23 marzo 2010

Moggi: " Magari potessi tornare alla Juve ''

fonte http://www.tuttipazziperlajuve.com

Tutti pazzi per la Juve ,popolarissimo programma radiofonico in onda su RADIO ERRE2, questa settimana ha intervistato l’ex DG della Juventus Luciano Moggi.
Il “Direttore”, chiamato ancora così da tutti i tifosi bianconeri, non si è certo risparmiato nel rispondere a tutte le domande svelando un sensazionale retroscena di mercato e possibili eventi futuri della sua carriera.

Buonasera “Direttore”, lei non ha idea di quanti messaggi d’affetto e di stima ci sono arrivati dopo aver annunciato la sua partecipazione alla trasmissione di stasera: siamo stati letteralmente sommersi.
Quanto conta per lei avere tutte queste persone accanto dopo i dispiaceri del 2006?

"Certamente fa piacere. Evidentemente hanno capito che il lavoro che abbiamo fatto noi era un lavoro fatto bene. Mi dispiace per quello che sta succedendo alla Juventus perché le sono legato da un rapporto che direi affettivo e perché tutto quello che è stato fatto nel passato mi coinvolge.
Mi dispiace soltanto che questa squadra sia stata distrutta così, in un modo che non ha una logica. I motivi non li conosco bene anche perché non sono dentro l’ambiente salvo dire che la campagna acquisti non è stata certo una campagna azzeccata e su questo non c’è dubbio."

A proposito di campagna acquisti, cosa ci può dire riguardo Diego e Melo, e del loro rendimento?

"Diego è sicuramente un buon giocatore, però Diego non è un campione affermato come avevano voluto far apparire alla Juventus all’inizio quando è stato preso perché voi sapete che c’era un momento di difficoltà della società e dovevano fare un taglio alle polemiche per cui hanno scambiato un buon giocatore per un campione cosa che non è.
E’ un discreto giocatore, ma un campione è un’altra cosa.
L’utilizzo di Diego secondo me non è neppure giusto perché, tenendo conto del gioco che si pratica in Italia, o gioca seconda punta oppure fa difficoltà perché giocare dietro le punte in Italia è un ruolo molto delicato.
Melo sarebbe un buon giocatore se utilizzato nel proprio ruolo, ma quando si va a cercare Xabi Alonso e Melo non si hanno le idee chiare: perché Xabi Alonso è un regista mentre Melo è un mediano difensivo quindi o si cerca l’uno o l’altro.
Evidentemente se si tratta prima l’uno e poi l’altro vuol significare che non si sa cosa si vuol prendere oppure si è scambiato Melo per un regista, come in effetti credo che abbiano fatto, e questo è un errore non di presunzione, ma di tutt’altro tipo.
Secondo me gli errori sono stati fatti a monte ed il rendimento ovviamente è quello che è perché sono in difficoltà i giocatori stessi presi per ruoli che non sono praticamente consoni alle loro caratteristiche e conseguentemente ci sono squilibri nella squadra. "

Quindi Melo è un doppione di Sissoko?

"Si, ma molto peggio di Sissoko. Le prestazioni di Melo e la visione di questo giocatore erano disponibili nel campionato fatto l’anno precedente con la Fiorentina, era disponibile la visione delle partite che faceva con la nazionale e scambiarlo per un regista credo sia stata una cosa molto grave."


Sul forum juventino j1897network.com sono stati aperti numerosi sondaggi terminati con un risultato plebiscitario a suo favore dal quale emerge la volontà dei tifosi di rivederla al più presto in bianconero.
La Juve per lei è un capitolo ormai chiuso della sua vita o mai dire mai?

"Credo che la Juve per me non sarà mai un capitolo chiuso perché ho passato dodici anni eccezionali. Purtroppo è la nuova proprietà che in pratica ha posto un alt mettendo gli uomini suoi e non c’è neppure niente di straordinario perché quando arriva una nuova proprietà è giusto che metta i propri uomini. Quello che non è giusto è trattarci come ci hanno trattato perché non potevano sicuramente toglierci dal comando della squadra e della società per i risultati ottenuti ed hanno cercato praticamente di fare un’azione, consentitemi il termine, di “sputtanamento” ed era l’unico modo per portarci via dalla Juventus. E questa è l’unica cosa che mi dispiace.
Però la vita è questa: bisogna accettarla per quella che è. "

Moltissimi tifosi auspicano un ritorno della famiglia Agnelli alle redini della Juventus nella persona di Andrea e che gli Elkann si facciano da parte, secondo lei è una situazione realizzabile?

"Non lo so perché non conosco la situazione delle famiglie.
Conosco bene Andrea Agnelli e Allegra Agnelli, non conosco gli altri per cui non so cosa può succedere.
Dico soltanto che in pratica è stata fatta una cosa che certamente non era giusta perché per togliere la Juventus agli Agnelli potevano usare metodi diversi.
Invece nel 2004 (dichiarazioni fatte da Blanc in un’intervista a “Le Monde”) si è incontrato Blanc con John Elkann e praticamente hanno concordato già nel 2004 di farci fuori e questo la dice lunga. Hanno avuto due anni di tempo per fare tutto quello che volevano. "

Però adesso la verità e molti retroscena si stanno svelando…

"A venire viene fuori tutto, su questo non c’è dubbio ed è anche una soddisfazione se vogliamo.
Però è anche chiaro che è stato un brutto momento e soprattutto un modo di fare di una proprietà che in pratica non mi sembra neppure giusto né leale e su questo non c’è dubbio perché bisognava avere anche la forza di dire: “noi non vi vogliamo. Anche se siete stati bravi, fateci la cortesia e andatevene”. Tutto qua.
D’altra parte è bene ricordare che, quando siamo arrivati noi, erano nove anni che la Juventus non vinceva e gli abbiamo fatto passare dodici anni di glorie.
Che poi fossimo invisi alle altre squadre soprattutto al Milan e all’Inter non c’erano dubbi e questi qui hanno approfittato. Tant’è che io nel 2006 quando è successo il tutto ho detto: “da ora in poi il calcio diventerà tutto milanese” e non mi sono sbagliato. "

Quindi è concretamente possibile che con Andrea Agnelli lei possa ritornare a fare il Direttore Generale alla Juventus?

"Con Andrea Agnelli i rapporti non sono buoni, sono ottimi.
Sia io che Giraudo credo che abbiamo dato tutto per questa famiglia, ma abbiamo dato tutto anche per la famiglia della Juventus e non solo per la famiglia Agnelli che ci aveva preso.
Credo che ci saremmo meritati ben altro.
Con Andrea Agnelli, supposto che possa avvenire la cosa, sarebbe tutto da vedere. "

In questo momento di sconforto della Juventus, che messaggio si sente di mandare ai tifosi bianconeri?

"Intanto ringrazio i tifosi bianconeri per la stima che hanno in me e colgo l’occasione per ringraziare anche Tardelli per le parole che ha detto.
Le parole ovviamente non attutiscono il dolore e su questo non c’è dubbio, però sono cose che fanno piacere soprattutto quando uno stadio fa il nome di una persona, come è successo a me, certamente è una cosa piacevole.
Quindi io ringrazio tutti i tifosi che hanno avuto ed hanno stima in me.
Mi auguro che la Juventus possa riprendersi perché così veramente è una cosa che non funziona bene. "

Siamo stati letteralmente sommersi da e-mail e messaggi di tifosi che la amano e le voglio bene. Tutti quanti invocano a gran voce il suo ritorno alla Juventus.

"Magari potesse avvenire, non ci sono dubbi che tornerei. "

Come commenta l’attuale situazione della Juventus?

"Il problema di adesso che incombe è di far riprendere la Juventus.
Ho l’impressione che questa società intanto ha fatto proclami fuori posto e non ne ha mai azzeccata una. Ad esempio ha detto che il secondo posto era poco e mi sembra che qui non il secondo posto, ma anche il quarto sia troppo.
Hanno detto, dopo aver raggiunto il quarto posto, che il quarto posto era poco.
Puntavano al terzo e sono già al sesto!
Hanno detto che, per lenire tutto quanto, avrebbero vinto l’Europa League e sono stati eliminati dal Fulham che è una squadra praticamente da metà classifica del nostro campionato.
In pratica, mi pare che chiacchierano parecchio!
E poi, secondo me, siccome le società di calcio hanno un gruppo di giocatori importanti, oltre che il personale, ci vuole un carisma un po’ diverso da quello che hanno loro per far sentire tranquilli i giocatori quando scendono in campo che sono, diciamo, difesi all’occorrenza e protetti da una società forte.
Io vedo che i giocatori della Juventus hanno un timore reverenziale degli avversari mentre quando c’eravamo noi erano sicuri del fatto loro perché sapevano che ci sarebbe stata una società che li avrebbe difesi a spada tratta e soprattutto perché il calcio è un business e tutti voglio vincere e quindi le polemiche sono all’ordine del giorno e noi abbiamo sempre e comunque combattuto le polemiche.
Può darsi pure che questa sia stata una cosa che ci hanno fatto pagare e su questo non c’è dubbio."

Forse non avevate persone nelle televisioni più importanti visto che alla fine sono quelle che hanno contribuito a formare il “sentimento popolare”.
Lei poteva contare soltanto sull’amico Biscardi al “Processo del Lunedì” mentre gli altri, durante la settimana, potevano contare nell’impiego di corazzate.

"Ma infatti noi sparavamo con le pistole ad acqua e gli altri con i cannoni.
Hanno detto addirittura nel processo che in pratica noi usavamo il “Processo del Lunedì”.
Il Processo del Lunedì ha avuto una sentenza per una querela degli arbitri e non è stato condannato perché hanno detto che era una televisione che faceva resoconti da bar dello sport.
Quindi, immaginatevi che aiuto avevamo da una trasmissione del genere!
E poi hanno sempre cercato di dire che praticamente volevamo difendere gli arbitri, ma sapevano benissimo che noi non volevamo difendere gli arbitri: volevamo che chi veniva a Torino come arbitro non fosse influenzato dalla stampa negativa e di conseguenza cercavamo di dare una mano affinché le critiche fossero meno severe. Questo è quello che in pratica stavamo facendo. Mentre gli altri con televisioni come Rai, Mediaset e compagnia bella avevano appunto delle corazzate che noi non avevamo. "

Appunto, ma come si poteva ipotizzare che una trasmissione come “Il processo del Lunedì” potesse soverchiare il bombardamento mediatico di tutta la settimana contro la Juve ad opera degli altri media che stigmatizzavano anche la situazione più banale forse contribuendo a sobillare i tifosi avversari che molte volte, per esempio qui a Roma, si sono resi protagonisti di atti di violenza ai danni di persone che esponevano una semplice sciarpa bianconera?

"Si, ma certo. Infatti era difficilissimo giocare a Roma, su questo non c’è dubbio, e per altri motivi anche a Milano contro Inter e Milan. "

Alvise Cagnazzo, l’inventore de “L’Uomo Nero” di Carlo Nesti, intervistato da noi qualche settimana fa ha detto:
“in 12 anni dell’era Moggi il Milan ha ricevuto 93 rigori a favore, la Lazio 88, la Roma 86 la juventus 82 e dovete domandare ai giornali di partito, perché oggi in Italia abbiamo dei giornali che fanno il tifo, se la Juventus aveva un sistema, questo sistema funzionava? Lo sapete qual è l’ultima partita che la Juve ha perso con Moggi al timone? E’ Juve-Inter. Sapete chi era l’arbitro?
De Santis! Non era l’arbitro che aiutava Moggi?”.
Come commenta queste dichiarazioni?

"Si, ma infatti è tutto un discorso fuori posto che in pratica hanno voluto manovrare come volevano, su questo non c’è dubbio, e devo dire che ci sono anche riusciti per il momento.
Però piano piano le cose vengono a galla e sicuramente sarà ristabilita una verità.
Io conto molto in questo anche se è una cosa che mi ha fatto male.
Gli arbitri danno alle squadre forti per effetto di una sudditanza su cui è inutile discutere: c’è sempre stata e sempre ci sarà. "

Come commenta l’operato di Collina e dei suoi rapporti con Meani del Milan considerando le intercettazioni che li riguardano?

"Noi combattevamo il fatto che Collina venisse da noi ad arbitrare e non sapevamo, attenzione, le intercettazioni che c’erano quando lui diceva a Meani che voleva passare a mezzanotte dalla porta di dietro del suo ristorante chiuso perché nessuno lo vedesse.
Collina ci ha comportato una sconfitta nella piscina di Perugia dopo 75 minuti di stop. Per non parlare poi della Super Coppa Europea giocata a New York: ad un minuto dalla fine del primo tempo supplementare, c’era il Golden Gol, ci ha dato un rigore contro ed il Milan è andato in vantaggio 1-0. Poi, fortunatamente, si è ribaltata l’azione, abbiamo fatto il gol del pareggio e poi abbiamo vinto ai rigori.
Però leggendo quelle intercettazioni ovviamente viene da pensare qualcosa e probabilmente quello che pensavamo non era sbagliato assolutamente e quindi cercavamo una difesa di queste cose pur non sapendo, ma immaginando che potessero esserci situazioni di questo tipo."

A Napoli è appena iniziato il controesame del Colonnello Auricchio, colonna portante dell’operazione “Off-Side”, da parte degli avvocati delle difese.

"Si, con noi se la vedrà martedì. (oggi 23marzo ndr)"

Il Colonnello ha incredibilmente dichiarato di aver visionato le partite oggetto di indagine non guardandole direttamente, ma dai tabellini dei quotidiani sportivi del giorno dopo, escluso “TuttoSport” perché era di parte. Non le sembra assurdo?

"Una cosa ridicola. Leggeva la Gazzetta soprattutto. Poi ha saputo dire soltanto dei non ricordo.
E’ troppo poco.
Auricchio ha inoltre dichiarato di non aver attenzionato la partita più importante del campionato per l’assegnazione dello scudetto ovvero Milan – Juve, finita 0-1, perché l’arbitro designato era Collina sinonimo di garanzia…
Si, ma ha detto anche un’altra cosa però che cozza con lui e con quello che sostiene. Perché ha riferito in aula che attenzionavano soltanto le partite che nella sostanza erano intercettate. Si è dimenticato appunto dell’intercettazione di Collina e del fatto che lo stesso Collina aveva avuto anche lo stesso sponsor del Milan qualche tempo prima quindi era a maggior ragione una partita da attenzionare. A lui gli è sfuggito questo piccolo particolare e dovrà rispondere di tutto nell’udienza di martedì(oggi ndr) e non credo che abbia tante vie di fuga su questo argomento. "

A distanza del suo primo interrogatorio con il PM Narducci, considerando quanto sta emergendo durante il processo di Napoli, per lei è finita come sosteneva il magistrato?

"Non credo. Assolutamente no."

Sappiamo che Salvatore Cozzolino dello “Ju29ro Team” le ha regalato il loro libro “Che fine ha fatto la Juve?”. Lei ha avuto il tempo di leggerlo? Cosa ne pensa del libro?

"Si me lo ha regalato. Non l’ho ancora letto tutto, ma tanto so perfettamente quello che dice perché queste cose le conosco a memoria e non ho bisogno di studiarle.
Mi fa piacere che sia stato scritto questo libro che testimonia quanto assurda sia stata la cosa che è stata fatta nel 2006. "

Maifredi, intervistato da noi qualche mese fa, ci ha riferito che lei aveva quasi portato a termine l’acquisto di Cristiano Ronaldo e di Steven Gerrard. E’ tutto vero?

"Cristiano Ronaldo lo avevo già preso da ragazzino, poi purtroppo Salas rifiutò il trasferimento (allo Sporting Lisbona ndr) e mandò a monte tutto quanto.
Ogni squadra ha un modo di fare e di operare, Cristiano Ronaldo sta bene nel Real Madrid perché è un gran giocatore, però è un giocatore che gioca un per conto suo, fa dei gol eccezionali e nel Real Madrid tutti quanti vanno per conto loro e ottengono risultati anche perché il campionato spagnolo è fatto di due squadre e poco altro, poi però vanno in Europa ed il Real Madrid è eliminato.
Noi facciamo la squadra con metodi diversi: cerchiamo di mettere insieme in ogni reparto giocatori che sanno dialogare e polivalenti.
Gerrard, stavo provando a portarlo a Torino."

Valutando la rosa della Juve, bisogna rifondare?

"Se si somma il fatto che giocatori hanno avuto un rendimento relativo, Grygera per primo ed alcuni hanno una carta d’identità che parla, tutte queste cose messe insieme hanno fatto della Juventus una squadra che purtroppo ha dei limiti notevoli e secondo me, nel prossimo campionato, dovrà avere tantissime varianti perché non dico che è una squadra tutta da rifare, ma insomma siamo nei pressi. "

Quindi è palpabile l’assenza di programmazione?

"Su questo penso che non ci siano dubbi oppure c’è programmazione sbagliata."

Riscatterebbe Caceres?

"Giocatori come Caceres noi li tenevamo in panchina. Pensate, considerando ovviamente la differenza di ruolo, che Mutu stava in panchina nella nostra squadra.
Nel fare una squadra forte non è certamente questo giocatore indicato per fare qualcosa di buono.
E’ un giocatore, come ho detto per Diego, discreto.
E’ giovane, può migliorare, ma sicuramente uno che può dare un apporto sostanziale alla squadra direi di no."

Secondo lei, perché la Juventus fatica così tanto e non riesce a gestire il risultato gettando tutto alle ortiche come è successo in campionato contro il Siena ed ultimamente contro il Fulham nell’incredibile eliminazione dalla Europa League?

"Ritengo che la Juventus sia una squadra intristita dai propri dirigenti: non c’è allegria.
Noi in pratica facevamo l’utile ed il dilettevole: facevamo avere alla squadra un ambiente allegro quando doveva essere allegro e lavorativo quando doveva essere lavorativo.
Eravamo un gruppo che in pratica dava e riceveva. Tutto diverso da adesso. Adesso ognuno fa le proprie dichiarazioni mettendo in confusione tutto l’ambiente e da noi questo non sarebbe mai successo. "

Come valuta il comportamento di Zebina e di Melo che si sono resi protagonisti di episodi poco edificanti nei confronti dei tifosi bianconeri?

"Non avrei preso alcun provvedimento perché se ci fossi stato io non si sarebbero permessi di fare tanto. Se l’avessero fatto, cosa che escludo a priori anche adesso, se ne stavano in tribuna a vedere le partite. "

Secondo lei, chi è il giovane rivelazione di questo campionato?

"Per quanto riguarda noi, sicuramente Marchisio. Anche se ha avuto sfortuna per qualche infortunio, Marchisio è un giocatore che è arrivato anche in Nazionale quindi credo che sia più di una rivelazione.
Ma anche Criscito, De Ceglie, che sono giocatori che in pratica hanno dato e danno un contributo notevole e poi se li contassi tutti mi dimenticherei sicuramente di qualcuno e non voglio farlo."

Tutti usciti dal settore giovanile della sua gestione…

"In Serie B e in Serie A, sparsi in tutta Italia, c’è il parco giocatori del settore giovanile che avevamo noi che ha vinto tanto e che tutt’ora esiste perché quando siamo andati via praticamente c’erano i Giovanissimi Regionali, gli Allievi Regionali e gli Allievi Nazionali che adesso vengo utilizzati con la Primavera.
Quindi ancora la mano del nostro settore giovanile esiste, però se non viene curata è depauperata sicuramente. "

Chi secondo lei sarà l’oggetto del desiderio del prossimo calciomercato italiano?

"Campioni in assoluto ce ne sono pochi da prendere. C’è da scoprire qualche giocatore, per esempio se io fossi in una squadra di calcio il primo giocatore che prenderei sarebbe il centrale difensivo del Chievo: Yepes, che sicuramente è un giocatore di tutto rispetto."

Pare che proprio su Yepes ci siano l’Inter ed il Milan.

"Quando si dorme può succedere anche questo. "

Come mai, secondo lei, Pastore non è stato acquistato dalla Juve anche se è stato offerto a Castagnini prima di Zamparini?

"Perché dormono.
Ricordo che Zamparini in pratica ha mandato il Direttore Sportivo giù con l’impegno inderogabile di prendere questo giocatore a tutti i costi e credo che Zamparini abbia indovinato l’acquisto.
Sono stati bravi gli osservatori del Palermo ad avere fretta nel consigliare il presidente del Palermo a prenderlo. Tutto qua.
Il problema è che bisogna arrivare sempre prima degli altri e questo non è facile.
Bisogna stare svegli non solo il giorno, ma anche un po’ la notte. "

Molti tifosi la seguono spesso nella sua trasmissione “Il punto di Luciano Moggi” in onda ogni domenica alle 17.00 su Gold Sport. Molto spesso ha parlato di Balotelli spendendo per lui parole di elogio. Come inquadra questo ragazzo dal punto di vista caratteriale e di gioco?

"Per parlare di Balotelli faccio l’esempio di Cassano che un giorno ha detto: “La mia rovina è stata non andare alla Juventus”, perché in effetti, quando lo ha preso la Roma, io lo trattavo; solo che la mia offerta era di 25miliardi mentre la Roma è arrivata a 55.
La stessa cosa vale per Balotelli: nel senso di gestione del personale e dell’uomo.
Basta fare patti chiari ed amicizia lunga.
Se vi ricordate quando è venuto Camoranesi alla Juventus, alla convocazione ha risposto con 5 ore di ritardo. "

Certo che ricordiamo quella conferenza stampa in cui ha strigliato Camoranesi…

"Dopo quel momento Camoranesi è stato l’uomo più puntuale della Juventus.
Basta chiarire le cose nel modo giusto.
Quindi con Balotelli, se ci fosse chi lo sa gestire, in pratica Balotelli è un campione e su questo non c’è dubbio e potrà sicuramente migliorare. Se c’è qualcuno che lo sa gestire sicuramente è una risorsa per qualsiasi società tenedo conto che ha 20anni.
Penso che probabilmente l’Inter non se ne disfaccia, che piano piano venga fuori un discorso diverso considerando che il giocatore intanto diventa più uomo, la società che capisce che bisogna gestirlo in una certa maniera e tutti insieme possono concorrere a formare un campione per la Nazionale italiana."

Balotelli sembra non essere molto contento della sua attuale situazione all’Inter, potrebbe chiedere di essere ceduto?

"Adesso il problema vero dell’Inter è il nuovo procuratore che gestisce Balotelli che si chiama Mino Raiola.
Mino Raiola è il procuratore che mi ha dato una mano non indifferente a formare la Juventus perché è stato quello che mi ha aiutato a prendere: Ibrahimovic, Emerson e Nedved.
E con me andava perfettamente d’accordo.
In pratica l’Inter, se è vero come è vero che ha venduto Ibrahimovic e poi ha venduto Maxwell per non avere più attorno Mino Raiola, fa uno sbaglio grosso perché si troverà di fronte a combattere per Balotelli un procuratore che sa il fatto suo."

Infatti l’Inter pare che non sia stata molto contenta della scelta effettuata da Balotelli di farsi assistere appunto da Mino Raiola…

"Lo so, ma il ragazzo ha fatto una scelta buona. Adesso tocca all’Inter farla buona.
Considerando le ultime prestazioni dell’Inter e del Milan che di fatto hanno portato i rossoneri ad un solo punto di distacco dai nerazzurri, si può dire che il campionato è riaperto?"

Chi ha le maggiori probabilità di vincerlo?

"E’ riaperto da una porticina e da quella porticina però passerà l’Inter che è prima e resterà prima. "

Anche se dovrà affrontare squadre importanti nelle prossime giornate?

"L’Inter non è una squadra eccezionale, ma è la meno peggio del campionato italiano.
E’ una squadra che sicuramente ha dei campioni che possono mettere in crisi quasiasi squadra del campionato italiano.
In Europa fa più fatica, a parte il Chelsea di adesso, sembra che abbiano vinto la guerra ed invece hanno vinto solo una battaglia.
La guerra la vinceranno se battono il Barcellona o il Manchester United e credo che sia molto difficile."

Come valuta il campionato della Roma? Può sperare di lottare anche per i primi due posti?

"Credo che la Roma poteva aspirare a qualsiasi cosa, ma è stata sfortunata: ha avuto infortuni, squalifiche, ha avuto di tutto un po’ e poi il mancato utilizzo di Totti credo che abbia un peso enorme nell’economia della squadra.
Però hanno fatto un acquisto azzeccatissimo, secondo me, se sta bene, ed è Toni.
Con Toni, la Roma può sicuramente, se poi recupera anche Totti, fare delle cose molto ma molto importanti. "

Per la ricostruzione della Juve, da quali giocatori attualmente in rosa ripartirebbe?

"Uno che terrei sicuramente è Buffon. Poi terrei anche chiaramente i giovani e terrei anche Diego perché utilizzato in un’altra maniera può essere un giocatore interessante.
Terrei Melo se davanti ci fosse un centrocampista diverso, altrimenti Melo dovrebbe essere in via di partenza perché il carattere è quello che è ed oltre a fare degli errori madornali riesce a zittire tutti quanti e soprattutto a farsi espellere molto spesso.
Ma ce ne sono ben pochi perché la carta d’identità gioca a sfavore di Cannavaro, di Grosso (acquisto inutile), di Del Piero.
Cannavaro e Del Piero sono state delle colonne alle quali va fatto un ringraziamento, ma basta una medaglia perché adesso il problema futuribile non è certamente coniugabile con loro e su questo non c’è dubbio."

Come valuta la condizione della Nazionale a pochi mesi dall’inizio dei mondiali?
Secondo lei, l’Italia che giocherà ai mondiali è già decisa o ci saranno nuove convocazioni con qualche sorpresa?
Come considera lo stato d’animo di Marcello Lippi? Lo vede sereno e fiducioso?

"Marcello Lippi è sereno e credo che abbia fatto anche un bel lavoro perché se c’era qualche giovane l’ha tirato fuori vedi Marchisio.
Purtroppo l’Italia ha dato poco. Il calcio in questi ultimi periodi in pratica è in regresso netto di gioco e di qualità quindi non è che lui può inventarsi i giocatori.
Io credo che la Nazionale, se non fa una brutta figura, è già tanto per l’Italia.
Però non è certamente colpa del CT perché tutto quello che poteva fare, tutti i giocatori che poteva prendere tra i migliori li ha presi."

Quale giocatore consiglierebbe a Marcello Lippi?

"Credo che li abbia visti tutti e quindi non c’è bisogno di dare consigli.
Mi auguro che Totti possa essere nella forma dovuta ai tempi della Nazionale e che cominci a rigiocare. Totti sarebbe sicuramente un giocatore che può dare un imput importante per la Nazionale."

“Direttore”, la salutiamo e la ringraziamo tantissimo per essere stato qui con noi e le ribadiamo l’affetto e la stima dei tantissimi tifosi che ci hanno scritto sul nostro sito “tuttipazziperlajuve.com”.

"Colgo l’occasione per ringraziare tutti quanti per la stima e mi auguro che la Juventus possa riprendersi. Grazie e arrivederci."

17 marzo 2010

BOMBE dal PROCESSO DI NAPOLI

Il colonnello Auricchio non fa che confermare la FARSA.
Fonte ju29ro


MARTEDI' 16.03.2010 -

AURICCHIO IMPREPARATO - L'udienza è termina ed è stata aggiornata al 23 marzo con il controesame delle difese di Moggi e di De Santis.
Rilevante il controesame condotto dall'avvocato di Pairetto che chiede ad Auricchio se hanno mai interrogato i notai che assistevano ai sorteggi, se dai verbali risultassero anomalie.
Negative, in entrambi i casi, le risposte di Auricchio: non l'hanno fatto.
Poi l'avvocato chiede se i giornalisti presenti fossero sempre gli stessi ed Auricchio risponde: "No, sappiamo che c'erano dei giornalisti". Il clou si raggiunge quando:

Avvocato di Pairetto: sapete, in riferimento alla giornata in cui si decise il campionato, quella di Milan-Juve quale era la griglia?
Auricchio: l'arbitro era Collina
Avvocato di Pairetto: lo so ma quale era la griglia?
Auricchio: Collina, Mitro, Farnelli
Avvocato di Pairetto: questi sono i designati, ma io dico quale era la griglia?
Auricchio: no, non la so

In aula si sente la voce di Pairetto che esclama: "Pazzesco! Questa era la partita più importante e non la sai!"

Avvocato di Pairetto: era la partita che decideva il campionato
Auricchio: ma noi non avevamo attenzionato le partite a seconda della loro importanza. Poi per noi la designazione di Collina era una garanzia
Avvocato di Pairetto: quindi non avete verificato se erano stati previsti degli arbitri "favorevoli" per quella partita
Auricchio: no, non ritenevamo che contasse quella gara.
Milan-Juve, decisiva per la vittoria del campionato, per Auricchio e i suoi "magnifici 12 della squadra Off-side", come li ha chiamati Repubblica, era una partita che non contava e Collina era una garanzia al di sopra di ogni sospetto, nonostante la famosa intercettazione che dimostrava "vicinanza" con Meani.

AURICCHIO E LE INDAGINI DAI GIORNALI - Parte delle indagini? Leggendo la Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport ed escludendo Tuttosport. Questo ha risposto Auricchio incalzato dall'avvocato difensore di Bertini. Riportiamo uno stralcio delle domande e delle risposte.
Avv. Messeri: Quali partite dirette da Bertini ha visionato?
Auricchio: Solo Juve- Milan, in televisione.
Avv. Messeri: Come investigatore o come spettatore?
Auricchio: Come investigatore, così come ho visto Lecce-Parma.
Avv. Messeri: E a livello investigativo, di Juve-Milan che ricorda?
Auricchio: Nulla, solo la vittoria della Juve.
Avv. Messeri: Guardi che finì 0-0.
Auricchio: Ah, avevo capito Milan-Juve 0- 1 con gol di Trezeguet.
Avv. Messeri: Quindi quel risultato del campo era giusto? Lei ha parlato, la scorsa udienza, di ammonizioni che non c'erano, di gol in evidente fuorigioco, relativamente a Siena-Milan, quindi le ha analizzate anche da questo punto di vista?
Auricchio: No, abbiamo fatto solo riferimento ai tabellini delle partite tratti dai giornali sportivi, tranne Tuttosport. Ho fatto riferimento al contenuto dei tabellini delle gare dei giornali. Io non mi sono mai permesso di valutare i singoli episodi.

INTERVENTI DELLE DIFESE - Si stanno alternando in aula i contro-interrogatori da parte dei legali degli imputati. Ad aprire le danze è stata la difesa di Innocenzo Mazzini, l'ex vicepresidente della FIGC: con successo ha incalzato il capo degli inquirenti, evidenziando la separazione tra la posizione di Mazzini e quella di Carraro, riconducendo gli incontri di Mazzini con i dirigenti juventini a motivi di amicizia, tanto che venivano invitate le mogli, e cercando di inquadrare meglio la posizione di Mazzini nei confronti della Fiorentina.

AURICCHIO AL CONTROESAME - Questa mattina a Napoli sono riprese le udienze del processo Calciopoli. Gran parte della mattinata è stata occupata di nuovo dall'esame del pm, durante il quale più volte le difese hanno protestato per le interpretazioni date dal teste al materiale probatorio. Attorno a mezzogiorno, l'esame dell'accusa è terminato e sono iniziati gli interventi degli avvocati difensori: hanno già parlato gli avvocati dell'ex vice-segretario Figc Innocenzo Mazzini, del presidente della Reggina Foti, dell'ex designatore degli assistenti arbitrali Mazzei e dell'ex arbitro Bertini. Tutti stanno cercando di dimostrare la parzialità della ricostruzione degli inquirenti. Gli avvocati di Moggi e De Santis hanno chiesto più tempo e ciò rende probabile il rinvio dei loro interventi alla prossima udienza.

NARDUCCI: "MOGGI, PER LEI E' FINITA" - Lunga e significativa l'intervista di Luciano Moggi con Barbara Benedettelli de Il Giornale, in cui si parla dei diversi processi penali che lo vedono impegnato. L'ex direttore sportivo della Juve racconta qualche aneddoto sconosciuto ai più come quando: "Durante il primo interrogatorio il dottor Narducci, con tono trionfante, mi disse: “ma lo sa che per lei è finita?”, e io: “no, non lo so, me lo dica lei”. Oggi gli direi qualcosa di diverso". Non mancano le frecciate per i suoi detrattori, soprattutto Baldini: "Pensi a Baldini. Ha detto che vendevo al Messina dei giocatori a prezzi altissimi e che il Messina di ritorno riceveva favori arbitrali. Invece io davo i giocatori del settore giovanile al Messina a prestito gratuito, e se me li valorizzava facendoli giocare gli davo anche un premio. In Lega ci sono i contratti che lo confermano. Baldini non ha detto la verità. Adesso dicono che lui dovrebbe andare alla Juve. Guarda un po’", e Auricchio: "I testi portati dall'accusa sono più favorevoli a noi che a loro. Quasi quasi si potrebbe non utilizzare i testi a favore. Adesso l'artefice di questa inchiesta, il Colonnello Auricchio, deve difendersi dagli avvocati della difesa. Penso che non si divertirà molto, “l'inquisitore”".

21 febbraio 2010

Bologna - Juventus 1 - 2

Le pagelle, vere , qui' .
JU29RO .

18 febbraio 2010

GIUANN !

11 febbraio 2010

D'Onofrio (legale di Moggi) e Angelini su deposizione Auricchio (AUDIO)

Paco D'Onofrio, avvocato di Luciano Moggi, e Antonello Angelini, conduttore della trasmissione "La Juve è sempre la Juve, sono intervenuti nel corso del programma radiofonico "Stile Juventus", su Nuova Spazio Radio di Roma, per commentare tutte le ultime novità emerse nel processo Calciopoli in corso a Napoli ed in particolare la recente deposizione del colonnello Attilio Auricchio, l’ufficiale dei carabinieri che ha diretto l’operazione "Off side" sui presunti illeciti nel mondo del calcio.
Ecco l'audio dell'intervento:

IL presidente EBETE

Se n'è inventata un'altra: rosso per chi bestemmia .


MOCC ' AKKITEMURT !

10 febbraio 2010

N'aggia kitammurt

fonte juvenews
La deposizione del maggiore Auricchio (colui che ha condotto le indagini) era forse la più attesa dall'accusa. Non dimentichiamo che Auricchio è un uomo dei Pm, in pratica si è assisitito ad una sorta di requisitoria dei magistrati. Purtroppo, per motivi familiari, non è stata data alla difesa la possibilità di effetture il controesame che avverà soltanto la prossima settimana. Intanto domani ci toccherà passare dalle forche dei giornali e tv di regime. Ne sono sicuro...



Vi riporto un video in cui Alvaro Moretti sintetizza e commenta i concetti espressi da Auricchio, e la dichiarazione spontanea resa da Moggi al termine dell'udienza.



Questo il video: da notare che interviene anche Sconcerti che dopo mesi di articoli giustizialisti ammette di non seguire il processo.



Questa invece è la dichiarazione spontanea di Moggi:



"Rodomondti (ex arbitro, ndr) dicono che sia stato un arbitro vicino a me - ha affermato l'ex direttore generale bianconero - e questo dimostra come abbiano letto solo quello che volevano. E' un falso. Basta leggere l'intercettazione tra Rodomonti e Meani (Leonardo Meani, ex dirigente milanista, imputato in questo processo, ndr) dopo il rigore concesso al Milan: Meani dice che il rigore c'é e che il presidente 'ti fara' fare 30mila euro di capelli in Svizzerà ". Moggi ha inoltre detto che leggendo alcuni passaggi dell'inchiesta gli "viene da ridere". Ciò a proposito della sua presunta conoscenza anticipata delle designazioni arbitrali.

"Alle 11.53 già avevo saputo degli assistenti - ha affermato Moggi - Ma la realtà è un'altra: bastava telefonare a Mandredi Martino (ex segretario della Can) che diceva tutto. Manfredi Martino che dovrebbe essere sul banco degli imputati e invece lavora in Federcalcio perché qualcuno l'ho ha raccomandato al vicesegretario Nicoletti..."


KITAMMU' !

08 febbraio 2010

IL NUOVO CALCIO

Incredibile!!! Felipe Melo espulso,perchè reo di esistere e camminare scontrandosi quasi fortuitamente con un livornese che muore senza praticamente essere toccato: vergognoso!!!

Questo è il risultato di una società di idioti completamente immobile e impassibile di fronte a tanto scempio e che,quando serve davvero come ieri,non si fà mai sentire (cosa che invece fà puntualmente il merdONE ogni volta ogni morte di papa che subisce un "torto",certo che c'ha un coraggio a lamentarsi...)!!!

La seconda ammonizione??? ahahahahah e perchè la prima allora? Quando la palla ha colpito la spalla di Melo e Lucarelli ha riferito all'arbitro che l'ha presa di mano,quest'ultimo lo ha ammonito non perchè aveva visto qualcosa ma solo perchè GLIEL'AVEVA DETTO LUCARELLI!

Siamo alle comiche ormai... e tralascio il fallo non fischiato su Caceres sul gol loro e i soliti 5 minuti di recupero per farci perdere!!!

Ma vedete che il problema non è solo la società... il fatto è che dei giornalisti c.d. "Juventini" l'unico che ci difende è l'agnello sacrificale di controcazzo Mughini;il resto sono solo una massa di falsi e rinnegati (in primis Massimo Mauro),e soprattutto juventini riprogrammati secondo il nuovo codice Blanc-elkaniano,quello del sorrisetto idiota,che ci vuole simpatici (simpatici e PERDENTI),insomma il corso della c.d. piegata a 90 gradi,tradotto:
mai protestare,mai alzare la voce,ma accettare passivamente tutti gli attacchi provenienti da arbitri e massmedia,senza proferir parola,come se dovessimo espiare chissà quale peccato originale!!!

Sistema Moggi??? ahahah L'unico vero sistema è proprio quello che ha condannato Moggi,quello messo su da stampa e TV,e che vige non dal 2006,ma da sempre: solo che prima avevamo una società coi controcazzi che sapeva difenderci,adesso non più... Non vedo l'ora che l'inibizione di Moggi finisca e torni da noi,perchè,piaccia o meno alla calzetta dello sporc,lui è il più pulito in mezzo a questo porcaio!

Basti pensare che in questo nuovo calcio "pulito" non vi è UNA SOLA PARTITA che non sia decisa dagli arbitri:anzi,alla fine di ogni anno,le statistiche puntualmente indicano che il 48% delle partite,quasi la metà quindi (secondo me anche di più),sono falsate da chiari indirizzamenti arbitrali,le stesse ammonizioni c.d. mirate ( quelle per cui Moggi fu massacrato per aver volutamente squalificato "fuoriclasse" autentici del calibro di Jankulovski,Mesto e Cozza che sicuramente incutevano tantissima paura alla superJuve corazzata di allora :)) ) sono raddoppiate,se non addirittura triplicate negli ultimi anni!

No,grazie questo calcio PULITO non mi piace,preferisco tutta la vita quel LADRONE di Moggi!!! Sai poi che goduria leggere i titoloni della cartaigienica rosa morattiana o del trigorriere con scritto "Scandalo Juve,vince grazie ad una RIMESSA LATERALE CHE NON C'ERA!"... ahahahahahahahahahah

06 febbraio 2010

Cio' da lavorare ?

Ore 21.11

_mentre seguivo ( per dire ''seguivo'' ) Livorno j_uve m'imbatto nella home di virgilio che riportava



Siamo diventati la barzelletta.

La frase _COL MODULO ZAC è una frase alla lapo.



Blanc , guarda e impara


Guardiamoci un bel film .

03 febbraio 2010

NEWS SUL FRONTE SPIONI

Vittoria! Telecom e Pirelli patteggiano
Drago di Cheb Martedì 02 Febbraio 2010 09:38
fonte: ju29ro

Notizie straordinarie dal processo per le intercettazioni abusive di Milano: la Telecom e la Pirelli patteggiano.
Spieghiamoci bene, patteggiano per quanto riguarda il processo sulla corruzione per le tangenti pagate a Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri che, secondo la ricostruzione della Procura, passavano informazioni accedendo abusivamente alle banche dati del Ministero degli Interni, delle Finanze e della Giustizia.
Le due società, a titolo di risarcimento, riconoscono, a quanto risulta, ai Ministeri parti lese 100.000 euro di profitto del reato, 400.000 di sanzione pecuniaria, 750.000 a titolo di risarcimento del danno.

E qui la prima novità fondamentale: proporre di pagare 100.000 euro a titolo di profitto del reato è una scelta che può avere molteplici interpretazioni. Oltre al significativo operato dei suoi dipendenti, ciò potrebbe indurre a compiere serie riflessioni in ordine all'effettivo ruolo delle stesse aziende in questa vicenda.

Altro aspetto fondamentale: le società di capitali, come Telecom e Pirelli, sono società dotate di personalità giuridica e su di esse gravano obbligazioni e responsabilità civili e penali derivanti dalle azioni poste in essere nell'ambito dell'attività aziendale. Ma, inesorabilmente, l'avere personalità giuridica non implica avere volontà. Nessuna società è mossa da volontà propria: le società non hanno mani per prendere un dossier, non hanno occhi per leggerlo, non hanno bocca per esprimere su di essi un giudizio e non hanno un cervello per ragionarvi sopra.
Dunque in realtà le società sono rette da uomini: esseri provvisti dei sensi, del raziocinio e della volontà. Chi sarebbero allora gli uomini che, almeno in parte, hanno avallato simili comportamenti illeciti, visto che le due società hanno ammesso di aver avuto un tornaconto dall'attività illecita?
Nei vecchi libri di Ragioneria e di Economia Aziendale si usava, per rispondere a questa domanda, distinguere nella società il “soggetto giuridico” dal “soggetto economico”. Il primo, nelle società di capitale, coincide sempre con la persona giuridica della società, che infatti si accollava obbligazioni, diritti e responsabilità penali e civili.
Il soggetto economico invece era l'insieme delle persone (dotate, ripetiamo, di sensi, raziocinio e volontà) che agivano per nome, per conto e nell'interesse aziendale.
Quindi, se le due società del caso ammettono di aver avuto un profitto del reato, è possibile che nessuna delle persone facenti parte dell'insieme definito come soggetto economico ne fosse al corrente o abbia avallato? Forse che per la prima volta le società hanno espresso motu proprio una volontà, senza che esseri umani agissero a loro nome, per loro conto e nel loro interesse?

Ma le sorprese potrebbero non finire qui. La scelta processuale compiuta potrebbe aprire seri interrogativi in ordine all'uso di queste informazioni. Non si vorrà mica credere che queste informazioni, presumiamo pagate profumatamente, finissero in un cassetto senza essere analizzate, collegate con altri dati e magari archiviate in un dossier intestato a qualche malcapitato?
A noi viene, per esempio, in mente il famigerato dossier "Ladroni". A detta di uno dei suoi intestatari, l'ex arbitro De Santis, questo dossier conteneva dati sui redditi e sul patrimonio suo e dei suoi familiari, dati sulla sua situazione giudiziaria e su eventuali indagini in essere nei suoi confronti. Proprio quel genere di dati presenti nelle banche dati dei ministeri risarciti. Bella coincidenza, non vi pare?
Chiariamo però una cosa: la società Telecom e la società Pirelli non avevano nessun interesse a raccogliere informazioni su un arbitro di calcio. Questo è sicuro, visto che anche la sua attività professionale (dipendente del Ministero della Giustizia) non era in nessun modo collegabile o confliggente con quella delle due società patteggianti.
Ma per caso il soggetto economico, ovvero chi agisce per nome, per conto e nell'interesse delle aziende, poteva avere altri interessi esterni da soddisfare? Lo lasciamo dire a voi, noi sommessamente ricordiamo che la Pirelli era ed è azionista dell'Inter ed è retta da Marco Tronchetti Provera, consigliere della società nerazzurra. Non basta: l'allora vice presidente dell'Inter, Carlo Buora, era anche amministratore delegato della Telecom. Infine Massimo Moratti all'epoca era, oltre che proprietario dell'Inter, anche consigliere della Telecom. Un bell'intreccio, non v'è dubbio. Senza contare che lo stesso arbitro Nucini, di certo non nemico dell'Inter, ha dovuto ammettere di fronte ad un Tribunale l'interesse quasi ossessivo della società meneghina per il mondo arbitrale.

Altra curiosità di oggi è la lunga intervista concessa da Emanuele Cipriani, socio della Polis d'Istinto, a Peter Gomez (Il Fatto Quotidiano). Ecco cosa dice in merito alle responsabilità di quel soggetto economico delle due società: “Ladro però, no. Era tutto fatturato. E a ogni fattura corrispondeva un codice numerico che rimandava ad una pratica, ovvero ad una attività che poteva essere: lecita, illecita o parzialmente lecita. Un lavoro di cui, oltretutto i vertici dell'azienda e Tronchetti, che adesso fa persino fìnta di non sapere chi sono, erano perfettamente a conoscenza. I miei committenti erano Pirelli e Telecom. Tra i miei clienti, in qualche caso, ci sono stati lo stesso Tronchetti e alcuni suoi avvocati: è tutto riscontrabile"
Già secondo Cipriani, Tronchetti Provera sapeva. E sul fatto che sia tutto fatturato verrebbe proprio da crederci. L'Inter infatti mai ha smentito le notizie di stampa che rivelavano la presenza, nella sede londinese della società di Cipriani, di documentazione a firma Rinaldo Ghelfi che attesta l'avvenuto pagamento di servizi non meglio specificati.

Attendiamo trepidanti chiarimenti dall'Inter. Possibilmente nelle sedi più appropriate. Non pare infatti del tutto credibile che questa "macchina spropositata" (cit. dell'interrogatorio sul caso Telecom a Tronchetti Provera) sia stata posta in essere per il solo monitoraggio della vita privata di Vieri. Fatto comunque per il quale è in corso un altro processo.
In caso contrario saremmo costretti a pensare che la cifra e il simbolo delle vittorie di questi anni non sia nelle gesta dei suoi giocatori e nel simbolo di campioni che portano sul petto. Ma nella scritta della società che portano sulla maglia.

P.S.
Infine una parola sulla Juventus. Nonostante questi incredibili fatti che vedono coinvolto come vittima il suo ex direttore generale, non pare interessata a comprendere il perché di questa operazione di dossieraggio, che tra l'altro potrebbe aver provocato ingenti danni patrimoniali. Anzi, ricordiamo che, durante l'ultima assemblea degli azionisti, nostri esponenti hanno chiesto spiegazioni su questa inerzia. L'allora Presidente in un primo momento glissò, omettendo di rispondere alla domanda. Sollecitato sul tema, poi rispose di non sapere cosa rispondere.
Lasciamo a voi, anche su questo punto, trarre le opportune conclusioni

29 gennaio 2010

WHE ! Ma ti rendi conto ?



IN BOCCA AL LUPO .

L'ammazzo io ?

-------------------------------------------------

5 MAGGIO

LAZIO -INTER 4 - 2




allenatore : ZACCHERONI .

FARSOPOLI - MOGGI DENUNCIA BALDINI

La denuncia di Luciano Moggi e l'intercettazione in cui Franco Baldini chiede una raccomandazione per Renzo Castagnini a Innocenzo Mazzini, anticipandogli il ribaltone di Calciopoli.


BALDINI AGIVA PER ELIMINARCI DAL MONDO DEL CALCIO.

PRESENTAZIONE DI MOGGI DELL'INTERCETTAZIONE



ECCO L'INTERCETTAZIONE TRA BALDINI EMAZZINI


25 gennaio 2010

CIAO FRATELLONE

Prima o poi lo capiranno ?
L'avvocato ?



Moggi e giraudo alle chitarre , bettega alla sting (senza trascurare phil ,che sicuramente non interpreta secco - perla serie : Torna a casa Alessio ) .

Un saluto bianconero vero.
----------------------------------------------------------------------------------

Infine, x tutti gli amici bianconeri , riporto l'ennesima perla ( più nera che bianco )

-----------------------------------------------------------------------------------------

Hanno gli occhi solo per piangere
Rinasco Bianconero Martedì 26 Gennaio 2010 00:11


Più che il risultato del Derby, oggi, su tutte le testate nazionali campeggiano le polemiche, montate ad arte, e pompate anche meglio, dalla banda di tutti gli onesti, dal primo all'ultimo.

Dalla visibile "goliardata" dell'ex-giocatore di pallone Marco Materazzi che, tra abbracci e risate, ha sfoggiato la riproduzione in gomma del viso del cavaliere mascarato, fino ad arrivare alle parole dell'A.D. nerazzurro Paolillo: ''C'è qualcosa che non va: si vuole riaprire il campionato non riconoscendo la superiorità di una squadra, e lo si vuole fare in una maniera non troppo leale''. Avete capito bene, nonostante sia sempre difficile capire quanto dice Paolillo, questa volta ha seguito l'inerzia delle dichiarazioni precedenti dell'allenatore Mourinho e del Presidente Moratti. Il portoghese ha candidamente detto: "Oggi avremmo vinto anche in sette, ma hanno fatto di tutto per non far vincere questa partita all'Inter", e Moratti con la medaglia dell'onestà sempre ben in vista ha ribadito: "Senza dubbio ho visto brutti segnali. Se si tratta di segnali, sono molto antipatici e ce li hanno fatti capire con molta semplicità".

Insomma, perdono e piangono, vincono e piangono, e per loro c'è sempre un complotto sullo sfondo, casualmente sempre a scapito dell'Inter, si guardano però tutti bene dal dire chi starebbe ordendo questo complotto, chi sarebbero i responsabili delle trame anti-corazzata, quali sarebbero i mandanti e gli esecutori, nomi e cognomi di tanta malvagità antisportiva e sleale.

Per una volta, forse la prima, il dito non viene apertamente puntato contro la Juventus, e ci mancherebbe; siamo così impegnati a tentare di retrocedere sul campo che la dirigenza della Juventus non preoccuperebbe neppure se dicesse o facesse qualcosa di juventino, ma non viene nemmeno apertamente puntato su altri, e capiamo anche il perché. Si ritorna dunque a parlare, a tre anni dall'abbattimento di quella cupola formata da Moggi, da Lucianone, dal Direttore e da Lucky Luciano, di complotti che tenderebbero a smontare scudetti e tavolini raccattati dalla seconda squadra di Milano. E chi ci sarebbe di cosi potente che può indurre un arbitro a lanciare segnali tramite cartellini rossi e gialli? Chi vogliamo dossierare in questo giro Sig. Moratti? A chi rivolgersi stavolta, visto che la macchina spropositata messa in piedi in assoluta autonomia da Tavaroli, Cipriani e Mancini non esiste più?

Questi prima non sapevano perdere e ora non sanno nemmeno vincere. Invece di godersi la la disfatta del Milan in 11 contro 9, sbraitano per una decisione arbitrale, evidentemente va tutto bene solo se gli episodi favoriscono l'Inter, come è successo in maniera sistematica negli ultimi tre anni. Di certo stranisce il silenzio ad oltranza di tutti coloro che dovrebbero essere chiamati in causa da queste dichiarazioni, se non altro il Milan, diretto avversario nel Derby milanese: null'altro che silenzio, sia dal management rossonero ma soprattutto dai media, che lasciano parlare di complotti, trame e segnali antipatici, senza chiedere in maniera chiara e decisa spiegazioni al Sig. Moratti e alla sua corte. La blanda risposta, a proposito di milanisti, è affidata al Vicepresidente della FIGC Demetrio Albertini: "Mi è dispiaciuto sentir parlare di complotto. Ma quel che più mi è dispiaciuto è sentir dire a Mourinho “Io sono straniero, me ne andrò e il problema rimarrà a voi”. Beh, complimenti per la ferma presa di posizione, di precario equilibrio, fin quando qualcuno suggerirà cosa dire seriamente.

Berlusconi, nel frattempo, avrà sorriso, esclama sempre l'ex calciatore Marco Materazzi, affermando che è una persona autoironica. Praticamente un modo gentile di prendere per il culo l'ex Presidente del Milan e attuale Presidente del Consiglio, imitando la gag nel famoso film "Tre uomini e una gamba". Io, fossi in Materazzi, non starei così tranquillo, Berlusconi, da quando gli hanno rotto un dente con la statuetta del Duomo, non ha così tanta voglia di ridere nemmeno guardando Aldo, Giovanni e Giacomo, figuriamoci un giocatore interista che gli fa il verso!


la Fonte : JU29RO

09 gennaio 2010

JU29RO

Dielatticamente è paragonabile al goal di del piero in JUVE Siena .

Grande goal.

08 gennaio 2010

IL LATTE TUO ( se ne andato )

Caro tiago , mi faccio un bicchiere di latte (ore 03:30 ) x brindare.
A parte il fatto che non voglio ASTEMIARE .

07 gennaio 2010

Osservazioni VERE

I falli di Controcampo .
Fonte: ju29ro

Lo ammetto, ho peccato!
Dopo anni di astinenza ho rivisto Controcampo.
C'è sempre Mughini, che ci regala sempre delle perle (mitica la frase: "91 punti teste di cazzo").

C'è sempre la valletta scosciata, attualmente tal Satta Melissa, fidanzata di Bobo Vieri, di cui oltre non si conosce.

Ci sono sempre degli ex calciatori che fanno le figurine viventi, ed ogni tanto pronunciano delle amenità degne dell'avventore medio di un qualsiasi bar dello sport italico.

C'è anche un tale assiso in mezzo al pubblico, leggermente sovrappeso, che propone delle immagini riprese sugli spalti dei vari campi di calcio, immagini che vorrebbero essere simpatiche, ma quasi sempre falliscono nell'intento.


Ma il mio interesse era solo capire come, e soprattutto quando, avrebbero parlato degli episodi da moviola della partita Chievo-Inter.

Orbene, ho dovuto attendere fino alle 00.58 per vedere il fallo di mano di Quaresma. Un orario da hot-line, evidentemente in Mediaset pensano di controbattere con i falli di gioco ad altri "falli" che popolano le innumerevoli tv locali in quelle ore.

Ma, come ha avuto modo di dire Mughini, si fosse trattato di altra squadra italiana (quella che usualmente gioca con maglia bianco-nera) gli orari sarebbero stati diversi, ed anche l'enfasi ne avrebbe risentito.


Il povero conduttore ha cercato di giustificarsi affermando che in un'altra occasione, sempre per Chievo-Inter, avevano dato maggior risalto agli errori arbitrali, l'arbitro era De Santis e l'errore aveva danneggiato l'Inter.

Il povero Brandi (tale è il nome del conduttore) non si è nemmeno accorto di aver avvalorato le affermazioni di Mughini. Sembra evidente quale sia la linea editoriale di Controcampo: un errore pro-Juve va in cima alla scaletta, uno pro-Inter in orario da telefono erotico. E poi c'è chi si domanda cosa sia e come si forma il "sentimento popolare".

Pinobici

05 gennaio 2010

THE WALL - ABBAGLIATEVI ancora per poco .




I lupi e gli agnelli: i Buddenbrock di Moncalvo
I lupi e gli agnelli: i Buddenbrock di Moncalvo

Drago di Cheb Mercoledì 06 Gennaio 2010 00:08

Fonte Ju29ro .

Il primo a intuire che qualcosa stesse cambiando era stato lo stesso Avvocato. Ai tempi della scalata della Telecom da parte di Colaninno e dei suoi capitani coraggiosi disse che il governo aveva preferito questi ultimi al “piccolo mondo antico”.


Inutile dire che il Principe di questo piccolo mondo era proprio lui.
Come sempre nella storia, le classi dirigenti si alternano alla guida delle nazioni, anche in quella che appare una nazione immobile come l'Italia. La scalata alla Telecom dei capitani coraggiosi (con molto pelo nello stomaco) ne è stata una dimostrazione importante nella storia imprenditoriale italiana, perché ha certificato l'inizio del crepuscolo del “piccolo mondo antico” delle famiglie imprenditoriali storiche. Passaggio, dicevamo, che non è passato inosservato a quella mente raffinatissima dell'Avvocato.


Sotto questa ottica la storia imprenditoriale italiana degli ultimi quindici anni è ancora tutta da scrivere. Provate per esempio a leggere da questa angolazione i clamorosi avvenimenti del tentativo di scalata di Ricucci al gruppo RCS e molte cose vi appariranno più chiare.

In questa storia, tutta da scrivere, pone la prima pietra il coraggioso Gigi Moncalvo, che ci racconta la storia vera, al di là delle reticenze dei giornali spesso di proprietà della élite crepuscolare del piccolo mondo antico, della famiglia Agnelli dalla scomparsa dei due patriarchi, Gianni e Umberto.


Lotte intestine per il controllo dell'impero, personaggi che non si capisce se giochino per i padroni o per se stessi, un vortice di società nei paradisi fiscali dove scompaiono e riappaiono ingenti risorse, una donna che vuole giustizia prima che beni materiali.
E anche un grande scoop: John Elkann fu scelto come erede designato da prima della malattia e della morte di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, in contraddizione con ciò che era stato pubblicamente annunciato.


Da buon juventino, Moncalvo non dimentica di inserire nel suo mosaico un tassello bianconero.
Ci racconta infatti le ripercussioni di questa guerra sulla provincia dell'impero che più ci sta a cuore: la Juventus.


Secondo l'autore, ma anche secondo noi, la mancata difesa della Juventus in quella cinica operazione di character assassination fu dovuta alla necessità del ramo Elkanniano della famiglia di prevenire l'ascesa di Andrea Agnelli, figlio di Umberto e protetto della triade Giraudo, Moggi, Bettega.


Un'operazione cinica senza dubbio, ma necessaria, se si pensa alla enorme popolarità che si ottiene con il calcio. Il ramo elkanniano inoltre probabilmente conosce i limiti dell'erede designato che, senza offesa, è un personaggio privo di quello charme e di quel fascino di cui era dotato il nonno. L'ascesa di Andrea, l'ultimo che possa vantare il cognome Agnelli, poteva fare troppa ombra.


Non ci si accusi di troppa ingenuità (né noi né Moncalvo!), è vero che, molto probabilmente, la questione popolarità (di Andrea) è una delle tante sfaccettature che ha spinto il ramo elkanniano ad adottare i noti comportamenti durante Calciopoli. Ma non è un aspetto da sottovalutare.
Nella società dell'informazione, infatti, la popolarità ha un peso enorme. Se l'Avvocato fosse stato un personaggio sciatto e impopolare, i politici sarebbero stati forse egualmente disposti a concedere rottamazioni e altri aiuti alle sue aziende?
Per noi, chi in Fiat ha la popolarità, alla lunga, ottiene il potere. E questo il ramo elkanniano lo sa benissimo, ecco perché Andrea fu bloccato. Pazienza se la Juve fu condannata ad una ingiusta retrocessione senza difesa.

"I lupi e gli Agnelli" di Moncalvo, come potete vedere, non è solo la cronistoria di una diatriba familiare, ma va visto come la cronaca della decadenza di una famiglia. Anzi, della famiglia simbolo del capitalismo familiare.


E metaforicamente narra il crepuscolo di tutto il piccolo mondo antico dell'aristocrazia imprenditoriale nazionale.


Un saggio dunque da leggere, da conservare e da rileggere tra qualche anno. Capirete che l'autore non è stato solo un uomo coraggioso (che ha pagato un prezzo alla sua ostinazione nel volerci narrare questa storia “proibita”), ma anche uno dei pochi giornalisti di razza del panorama italiano.



"I lupi e gli Agnelli", di Gigi Moncalvo, editore Vallecchi

01 gennaio 2010

E la BOBBINA, CONTINUA A GIRARE....

La rabbia e l'orgoglio

Moggi cita di nuovo Juvenews in un duro attacco a Proprietà e Bettega

Editoriale di “big Luciano” ieri su Libero dopo la recente patetica intervista di Blanc a Le Monde.
Fonte: juvenews



Cara Juventus ora metto tutto nero su Blanc.



Prima era solo un sospetto (non per me), adesso è codificato. La verità viene dalla Francia, ed è forse per questo che monsieur Jean-Claude Blanc ha parlato in libertà, sciolto da vincoli che lo frenano quando è a Torino in corso Galileo Ferraris. L’intervista a Le Monde, sospesa tra giudizi poco benevoli sui giornalisti italiani e dosi agiografiche usate senza parsimonia dall’articolista sull’illustre interlocutore, dipana finalmente le verità di Calciopoli. Due anni prima che quegli avvenimenti scoppiassero, c’era stato chi li aveva indirizzati. «Era arrivato il momento di cambiare. Doveva esserci una frattura con il passato», le parole riferite ora da Blanc, apprese direttamente, come dice, da John Elkann, parole che andavano oltre il loro significato perché premessa di tutto quello che sarebbe successo per far fuori la triade. Due anni, non due mesi prima, il tempo sufficiente per costruire una manovra subdola che macchiò la storia e la gloria della Juve, perché la triade doveva essere fatta fuori con ignominia, calandole addosso la vergogna della B, potendo solo quell’onta distruggerne il lavoro e la reputazione (non è accaduto).

CHIAREZZA - Per arrivare all’obiettivo, la Juve decise di non difendersi ma di offrirsi disarmata alle decisioni di tribunali sportivi che anziché valutare i fatti si fecero sospingere dal sentimento popolare. Blatter ringraziò Montezemolo di aver fatto ritirare il ricorso al Tar, mentre tutti ricorderanno le parole di John Elkann, a 29esimo scudetto acquisito: «Siamo con lasquadra e l’allenatore». Complimenti! La verità svelata è stata colta con prontezza da Oliviero Beha che a queste vicende sul Tg3 ha sempre dedicato la sua puntuale attenzione, ed è stata vista nella sua interezza dai siti del tifo juventino. I media hanno titolato su altro, e siccome non posso pensare che ci sia in giro tanta ingenuità, il sospetto è che, davanti a ciò che non può essere taciuto, c’è chi prova a ingarbugliare carte e fatti. Blanc è stato bacchettato per aver detto che la B era stata «una straordinaria avventura» (bella forza, con quella squadra): una delle cose sbagliate, inutilmente corretta, dette dall’uno e trino presidente della Juve. Ma non è quella la notizia, e lo sottolineo per dare un contributo alla verità e per fare chiarezza su quell’orribile 2006, che ora sappiamo non venuto fuori a caso ma preparato e indirizzato nei suoi aspetti più gravi e più resistenti: la macchia della B resta purtroppo nella storia del club, laddove invece, altri, difendendosi, hanno evitato simile vergogna, e un club, grande rivale della Juve, trovò addirittura il modo di rimanere in Champions.

REAZIONI - Quanto e come potrà essere espiata la colpa da parte di coloro che non vollero difendere il club e in più suggerirono la B per fatti giudicati poi “lievi” dallo stesso management? Così il deposto Cobolli Gigli, ma ha lo stesso significato la rivendicazione di Blanc sui due scudetti scippati. È come la storia del coccodrillo che prima mangia i figli e poi piange. Estraggo qualche e-mail da JuveNews.net. Il tifoso Piero parla dell’incontro Elkann-Blanc a Marrakech il 31 dicembre 2004 e quello di tre mesi dopo a Parigi, commentando che «quindi da lungo tempo si lavorava/cospirava alle spalle della triade». Per Cry87 «se confessa che l’omicidio era super premeditato vuol dire che è convintissimo che mai nessuno lo sposterà da lì». Per Bilbao 77 «l’unica rottura col passato è che con la Triade si dettava legge in Italia e in Europa mentre adesso si fa ridere tutta l’Europa».

CARO ROBERTO - Voglio bene a Bettega, con il quale ho diviso anni di lavoro, comprendo anche che nel ruolo di dirigente di ritorno si senta in dovere di pesare le parole nei confronti di chi lo ha richiamato e, in qualche maniera, cerchi di non dare occasioni di disturbo a coloro con cui deve ora operare. Ma la coerenza è un’altra cosa, e un’altra cosa sono i valori nei quali si è creduto e le offese, queste sì, troppo recenti per essere dimenticate. Nel processo per falso in bilancio (come per tante altre società, archiviato) ma non solo (tanto per chiarire a Franco Ordine del “Giornale” che si ostina a confondere le idee a chi le idee le ha già chiare) Bettega, come me e Giraudo, fur bollato dalla Juve con una querela contro ignoti per infedeltà patrimoniale, non proprio cosa da niente.

La Juve, pensando che il tribunale emettesse un verdetto di colpevolezza, aveva deciso di patteggiare, mettendo sul piatto la “bazzecola” di 70mila euro. Il tribunale decise per l’assoluzione perché il «fatto non sussiste» rigettando tra l’altro il patteggiamento della società. Vero è che la Juve sbagliò ancora una volta strategia, ma resta quell’etichetta “infedele”, che Bettega troppo in fretta ha dimenticato.

TITOLI - D’altra parte già nelle sue prime parole, dopo l’investitura, Roberto parlò di «Blanc e colleghi con i quali aveva condiviso esperienze importanti (anche la sua defenestrazione del 2007?), «persone che in questi anni sono cresciute» (non sembra, a giudicare da come va la Juve), esprimendo infine «la fiducia nel lavoro fatto dalla società». C’è di più. Quando nella conferenza stampa ha parlato di Calciopoli, Bettega ha detto di non voler rinnegare nulla (i titoli dei giornali sono stati questi), ma aggiungendo poi testualmente «io credo che quei ragazzi gli scudetti li abbiano vinti sul campo».

Una sottigliezza, perché sembra voler esprimere un concetto tutto diverso, che cioè lui non ne è affatto sicuro. Lui dov’era in quel tempo? Non condivideva tutto con il sottoscritto e Giraudo? Oppure stava con noi solo per condividere le vittorie? Più correttamente avrebbe dovuto dire «quegli scudetti sono stati vinti sul campo», senza quel «Io credo che». D’altra parte a chi gli ha ricordato «la svolta etica all’interno della Juve» di cui parlò John Elkann prima ancora dei processi sportivi, Bettega ha detto di «condividere quelle parole».

SMEMORATO - Gli auguro un proficuo lavoro, ma è evidente che su una poltrona, anche di ritorno, si cambi opinione troppo facilmente. Anche a un tifoso che si firma jurgen 84 su Juvenews.net non è piaciuta «la sfrontatezza di accettare l’incarico offertogli da chi ha distrutto la nostra storia, la nostra credibilità e il nostro futuro, alla faccia della coerenza. In questo mondo non ci sono più valori, conta solo il danaro».

Non dimenticherò mai il giorno in cui incontrai Bettega, allora consulente della Juve, in un albergo di Milano: fuggì, quasi non rivolgendomi la parola, per paura che ciò venisse a conoscenza dei suoi attuali datori di lavoro, lui che «nel nostro passato juventino» ha fatto e condiviso il lavoro con il sottoscritto e con Giraudo, nulla escluso! Successivamente, l’ho ritrovato in tribunale a difendersi dalla querela fatta dalla Juve: lì era più loquace! E infine, caro Roberto, la telefonata ad Allegra e Andrea Agnelli per chiedere lumi su quello che dovevi fare (...si fa per dire), sapendo benissimo cosa ti avrebbero risposto, è una mossa ingenua: al momento della firma hai tradito la memoria sia del dottor Umberto Agnelli sia dell’Avvocato, perché, con loro in vita, niente sarebbe successo.



Auguri comunque di buon anno
e buon lavoro.

Ho Letto L'articolo dell' ORACOLO DEI MIEI COGLIONI

COSA DIRE ... (DIRGLI )

primo: Moccassor' _t
secondo: xkè non ti ascolti il brano di jannacci dal titotlo ''orecchio '' ?

Che elemento .

E' finita la bobbina, meno male che c'è ER WEB.


Merd !
( alla Michel )

ps. ho approfittato del palumbo ( si chiama cosi' , il vomito classico di fine anno ) x leggere il pezzo ( di merd , cioè il pezzo di cui sopra e sotto ) .

Ci vediamo a pasqua con il panettone, anzi CON il PALUMBO .

27 dicembre 2009

NON volevo nemmeno mettere la foto

Sono riuscito a leggere solamente il titulo.

Poi mi veniva da vomitare e ho lasciato perdere .


Vomitate voi , ECCOVI IL LINK
---------------------------
_mi sbalia tutti i coniomi .
Tanks !
--------------------------