aveva deciso di mettere la propria esperienza a disposizione di aziende private.Per comprendere a fondo il rischioso lavoro che questa persona svolgeva è illuminante un episodio: Bove (che gestiva il contratto coperto da segreto di Stato sui cellulari Telecom del Sismi) nell'aprile 2006, dietro regolare richiesta della Magistratura, fornisce alla Digos di Milano i numeri telefonici riservati di Mancini e degli altri funzionari del servizio, indagati per il caso del sequestro Abu Omar (gli sviluppi di questa inchiesta condurranno Mancini in carcere).Ormai, la partita è pericolosissima e Bove viene indicato come il responsabile dello spionaggio. Notizia poi ripresa da alcuni quotidiani come Il Sole24Ore che, il 10 giugno, parla di Bove come del Dominus della rete spionistica.

A detta di familiari e amici, da quel momento, Bove si sarebbe sentito vittima di un raggiro nel quale avrebbe dovuto fungere da “agnello sacrificale” per la salvaguardia di qualcuno più potente di lui.Il 21 luglio 2006 Adamo Bove muore, precipitando da un viadotto della tangenziale di Napoli.


(continua…)

Fonte: ju29ro

26 novembre 2007

LA REALTA ' E' QUESTA

TV CATTIVA MAESTRA

Una doverosa premessa: il presente non intende in alcun modo supportare né dare adito ad eventuali teorie del complotto, doglianze e piagnistei vari tipici della mentalità anti-juventina; si propone invece di analizzare i continui e gravi errori della classe arbitrale guidata da Collina in riferimento alla rappresentazione mediatica del calcio.


Un’altra doverosa promessa: si ritiene, ad ogni modo, che le odierne eventuali teorie del complotto abbiano più legittimità di quelle in voga al tempo di Moggi. In tv è tutta un’orgia di "opinionisti", nani e ballerine che provano ad irretirci con un’irritante manfrina: “Oggi sappiamo che gli errori degli arbitri sono in buonafede, mentre prima con Moggi non era così…”. Posto che la prima parte della frase è vera solo fino a prova contraria, era vera anche al tempo di Moggi. Anche al tempo di Moggi si necessitava di prova contraria.

O almeno si sarebbe dovuto.


Poi ci sono stati i processi e non si è trovato alcuna prova contraria. Ossia la Juventus non ha mai comprato una partita. Non ha influenzato alcun arbitro. Nessun arbitro è stato squalificato per aver favorito o per avere avuto rapporti con la Juventus. Sentenza della giustizia sportiva. Amen. La seconda parte della manfrina è quindi falsa.


Quanto alla prima parte: fino a prova contraria. Paradossalmente un’eventuale odierna teoria del complotto ha più legittimità della passata teoria del complotto, già giudicata come senza fondamento dalla giustizia sportiva.Comincerò quindi l’analisi di questa ennesima giornataccia per gli arbitri, prendendo in considerazione questa seconda premessa, per poi addentrarmi in qualche considerazione più tecnica.La partita è Reggina-Fiorentina, l’arbitro è Ayroldi. Il Granillo torna protagonista. Nel primo tempo, nell’evolversi di un’azione da calcio d’angolo, il giocatore della Fiorentina Pazienza commette un evidente fallo di mano all’interno dell’area di rigore. Ayroldi è posizionato benissimo. In linea con il contatto tra il braccio di Pazienza e il pallone. Osserva. Aspetta un paio di secondi. E poi fischia. Fallo in attacco e punizione per la Fiorentina.


Mi sovvengono tanti episodi della propaganda anti-juventina:fallo di mano di Iuliano in un Lazio-Juventus arbitrato da Collina. L’arbitro viareggino non è posizionato bene e il fallo di mano non è così intelleggibile come quello di Pazienza. Le televisioni ne parleranno per un mese. E non lo scorderanno mai. Quanto durerà televisivamente l'evidenziazione del fallo di Pazienza? Un soffio....pazienza!Rigore negato a Ronaldo in Chievo-Inter. E’ vero: De Santis era in buona posizione.


Ma se quell’episodio è ancora citato dalla propaganda anti-juventina come episodio cardine utile a dipingere De Santis come arbitro juventino (lo stesso De Santis a Matrix ammise che precedentemente non vide un rigore ancora più netto a favore del Chievo), nonostante non vi sia alcuna prova a sostenerlo, siamo autorizzati oggi a fare simile considerazione per Ayroldi?La madre di tutti gli episodi: goal annullato a Cannavaro prima della pioggia di Perugia. Allora De Santis fischiò sull’impatto del pallone e si voltò. Ieri Ayroldi vede un rigore e aspetta due secondi a fischiare...una punizione in favore degli avversari.Insomma: è un complotto? Ayroldi è al soldo di qualcuno, influenzato da qualcuno? No, non lo è fino a prova contaria.


Ho prova invece, così ha giudicato la Corte Federale, che Collina e De Santis non si siano adoperati per favorire la Juventus.Sempre in Reggina-Fiorentina, quasi allo scadere, Ayroldi non assegna un rigore evidente per fallo di Vandenborre su Missiroli. Il difensore belga travolge il reggino. Da regolamento è rigore. C’è però che Missiroli ha già calciato la palla prima di subire il contatto. Rimane rigore per il regolamento ma in tv sembra meno rigore. Ossia, l’opinione pubblica, se non aizzata, ci può passar sopra. L'opinione pubblica è "indirizzata" dalla Tv.


Un esempio l'abbiamo visto ieri sera, quando, pur in presenza di una indiscutibile vittoria della Juve si cercava il pelo nell'uovo: il primo gol nasce da un calcio d'angolo inesistente, sentenzia la Tv di Stato. Vero! Ma altrettanto inesistente era il famoso calcio d'angolo da cui scaturì l'annullamento del gol di Cannavaro nella famosa Juve-Parma. Due situazioni speculari ma trattate in modo diametralmente opposto dalla Tv: a trarne vantaggio, per loro, è stata sempre la Juve. Incoerenza e faziosità.Ma vediamo altri episodi di questa giornata.Genoa-Roma. Rosetti, aka Robbychenonsbagliaunfischio, ne sbaglia parecchi. Rigore solare su Vucinic, per trattenuta di Bega.


Il montenegrino non si butta, ma prova ugualmente a calciare. L’onestà non viene premiata. In tv diranno: “non è caduto”, “non ha protestato”… Non viene concesso il rigore. Sempre Vucinic si invola verso l’area, salta Bovo che lo placca con un gomito alto, tra l’altro in posizione da ultimo uomo, da regolamento. Non verrà sanzionato, in quanto televisivamente, nello svolgersi dell’azione, non sembra l’ultimo uomo. Ma lo è. Infine non viene espulso Juric, per una seconda ammonizione dovuta per un fallo di mani volontario.


Ma la meccanica, televisivamente parlando, non induce all’ammonizione. Era una punizione dal lato e lui in barriera. Poco importa cosa dice il regolamento. Sembra che gli arbitri debbano essere più attenti alle apparenze che alla sostanza. Infine un clamoroso errore del guardalinee che annulla un goal favorevole a Di Vaio per inesistente posizione di fuorigioco.Inter-Atalanta. Banti. Evidente spinta di Cruz su Carrozzieri nell’azione del raddoppio. Alla tv non si vede nemmeno, inizialmente. Ma il goal è irregolare. Naturalmente i giornalisti troveranno di che rifarsi criticando Banti per la mancata espulsione di Manfredini per fallo su Suazo. In realtà, da regolamento ci stava il giallo, per un intervento scomposto ma frontale e che mirava al pallone.


Certo televisivamente faceva un gran bell’effetto. E così il fallo di Cruz è passato sostanzialmente in carrozza. A chi l’ha fatto notare a Zanetti Javier, l’argentino ha risposto: "stessero zitti alla Juve che di arbitri non possono parlare". Al che, con un esercizio di stile, invece di mandarlo a quel paese, lo rimando alla mia seconda doverosa premessa.Juventus-Palermo. Saccani. Clamorosi errori pro-Juve. Il calcio d’angolo da cui nasce il primo goal non c’è. Molinaro tocca forse con il braccio aderente al corpo un pallone col suddetto braccio fuori area. E quindi è rigore. Infine svista colossale dell’arbitro: Del Piero rifila una testata a Palladino. Ora si invoca la prova tv.Con la modalità del commento off, mi stupisco invece del giallo ecumenico (e televisivo) comminato a Nocerino e Simplicio. Il primo pressa l’avversario da dietro e in sequenza riceve dal secondo una gomitata, un tentativo di gomitata e una volta giunti al faccia a faccia una testata. Nocerino non si accascia al suolo. Quindi: ammonizione per entrambi. Il regolamento dice: espulsione per Simplicio. La tv dice: ma sì una scaramuccia come tante.Continuando a parlare di tv in Cagliari-Milan (arbitro Dondarini) Gattuso, che ha ormai assunto gli atteggiamenti e lo status dell’intoccabile, schiaffeggia Acquafresca, con l’evidente intenzione di intimidirlo. Un buffetto bonario, commenta la tv. Non credo si ricorrerà alla prova tv: del resto c’è un Milan-Juve che si approssima.


Infine, fuor di televisione, in Lazio-Parma mancata espulsione per Couto e Pandev, colpevoli di reciproche e proditorie gomitate al volto succedutesi per l’intero primo tempo a scadenza regolare, e a Udine, senza ausilio di moviola, pesanti sospetti su un fuorigioco sul primo goal di Quagliarella.


Morale della favola: gli arbitri non applicano il regolamento, ma oscure regole di comportamento mutuate dal bon ton della Corte di Francia o più probabilmente dall’istupidimento mediatico generale. Ciò che non è evidente, non si fischia. Se c’è rigore, ma non ti butti, non te lo fischio. (Anche a Cagliari in un contropiede Gattuso tenta di abbattere Foggia che rimane in piedi, già ammonito avrebbe dovuto essere espulso). Se ti assestano una gomitata, ma non crolli esanime, non punisco l’autore. Insomma l’invito è: simula nel miglior modo possibile, in modo che anche in tv sembri così.


Se un’ espulsione ci sta da regolamento, ma temo di andare incontro a critiche, il cartellino me lo tengo nel taschino. Insomma, alla fine, il vero giudice degli arbitri non è Collina, ma Biscardi, Ziliani o Pistocchi. L’unico arbitro a non uniformarsi alla regola, in questa disastrosa giornata, è stato quindi Ayroldi che ha negato un rigore visibile in tv, dai balconi dei palazzi adiacenti al Granillo, e forse anche dall’altra parte dello Stretto.Insomma: niente complotti, please. Ma diciamocelo: il lavoro di Collina sembra tutto centrato a salvare le apparenze. D’altra parte lui che è stato ancor prima di un buon arbitro, un grande fenomeno mediatico, sa bene come si vende un prodotto. Ma la sua gestione sta producendo sconquassi dal punto di vista dell’aderenza al regolamento, e il ripetersi di errori marchiani.


Delle due una: o la gestione Collina non esiste, ma il tutto è gestito dalla grande, famosa e penalmente rilevante opinione pubblica, oppure è un fallimento su tutta la linea.



Fonte: JU29ro _ 26 /11/07


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29 sacrosanti ( senza contare l'ennesima conquista successiva - LA TERZA STELLA )Troppo invidiosi


22 novembre 2007

ECCO XkE'



Prenditi da bere .

Perlissima


Medoòn ! Che tipo ,...bho!

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Cobollo ha dichiarato che la Juve non è la più penalizzata, ricorda solo Napoli e Parma!
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Dunque il presidente si è dimenticato del Cagliari, Udinese, Roma e Inter!


Si è dimenticato dei 35 cartellini!


Si è dimenticato dei rigori a nostro favore non concessi.

Stiamo ancora a parlare del fuorigioco di Turone e Cobollo ha già cancellato 8 giornate di campionato!


Vuoi vedere che alla fine del girone d'andata non ci sarà più memoria nemmeno di Parma e Napoli?

Vuoi vedere che Cobollo si è dimenticato la serie B?
Ma che razza di presidente abbiamo?


Ha ragione l'amico Mourinho.


Di solito gli incompetenti si dimettono, qui si consolidano!
Mi viene un altro conato, plik, plak....








By Big Monica






18 ottobre 2007

Il vento sta cambiando

E qualcuno si riposiziona


Luciano Moggi ieri ha presentato il suo libro verità su Farsopoli (Un calcio nel cuore).
Alla conferenza stampa era presente anche il giornalista (va beh, si fa per dire) Franco Rossi.
Il suo atteggiamento mi è sembrato molto significativo.
Prima, nel formulare una domanda al Direttore gli ha ricordato l'amicizia trentennale che li lega (dagli amici mi salvi Dio...).


Poi, terminata la conferenza stampa, non ha più mollato Lucianone. Gli è rimasto accanto tutto il tempo, scodinzolando come un cane fedele.

Evidentemente, Franco Rossi ha fiutato che il vento sta cambiando e si sta riposizionando.
fonte:Ju29ro


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giusto x far capire il personaggio:
f.rossi è quello che , mentre parla di calcio , SPUTAZZA.

06 ottobre 2007

Il processo di revisione

Il popolo bianconero comincia a trovare ragione nei tanti, troppi scandalosi fatti che hanno colpito e affondato la storia della Juventus lo scorso anno.Tutto era cominciato col ragionamento a freddo di molti addetti al settore. Giocatori e allenatori, chi più chi meno, hanno capito dove risiedesse la forza e la superiorità della Juventus targata Capello. Non certo in Moggi. Quel tarlo sull'incomprensibile piccolo particolare che non ci fosse per la Juventus assolutamente bisogno di condizionamenti esterni ha fatto il suo lavoro fra chi nel calcio ci lavora.

A dire il vero le categorie citate sono state le più caute ed equilibrate fin dallo scorso anno, escludendo le piazze di Roma (a cui anche quest'anno la porchetta ha fatto brutti scherzi di digestione dopo la sfida con la Juve) e quella di Milano, sponda triste (ma lì più che di porchetta trattasi di atavica frustrazione a cui ancora gli ex juventini Ibrahimovic e Vieira stentano a piegarsi, proprio per aver conosciuto altre e più elevate professionalità).Ora come un rullo compressore, del cui rumore in avvicinamento nessuno ha fatto o non ha voluto far caso, la procura di Milano ci spiega che non tutta la verità, è quella depositata a Napoli.

Finalmente si deve ragionare sui tempi. Da Quando cioè quel rumore del rullo compressore si sentiva. E' una macchina lenta, non poteva essersi materializzata dal nulla, non ci vuole intelligenza a capirlo questo. E da questo, dal rumore che in molti nei PALAZZI hanno evitato con dei buoni tappi per le oracchie o col sempre valido metodo del proverbiale "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire", si sta scardinando ciò che con dati alla mano sullo scorso anno non si era riusciti a fare.In ordine sparso i signori della carta stampata iniziano a dire pubblicamente cose che non avremmo mai sperato di sentire.Gigi Moncalvo al Processo di Biscardi: "Comincio a dar ragione al popolo Juventino sulla strana fretta dello scorso anno, la Juventus sembra proprio che sia stata il capro espitorio per coprire tutto il marcio di questo calcio.

Una giustizia sportiva a due velocità, che fu assente in caso dei passaporti, che fu velocissima in altri casi come Fiorentina e Genoa e soprattutto lo scorso anno, questa volta attende prove certe e si dice prudente in attesa di carte e fatti". Tutto questo mentre la piazza romana e milanese tentava di tappargli la bocca.Xavier Jacobelli rispondeva nel suo blog ad una semplice domanda, non tanto sulla Juve, ma sulla giustizia a due velocità, che sì, è questo il vero scandalo. Si riconosce che per giudicare valido il processo dello scorso anno, quest'anno a luglio si doveva fare un processo altrettanto eclatante in modo altrettanto "efficiente".Un Palazzi immobile mentre da giugno sapeva, che attende prove mentre lo scorso anno dichiarava che non poteva attenderle per la regolare iscrizione delle squadre ai campionati e in Europa, è il vero scandalo.

La nostra chiave per far capire le ragioni e le perplessità che avevamo lo scorso anno. I dubbi che tanta fretta nascondesse la reale volontà di distruggere la Juventus e non di cercare di far giustizia.Sono i fatti di oggi, più che le ragioni dello scorso anno, a darci ragione. La sabbia nasconde, ma ne hanno dovuta portare talmente tanta che chi passa si chiede cosa ci stia a fare quella montagna in via Allegri.Forse c'è un motivo, si attendono le carte da tutte le altre procure: da Torino, da Roma, da Perugia. Ma anche questo non regge.

Preziosi per le sue plusvalenze è già stato processato.Comunque attendere tutte le procure e mischiare il tutto in una melma informe permetterà di far passare le responsabilità più gravi nella forma di un condono tombale per tutti? Chissà (ma sono aperte le scommesse), sta di fatto, sempre dal ragionamento seguìto con Jacobelli che conferma queste ragioni, oggi un processo sportivo sarebbe viziato da una poco serena quanto reale non applicabilità delle sanzioni più gravi. Non si può cancellare oggi un calendario nell'eventualità di sanzioni gravi, non si può riscrivere e far ripartire un calendario di un'eventuale categoria di assegnazione.

Difficile dire "giocate e divertitevi che il prossimo anno traslocate". Rimane, dell'articolo 13, solo il paragrafo "buffetto e rimprovero". Questo per tutti, ovviamente.Ma un pensiero va proprio al giornale QN in cui Marco Liguori, già nel 2006, parlava un pò per tutti di plusvalenze, di debiti, di marchi venduti, ricomprati e finanziati da banche di fatto in odore di controllo personale. Faceva nomi già a fine 2006. I suoi dossier, precisi forse quanto quello della procura di Milano (o forse più in quanto completo per tutte le altre squadre), rimane lì, nascosto ai più in un link perso nel web.

fonte:http://www.ju29ro.com/
http://www.ju29ro.com/articoli/Il_processo_di_revisione.html